San Pietro risana gli infermi con la sua ombra di Masaccio

San Pietro risana gli infermi con la sua ombra è un affresco che Masaccio dipinse sulle pareti della Cappella Brancacci a Firenze. L’opera è affiancata da altri affreschi che ricoprono interamente le pareti.

Masaccio, San Pietro risana gli infermi con la sua ombra, 1423-1426, affresco, cm 230 x 162. Firenze, Chiesa di Santa Maria del Carmine, Cappella Brancacci

Descrizione

San Pietro e gli altri Apostoli percorrono le vie della città. San Pietro ha uno sguardo serio e compassato come anche gli uomini che lo seguono. Dietro di lui lo accompagna San Giovanni. Sulla veste indossa un ampio mantello panneggiato. Al passare del Santo gli infermi vengono guariti dalle loro infermità.

Intorno al capo Pietro porta una aureola semicircolare. A sinistra Sono rappresentati gli infermi a partire dall’uomo tetraplegico in basso a sinistra. Altri tre infermi sono già stati risanati e ringraziano per l’evento miracoloso. Sullo sfondo è raffigurata una prospettiva cittadina con architetture tipiche del Quattrocento fiorentino. Al termine della fuga dei palazzi è presente la facciata di una chiesa classicheggiante. Si notano infatti una colonna con capitello corinzio, una parte di tetto e un campanile.

Interpretazioni e simbologia

L’episodio intitolato San Pietro risana gli infermi con la sua ombra è narrato negli Atti degli Apostoli (V, 12-14) dove viene raccontata la vita di San Pietro. Le scritture narrano che i familiari portavano nelle piazze i loro congiunti infermi collocandoli in prossimità del passaggio di San Pietro. In tal modo i bisognosi venivano risanati.

Secondo una interpretazione storico-critica San Giovanni è forse il ritratto del fratello di Masaccio mentre l’uomo col berretto rosso ritrae il suo maestro Masolino da Panicale. Ambientando la scena nella Firenze contemporanea e con personaggi reali l’affresco offriva un maggior coinvolgimento al fedele di allora.

I Committenti e la storia espositiva

L’affresco San Pietro risana gli infermi con la sua ombra di Masaccio si trova nella Cappella Brancacci nella chiesa del Carmine a Firenze. Le decorazioni della cappella furono commissionate dal ricco mercante fiorentino Felice Brancacci per ospitare la famiglia durante le funzioni.

L’affresco confina a sinistra con La resurrezione del figlio di Teofilo e San Pietro in cattedra dipinto da Masaccio e terminato da Filippino Lippi.

La storia dell’opera

Sul ciclo di affreschi dipinti da Masaccio sulle pareti della Cappella Brancacci non sono state trovate sufficienti documentazioni storiche. Probabilmente l’incarico fu assegnato al maestro di Masaccio, Masolino da Panicale. Il maestro e il suo celebre aiutante iniziarono i lavori probabilmente nel 1424. Masolino partì poi per l’Ungheria nel 1425 e fu Masaccio a portare avanti l’opera. L’affresco non fu portato a termine per via della morte prematura del giovane artista nel 1428 a Roma. Masaccio inoltre al momento della sua morte era impegnato in altri lavori e rallentò così il termine di consegna.

Il dipinto San Pietro risana gli infermi con la sua ombra non fu coperto dalle decorazioni dell’epoca barocca. Purtroppo però venne gravemente danneggiato e annerito nell’incendio del 1771. L’affresco fu nuovamente reso visibile grazie agli impegnativi restauri durati sette anni, dal 1983 al 1990.

Le figure dipinte da Masaccio in San Pietro risana gli infermi con la sua ombra e negli altri affreschi della cappella furono un grande esempio per gli artisti dell’epoca e del Rinascimento successivo. Anche Michelangelo probabilmente studiò le immagini per realizzare le sue monumentali figure della Volta della Cappella Sistina.

Consulta anche l’opera di Masaccio intitolata: Trinità.

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Lo stile del dipinto San Pietro risana gli infermi con la sua ombra di Masaccio

Masaccio portò a compimento alcune intuizioni elaborate da Giotto. L’artista morì a soli 27 anni ma riuscì a rivoluzionare la pittura del suo tempo e a tramandare le nuove tecniche utili a rappresentare figure e spazio in modo verosimile. Nel dipinto San Pietro che risana gli infermi  con la sua ombra i corpi dei santi e delle persone assumono una massa grazie al chiaroscuro. Diventano così persone reali e non più figure idealizzate e senza peso. Inoltre accogliendo il suggerimento di Giotto, Masaccio raffigurò fisionomie reali ed espressive di sentimenti e stati d’animo.

Il colore e l’illuminazione

Su tutta la composizione cromatica emergono la brillante veste arancione di San Pietro e quella rossa di San Giovanni. Gli infermi sono invece dipinti con toni più pacati in verde e blu. Le architetture e la strada sono frutto di chiaroscuri ocra e marroni mentre un edificio rosso-arancione lontano a destra richiama i toni caldi e saturi delle vesti dei Santi. L’illuminazione proviene da destra come si nota dalle ombre che si proiettano sugli infermi.

Approfondisci con l’opera di Masaccio intitolata: Sant’Anna Metterza.

Lo spazio

Attraverso la prospettiva che agisce su ambiente e persone Masaccio riuscì a creare uno spazio unitario di figure e architetture. Applicò Inoltre la prospettiva di grandezza che riduce le dimensioni delle figure in profondità. Si nota questa prospettiva agire attraverso la figura di San Pietro dalle dimensioni maggiori delle figure più lontane. Inoltre il maestro usò sapientemente la prospettiva di sovrapposizione per creare una scena più articolata e realistica.

La Composizione e l’inquadratura

Gli infermi, allineati a sinistra, creano un movimento compositivo e narrativo. L’infermo di sinistra si trova ancora a terra. L’uomo accanto a lui poi si sta già alzando. I due rimanenti invece sono già risanati e in piedi. Questo vettore narrativo è determinato dall’avanzare di San Pietro verso il fronte del dipinto.

Consulta la pagina dedicata all’affresco di Masaccio, San Pietro risana gli infermi con la sua ombra, sul sito del MiBACT.