Le due bambole di Antonio Mancini

Le due bambole di Antonio Mancini raffigura una giovante ed elegante adolescente adagiata su un divano e accompagnata da una bambola.

Antonio Mancini, Le due bambole, 1876, olio su tela, 78 x 66 cm. Collezione privata

Indice

Descrizione de Le due bambole di Antonio Mancini

Un’adolescente è seduta sulla destra del dipinto. Il suo braccio è alzato e appoggiato ad un mobile che si trova contro la parete frontale. La giovane inoltre stringe un ventaglio nella mano destra mentre la sinistra accarezza la superficie del legno.

La protagonista indossa un abito ampio e vaporoso dal tessuto chiaro e leggero. La sua testa è inclinata e abbandonata mollemente sulla spalla. Anche il suo viso mostra un’espressione rilassata e sognante mentre lo sguardo è assente e sembra riflettere pensieri profondi e piacevoli. I capelli neri infine incorniciano il viso dalla bellezza semplice.

Le labbra sono sottolineate da un tocco di rosso. Inoltre alcuni gioielli decorano le orecchie, il collo e le dita della ragazza. A sinistra una bambola è seduta impettita nella stessa posizione della protagonista accanto ad alcuni oggetti e gioielli. Infine nell’abito della bambola è inserita una lunga penna di pavone che sale fino al ventaglio giallo.

Interpretazioni e simbologia de Le due bambole di Antonio Mancini

Il titolo dell’opera crea un riferimento tra la ragazza ritratta e la bambola che la accompagna. Infatti l’aspetto della giovane è semplice e il suo abbigliamento è curato e molto decorato come quella del giocattolo. Il dipinto inoltre mostra un sofisticato richiamo all’oriente.

La modella interpreta una figura che rimanda ad una atmosfera velatamente erotica. Inoltre la piuma di pavone richiama il concetto di vanità. Invece in ambito cristiano cattolico è simbolo di resurrezione e compare nelle Natività.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Le due bambole di Antonio Mancini è proprietà di una collezione privata.

L’artista e la società. La storia dell’opera Le due bambole di Antonio Mancini

Antonio Mancini realizzò l’opera nel 1876 all’età di 24 anni. L’artista infatti era nato a Roma nel 1852 e si era formato presso l’Accademia di Napoli con Domenico Morelli.

La modella di questo dipinto posò già per il dipinto intitolato Bambina con fazzoletto giallo.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile de Le due bambole di Antonio Mancini

Antonio Mancini fu allievo di Domenico Morelli e seguì il maestro nella sua pittura di ispirazione orientalista. L’artista inoltre trasse ispirazione dalla gente del popolo dipingendo opere realistiche e neo romantiche con soggetti giovani e adolescenti.

Nel dipinto sono evidenti le pennellate decise e non sfumate che costruiscono l’abito della ragazza. Inoltre anche le altre parti dell’opera sono frutto di campiture di colore prive di chiaroscuro che creano forme grazie al contratto tra i toni.

La tecnica

Le due bambole è un olio su tela di 78 centimetri di altezza e 66 cm. di larghezza.

Il colore e l’illuminazione

Antonio Mancini utilizzò colori di due tonalità principali nel suo dipinto. L’abito e le pareti sono infatti realizzati con colori freddi e chiari. Il mobile sulla sinistra, il ventaglio, la bambola e gli oggetti sulla destra invece sono resi con marroni e ocra. Anche l’incarnato della giovane presenta tonalità calde tendenti all’ocra-arancio. Infatti l’abito chiaro risalta perché affiancato dal mobile scuro a sinistra e dalla zona più scura nella quale si trova la bambola. Anche il ventaglio più brillante si evidenzia contro il mobile scurissimo. Infine la folta massa di capelli scuri si ritaglia contro le pareti chiare. L’illuminazione è diffusa e ogni parte del dipinto è in luce ed è priva di ombre profonde.

Lo spazio

La scena rappresentata da Antonio Mancini presenta una profondità limitata. Infatti la figura della protagonista è collocata nel breve spazio tra la parete di fondo e la bambola in primo piano.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto è di forma rettangolare con proporzioni vicine al quadrato. L’inquadratura incornicia poi la figura della giovane con un taglio compositivo dinamico. Infatti è possibile considerare le due metà oblique del dipinto separate dalla diagonale che sale da sinistra in basso. Su questa linea sale il contorno della figura della giovane avvolto nel suo abito bianco. Procede poi con la testa della ragazza e la linea di incontro tra le due pareti a destra in alto.

La struttura compositiva quindi è basata sull’alternanza di fasce oblique di diversa intensità luminosa. Dal basso a destra la zona più scura con la bambola è seguita dall’abito chiaro della giovane. Seguono poi verso sinistra in alto, il mobile e i capelli scuri della ragazza, quindi le pareti chiare. Le linee compositive oblique create dalla figura della giovane sono equilibrate dall’andamento orizzontale del braccio, del ventaglio e del piano del mobile sulla sinistra. Infine la piuma di pavone traversa la metà destra e colloca l’occhio decorato proprio al centro del dipinto.

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Bibliografia

  • Domenico Di Giacomo, Antonio Mancini. La luce, il colore, Ianieri, Collana: Arte, 2015, EAN: 9788897417996

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 27 aprile 2021.

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Consulta la pagina dedicata a Antonio Mancini sul sito dei Beni Culturali della Lombardia.

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