Liberazione di San Pietro di Battistello Caracciolo

Liberazione di San Pietro è un dipinto commissionato a Battistello Caracciolo per illustrare una delle attività del Pio Monte di Misericordia di Napoli.

Battistello Caracciolo, Liberazione di San Pietro, 1615, olio su tela, cm 310 x 207. Napoli, Pio Monte di Misericordia

Descrizione

L’angelo è sceso in terra per liberare San Pietro dalla prigione. L’apostolo lo segue timoroso offrendo il suo braccio destro. Infatti, il suo volto esprime incredulità e quasi paura di essere scoperto. San Pietro avanza cautamente con il braccio sinistro sollevato. Indossa una veste scura e un ampio mantello marrone. Il suo capo è calvo e la barba, folta, incornicia il viso. L’angelo ha sembianze di un ragazzo ed è avvolto da una tunica bianca stretta in vita da una corda. A terra, giacciono i soldati addormentati. Intorno, l’ambiente è completamente buio. Si distinguono solamente le ali dell’angelo, una porta ed una finestra a sinistra.

Interpretazioni e simbologia

L’opera descrive la liberazione dalla prigione di San Pietro e la sua fuga assistita da un angelo. Liberazione di San Pietro di Battistello Caracciolo è un dipinto che illustra l’opera di liberazione dei carcerati compiuta dal Pio Monte della Misericordia. L’ente benefico fu fondato nel 1602 da sette giovani nobili napoletani: Astorgio Agnese, Giovan Battista d’Alessandro, Giovan Andrea Gambacorta, Girolamo Lagni, Giovanni Battista Manso, Giovan Vincenzo Piscicelli e Cesare Sersale. La loro opera era rivolta a riscattare gli schiavi cristiani, assistere i detenuti, liberare i condannati per debiti, dare assistenza ai pellegrini, assistere i malati e i poveri.

I Committenti, le collezioni e la storia espositiva

Liberazione di San Pietro di Caracciolo fu commissionato dal Pio Monte di Misericordia. Caravaggio, per la stessa istituzione, dipinse l’opera intitolata Sette opere di Misericordia.

La storia dell’opera

Battistello Caracciolo dipinse Liberazione di San Pietro in seguito al soggiorno a Roma. Nella grande città, l’artista ebbe modo di osservare le grandi opere del Cinquecento. Infatti, le sentinelle ricordano le figure dipinte da Raffaello nel suo affresco dallo stesso titolo.

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Lo stile del dipinto Liberazione di San Pietro di Battistello Caracciolo

Il dipinto di Battistello Caracciolo intitolato Liberazione di San Pietro rivela una grande influenza dei lavori di Caravaggio. I particolari anatomici del corpo, in primo piano, sono rappresentati con naturalismo. Si notano, infatti, soprattutto sui piedi del milite addormentato, sporchi e le fasce muscolari tese della gamba sollevata. Battistello Caracciolo fu il primo artista a seguire le orme di Caravaggio. Infatti i soggetti hanno fisionomie e posture popolari. Inoltre, l’ambientazione ricorda un vicolo napoletano del tempo. Caracciolo, però, arricchì la gamma cromatica ispirandosi all’opera di Orazio Gentileschi. Infine, le figure risultano più dettagliate grazie al disegno più accurato.

La tecnica

Liberazione di San Pietro di Battistello Caracciolo è un dipinto realizzato ad olio su tela. La stesura del colore fu preceduta da un accurato disegno.

Il colore e l’illuminazione

L’opera del Battistello presenta colori caldi. Il colore più diffuso nel dipinto è il bruno scuro del fondo. Inoltre, spicca il rosso di un panno stretto intorno ai fianchi del soldato in primo piano. San Pietro in fuga indossa un abito nero e un mantello marrone. L’angelo, invece, è coperto da tunica bianca.

Sono presenti decisi contrasti di luminosità. Infatti, la carnagione chiara del soldato illuminato in primo piano spicca in modo evidente contro gli altri soldati posti in ombra e l’abito di San Pietro. La tunica bianca dell’angelo e il suo volto si stagliano decisamente contro lo sfondo scuro.

L’illuminazione proviene da sinistra e colpisce in modo radente il corpo del soldato che dorme nudo in primo piano. I volti dei soldati, a destra, sono illuminati debolmente mentre la luce investe in pieno l’angelo e il viso di San Pietro.

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Lo spazio

L’assenza di luce sullo sfondo contrae lo spazio del dipinto sul primo piano. La profondità della scena è, quindi, limitata allo spazio occupato dai personaggi.

La composizione e l’inquadratura

Liberazione di San Pietro è un dipinto rettangolare e sviluppato in verticale. La scena è dipinta in basso e occupa circa due terzi dell’altezza della tela. In alto, invece, domina un ampio campo scuro che pone in evidenza scenografica il gruppo in basso. La composizione è organizzata sulla diagonale che sale da destra. Infatti, la figura della sentinella dormiente di schiena è disposta interamente in corrispondenza dell’angolo destro. I personaggi si muovono verso sinistra mentre lasciano i soldati addormentati. Si crea, così, un movimento apparente che aiuta l’immersione dell’osservatore nella scena.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Battistello Caracciolo, Liberazione di San Pietro, sul sito del Pio Monte di Misericordia di Napoli.