Martirio di san Sebastiano di Federico Barocci

Il Martirio di san Sebastiano di Federico Barocci nel 1982 fu mutilato da un ladro ignoto che con un taglierino asportò il viso di un bambino.

Federico Barocci, Martirio di san Sebastiano, 1558, olio su tela, 405×225 cm. Urbino, Cattedrale di Santa Maria Assunta

Indice

Descrizione del Martirio di san Sebastiano di Federico Barocci

San Sebastiano è nudo al centro del dipinto e addossato ad un tronco mentre un arciere stà per scoccare una freccia contro di lui. Intorno sono presenti altri personaggi che indossano abiti orientali. Tra le fronde dell’albero, inoltre si trova la Vergine con in braccio il bambino circondata da angeli. La Madonna è sostenuta da una nuvola chiara.

Interpretazioni e simbologia del Martirio di san Sebastiano di Federico Barocci

Il bambino che compare nel frammento tagliato è quello di Antonio Bonaventura. Il piccolo era il figlio del committente dell’opera.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Bendetto Bonaventura commissionò il 9 novembre 1557 il dipinto. La Pala d’altare era destinata alla cappella di San Sebastiano del Duomo di Urbino.

La storia del Martirio di san Sebastiano di Federico Barocci

Il 16 marzo 1982 un ignoto si introdusse nel Duomo di Urbino e con un attrezzo affilato tagliò una parte del dipinto. Asportò così il viso del figlio del committente. Di questo frammento si persero le tracce per decenni. Giancarlo Ciaroni, proprietario della Galleria Altomani&Son (Milano e Pesaro) il 18 maggio 2017 vide il frammento su un catalogo. Il dipinto era pubblicato per conto di Wannenes in occasione di una vendita all’asta prevista per il 31 maggio 2017. Intervennero cosi immediatamente i Carabinieri dei Nuclei Tutela Patrimonio Culturale di Ancona e Genova per sequestrare il frammento intitolato Volto di fanciullo . La casa d’aste aveva valutato la tela 500-800 euro attribuendola ad un anonimo pittore veneto del XVII secolo.

Martirio di san Sebastiano di Federico Barocci, il taglio causato dal furto
Martirio di san Sebastiano di Federico Barocci, il taglio, a sinistra in basso, causato dal furto

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Lo stile del Martirio di san Sebastiano di Federico Barocci

Federico Barocci dipinse opere estremamente raffinate e per questo è considerato un esponente del Manierismo italiano. Infatti si avvicinò inizialmente all’estetica delle opere di Raffaello. Inoltre gli interventi di sfumato che caratterizzano i suoi personaggi sono vicini alla tecnica di Leonardo da Vinci. L’artista studiò attentamente anche altri artisti a lui contemporanei. Il valore della sua opera si ritrova anche nella luce spirituale che illumina i corpi e i panneggi. Infine l’attenta rappresentazione di posture espressive contribuisce a definirlo come un anticipatore delle invenzioni sceniche delle opere barocche. Federico Barocci fu un importante interprete dell’arte della Controriforma.

La tecnica

La Pala che raffigura il martirio di San Sebastiano è una tela dipinta con velature di colori ad olio di 405×225 cm.

Il colore e l’illuminazione

Lo sfondo della Pala presenta colori tendenti al grigio con tonalità ocra e verde. Inoltre nella parte alta il cielo è coperto da nuvole grigie tra le quali brilla una luce gialla. In primo piano gli incarnati chiari sono ravvivati da panneggi con colori brillanti, gialli, rossi e blu. Una luce viva e diretta illumina le figure umane mentre in alto si aggiunge un lampo divino tra le nuvole dietro la Vergine. L’albero in centro e parte del paesaggio sono invece parzialmente in controluce.

Lo spazio

La scena umana e terrena del martirio e quella divina superiore tra le nuvole sono distribuite in primo piano. Lo sfondo dietro la scena risulta quindi appiattito in lontananza.

La composizione e l’inquadratura

La Pala d’altare è di forma rettangolare con il bordo superiore centinato. I due personaggi principali, la Vergine e San Sebastiano sono collocati sulla verticale centrale. Inoltre le figure degli altri personaggi sono disposte simmetricamente ai lati come i sei piccoli angeli. A fianco del martire invece si dispongono i soldati e le altre figure che assistono all’esecuzione.

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Bibliografia

  • Antonio Natali, Federico Barocci. Restauro della Madonna della Gatta, Silvana (17 ottobre 2003), ISBN-10: 8882156389 ISBN-13: 978-8882156381
  • A. Giannotti, C. Pizzorusso, Federico Barocci 1535-1612. L’incanto del colore. Una lezione per due secoli. Ediz. illustrata, Silvana, 15 ottobre 2009, EAN: 9788836614233
  • Luciano Arcangeli, Federico Barocci. I disegni nella Galleria Nazionale delle Marche, Gebart, 1 gennaio 2012, EAN: 9788898302222
  • Andrea Emiliani, La finestra di Federico Barocci, Carta Bianca (Faenza), 4 febbraio 2019, EAN: 9788897550549

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