La visitazione di Jacopo Pontormo

Maria si reca in visita alla cugina Elisabetta anche lei in attesa di un figlio. L’episodio del vangelo è raffigurato ne La Visitazione che Jacopo Pontormo interpreta con colori brillanti e una composizione molto particolare.

Jacopo Pontormo, La Visitazione, 1528-29, olio su tavola, 202 x 156 cm. Carmignano, Pieve di San Michele

Descrizione. Maria ed Elisabetta si abbracciano sulla soglia

Maria è giunta sulla soglia dell’abitazione di Elisabetta. Le due donne si abbracciano fissandosi intensamente. La loro emozione è grande perché condividono l’esperienza di una gravidanza miracolosa. Le cugine sono vestite con abiti e ampi mantelli. Un fazzoletto copre il loro capo e al di sopra si libra un’aureola lineare. Dietro di loro sono in attesa due ancelle. Le due donne dimostrano la stessa età delle loro padrone e sono vestite con gli stessi abiti però di colori diversi.

Interpretazioni e simbologia

La Visitazione è un episodio del Vangelo che narra la visita di Maria alla cugina Elisabetta. La visita avvenne in seguito all’Annunciazione della sua maternità da parte dell’Arcangelo Gabriele. Il messaggero divino la informò infatti anche della maternità avanzata di Elisabetta, avanti negli anni e sterile. Maria partì quindi da Nazaret per la Giudea per raggiungere la cugina e il marito, il sacerdote del tempio di Gerusalemme,  Zaccaria. Al suo arrivo l’anziana parente comprese immediatamente che Maria era gia in attesa di Gesù. La giovane abitò presso Elisabetta tre mesi fino alla nascita di Giovanni, il futuro Battista.

Lo stile del dipinto La visitazione di Jacopo Pontormo

Il colore delle vesti è particolarmente brillante e saturo come anche nella Deposizione di Firenze. Maria indossa un abito verde scuro e un fazzoletto rosa. Elisabetta invece una veste verde chiaro e un mantello arancione. Il rosa intenso si ripete nella veste dell’ancella di Maria. Intorno la strada e gli edifici sono scuri e grigi. Le figure delle ancelle richiamano quelle di Maria ed Elisabetta ma in posizione frontale. Si tratta quindi di un raffinato gioco compositivo rafforzato dalla disposizione quasi speculare delle figure.

Approfondimenti

Con il sacco di Roma del 1527 ad opera dei lanzichenecchi tedeschi i giovani eredi dei maestri del Rinascimento si rifugiano presso le corti italiane ed europee. Giulio Romano, il più noto degli eredi di Raffaello, si stabilì alla corte di Mantova presso Federico II Gonzaga. A Firenze è ancora forte la presenza di Michelangelo. Il Manierismo nella città fiorentina fu opera del Giambologna e di Vasari autore anche di una biografia di artisti intitolata Le vite. Inoltre prima di lasciare la città operarono anche Rosso Fiorentino e Pontormo. Il Manierismo grazie alla partenza degli artisti si diffuse in Francia con Rosso Fiorentino e Primaticcio che fondarono la scuola di Fontainebleau. Invece le bizzarre teste di Arcimboldo ebbero un grande successo a Praga alla corte dell’imperatore Rodolfo II d’Asburgo.