Madonna delle ombre di Beato Angelico

La Madonna delle ombre di Beato Angelico prende il suo nome dalla spettacolare illuminazione della scena progettata dal maestro.

Beato Angelico, Madonna delle ombre, 1440-1450, affresco e tempera, 195 x 273 cm. Firenze, Museo Nazionale di San Marco

Indice

Descrizione della Madonna delle ombre di Beato Angelico

La Vergine è seduta in trono al centro dell’opera con Gesù Bambino seduto sulle ginocchia. Il Bambino indossa un abito bianco e tiene alto con la mano sinistra un globo di colore bianco. La Vergine invece è completamente coperta da una lunga veste blu. Nel dipinto sono raffigurati otto santi ai lati della Vergine. Quattro di loro si trovano a sinistra e quattro a destra. I Santi che si trovano intorno alla Madonna sono disposti con posture disinvolte e naturali. Inoltre interagiscono fra loro. I gesti e gli sguardi simulano una conversazione in maniera sufficientemente realistica. Il trono sul quale è seduta la Vergine è rialzato da un gradino e si trova all’interno di una nicchia dorata scavata nella parete.

Interpretazioni e simbologia della Madonna delle ombre di Beato Angelico

Il dipinto del Beato Angelico appartiene al tema iconografico della Sacra Conversazione. La Madonna siede su un trono e tiene con se Gesù Bambino. Ai lati dei due personaggi sacri si trovano alcuni santi che in genere sono disposti simmetricamente.

I santi di sinistra della Madonna delle ombre di Beato Angelico

I Santi che compaiono nella Madonna delle ombre sono legati all’ordine Domenicano e alla famiglia de’ Medici di Firenze. Il primo Santo a partire da sinistra è San Domenico di Guzman che fu il fondatore dei domenicani. San Domenico di Guzman infatti è riconoscibile perché indossa la divisa dell’ordine. Inoltre porta una stella rossa sulla testa, un Giglio e il libro aperto sul quale si leggono i salmi.

Si vedono poi i Santi Cosma e Damiano che furono i protettori della famiglia de’ medici di Firenze. I due santi furono inoltre molto cari a Cosimo il Vecchio. I due personaggi indossano inoltre un caratteristico berretto. Portano poi la palma del martirio e un contenitore dorato nel quale sono riposti gli strumenti del loro mestiere. San Marco Evangelista si riconosce per la penna che tiene in mano e il libro che rappresenta il Vangelo. Inoltre è vestito con un abito di colore verde. A questo santo poi è dedicato il convento nel quale si trova l’affresco del Beato Angelico.

I santi di destra

San Giovanni evangelista è il primo santo a destra. Giovanni Bicci, padre di Cosimo de’Medici scelse questo santo come suo protettore. Anche questo santo è identificato dalla penna, dal volume del Vangelo e dall’abito di colore rosa. Invece San Tommaso d’Aquino, frate domenicano, si riconosce grazie alla presenza di una stella dorata appuntata sul petto. La sua figura è coperta dagli altri santi e di lui si vede solo il busto.

San Lorenzo era il protettore di Lorenzo de’ Medici il Vecchio, fratello di Cosimo de’ Medici il Vecchio. Il Santo regge lo strumento che servì a torturarlo, una graticola in metallo sotto la quale furono accese delle braci ardenti. Quindi porta la palma del martirio e la dalmatica, un abito religioso. San Pietro Martrire fu un frate domenicano, protettore di Piero il Gottoso, figlio di Cosimo. Anche lui sostiene la palma del martirio e porta i segni della violenza subita, una ferita che sanguina sulla testa.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Cosimo il Vecchio della famiglia Medici commissionò probabilmente il grande affresco al Beato Angelico. La Madonna delle ombre di Beato Angelico si trova al primo piano del convento di San Marco di Firenze, lungo il corridoio est, tra le celle 25 e 26.

L’artista e la società. La storia della Madonna delle ombre di Beato Angelico

La Madonna delle ombre di Beato Angelico risale al 1440-1450. Beato Angelico realizzò l’opera tra il 1440 e il ritorno dell’artista dal soggiorno romano nel 1450.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile della Madonna delle ombre di Beato Angelico

La Madonna delle ombre è considerata dagli storici un’opera sperimentale rispetto all’utilizzo della luce nella scena. Infatti Beato Angelico nel progettare il dipinto considerò anche la sua collocazione. Così l’illuminazionazione dipinta tiene conto delle fonti luminose reali presenti nel corridoio.

La tecnica

L’opera di Beato Angelico è un affresco integrato con tempera a secco di 195 x 273 cm di dimensioni.

Il colore e l’illuminazione

L’illuminazione della scena progettata da Beato Angelico è talmente interessante da aver dato il titolo all’opera. Inoltre l’Angelico prestò molta attenzione ad armonizzare i colori utilizzati sui personaggi. Anche la distribuzione delle ombre utilizzare per creare i volumi non è casuale ma contribuisce all’equilibrio d’insieme. Infine le luci più intense che descrivono lo splendore delle dorature completano la struttura compositiva cromatica. I capitelli delle paraste, pilastri affondati nella muratura, proiettano una spettacolare ombra sul muro. Infatti le ombre sono lunghe e sottili e sono così simili a quelle reali che si creano all’interno del corridoio del Monastero.

L’architettura raffigurata nel dipinto sembra così illuminata dalla finestra che si trova in fondo al corridoio sul lato nord. Ancor più sorprendente è il riflesso della luce che filtra dalla finestra dipinto negli occhi dei protagonisti a destra dell’osservatore. Il resto della scena non presenta un uso così sperimentale della luce. Infatti mancano le ombre dei Santi e l’appoggio dei piedi al suolo è incerto. Soprattutto in San Marco si osserva una costruzione poco realistica che forse documenta la presenza di aiuti. Beato Angelico per creare i potenti effetti di luce integrò la tecnica dell’affresco con la tempera.

Lo spazio

I personaggi sono allineati frontalmente da sinistra a destra. Lo spazio poi è progettato semplicemente in modo da presentare le figure di fronte ad una parete architettonica. Le due ali formate dai santi di sinistra e di destra creano deboli fughe prospettiche che suggeriscono la profondità occupata dai loro corpi. Inoltre il basamento marmoreo sul quale si trova la Vergine con il Bambino è costruito in prospettiva come la decorazione superiore. Infine anche le ombre proiettate dai capitelli sulla parete contribuiscono a creare la sensazione di tridimensionalità spaziale.

La composizione e l’inquadratura

L’affresco dipinto dal Beato Angelico è di forma rettangolare sviluppata in orizzontale. L’inquadratura quindi permette di raffigurare un gran numero di personaggi allineati frontalmente.

La struttura compositiva

L’impianto compositivo del dipinto è simmetrico rispetto alla verticale centrale. Infatti tutte le parti dell’opera aderiscono a tale struttura. La decorazione architettonica della parete è speculare e al centro si trova la nicchia che ospita la Vergine. Anche le due ali si santi si dispongono nello stesso modo e convergono al centro del dipinto. Infine le lesene regolarmente distanziate creano un ritmo compositivo che scandisce e regola lo spazio dipinto.

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Bibliografia

  • John Pope-Hennessy, Beato Angelico, Scala, Firenze 1981.
  • Guido Cornini, Beato Angelico, Giunti, Firenze 2000 ISBN 88-09-01602-5
  • AA.VV., Galleria degli Uffizi, collana I Grandi Musei del Mondo, Roma 2003.
  • Gloria Fossi, Uffizi, Giunti, Firenze 2004. ISBN 88-09-03675-1

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 6 ottobre 2020.

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