Madonna Solly di Raffaello

La Madonna Solly di Raffaello è una delle prime opere dallo stesso soggetto che resero famoso per secoli l’artista di Urbino.

Raffaello Sanzio, Madonna Solly, 1500-1504 circa, olio su tavola, 52 x 38 cm, Berlino, Gemäldegalerie

Indice

Descrizione della Madonna Solly di Raffaello

La Vergine tiene in braccio il Bambino mentre legge dalle pagine di un libretto che regge con la mano destra. Gesù invece e nudo e sembra osservare anche lui il testo scritto. Intanto tiene tra le mani un cardellino immobile legato ad un cordino. Il piccolo inoltre intorno alla vita porta una fascia trasparente. Sullo sfondo si apre infine un paesaggio collinare punteggiato da alcuni esili alberelli sulla sinistra.

Interpretazioni e simbologia della Madonna Solly di Raffaello

Questo dipinto di Raffaello prende il nome dal banchiere inglese Edward Solly. La Madonna era infatti di sua proprietà prima di far parte delle collezioni della Gemäldegalerie di Berlino. La Madonna realizzata in età giovanile da Raffaello è una delle prime delle tante e celebri che il maestro realizzò nella sua breve vita.

Il libretto che la Madonna legge rappresenta le Sacre Scritture che anticiparono il sacrificio del Messia. Anche il cardellino rimanda al sangue versato da Cristo sulla croce. Secondo la tradizione iconografica il volatile si macchiò le penne intorno al becco nel tentativo di sfilare la corona di spine. Nei dipinti che rappresentano Gesù Bambino tra le braccia della Madonna spesso compaiono attributi iconografici che fanno riferimento al suo tragico destino.

Sulla spalla destra della Madonna una stella dorata decora il mantello. Nel paesaggio di lato compare poi un lembo di superficie acquatica. Forse la stella identifica la Vergine come “Stella Maris”, Stella del Mare. La stessa iconografia si ritrova nel dipinto di Filippino Lippi intitolato Madonna del Mare.

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I Committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

La Madonna Solly di Raffaello è custodita presso la Gemäldegalerie di Berlino. Il banchiere inglese Edward Solly nel 1821 donò il dipinto al Kaiser Friedrich Museum.

La storia dell’opera Madonna Solly di Raffaello

La Madonna Solly di Raffaello risale al 1500 – 1504 circa. Gli storici più accreditati infatti non sono concordi nel datare l’opera con certezza. L’artista all’epoca era molto giovane e aveva circa 20 anni.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

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Lo stile della Madonna Solly di Raffaello

Raffaello Sanzio fu un artista del Rinascimento nato nel 1483 a Urbino. Fu molto celebrato già dai suoi contemporanei e ottenne prestigiosi commissioni private e da grandi committenti quali il Vaticano. Fu un artista colto e raffinato che interpretò al meglio il ruolo dell’intellettuale cortigiano della sua epoca.

Il suo stile è caratterizzato da una grande sapienza tecnica e da una eccezionale armonia compositiva. Inoltre le sue opere sono un modello di equilibrio e perfezione formale. Nei ritratti femminili Raffaello ricercò la bellezza ideale che fece scuola presso le accademie fino a metà dell’800. L’artista diede il via ad una scuola di maniera grazie al seguito di alcuni suoi allievi tra i quali Giulio Romano.

Raffaello collaborò in gioventù con Pietro Perugino. Le due figure del dipinto infatti sono molto vicine ai modelli del pittore umbro. Gli storici però fanno notare che i colori brillanti e il chiaroscuro deciso sono tipici di Raffaello.

La tecnica

La Madonna Solly di Raffaello è un olio su tavola di 52 x 38 cm.

Il colore e l’illuminazione

In primo piano il colore più brillante è il rosso che colora la veste della Vergine. Emerge poi l’incarnato delle due figure dalle tonalità chiare e calde. Il mantello blu invece si confonde con il paesaggio di fondo dalle tonalità fredde.

Il contrasto di luminosità mette in evidenza l’incarnato molto chiaro contro il mantello e lo sfondo più scuri. Inoltre il rosso brillante della veste spicca deciso contro il blu meno saturo del mantello e dello sfondo.

Lo spazio

La Vergine è rappresentata a mezzo busto al’interno di un paesaggio collinare. In secondo piano a sinistra si scorge infatti un’altura con pochi alberi. A destra invece la scena è più profonda e lo sguardo dell’osservatore scorre verso le montagne lontane.

il confronto tra le figure di primo piano, la collina e le montagne permette di creare la profondità dell’opera. Per rendere più realistica la rappresentazione della distanza Raffaello ha utilizzato la prospettiva aerea.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto ha forma rettangolare. L’inquadratura verticale incornicia poi la figura della Vergine che contiene quella di Gesù Bambino.

La composizione del dipinto è centrale e il cardellino si trova al centro di una mandorla formata dal profilo sinistro di Gesù e dal braccio della Madonna.

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Bibliografia

  • Pierluigi De Vecchi, Raffaello, Rizzoli, Milano 1975
  • Sylvia Ferino Pagden, M. Antonietta Zancan, Raffaello. Catalogo completo, Firenze 1989.
  • Paolo Franzese, Raffaello, Mondadori Arte, Milano 2008. ISBN 978-88-370-6437-2
  • Antonio Forcellino, Raffaello. Una vita felice, 2 luglio 2009, Laterza, Collana: Economica Laterza, EAN: 9788842087472
  • Eugenio Gazzola, La Madonna Sistina di Raffaello. Storia e destino di un quadro, Quodlibet 2013
  • Claudio Strinati, Raffaello, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, 2016, EAN: 9788809994218
  • Claudio Strinati, Raffaello. Ediz. a colori, 2016, Scripta Maneant, EAN: 9788895847498

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 24 novembre 2019.

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