La grande onda di Kanagawa di Hokusai

La grande onda di Kanagawa di Hokusai è una immagine conosciuta universalmente che ha conquistato il mondo dei media.

Hokusai, La grande onda di Kanagawa, 1830-1831 circa, xilografia, 25,7 x 37,9 cm. Museo di Hakone, Giappone e molte altre sedi espositive

Indice

Descrizione dell’opera La grande onda di Kanagawa di Hokusai

Una grande onda si solleva dal mare tempestoso a sinistra e incombe su alcune imbarcazioni che si trovano sotto di essa. Sulle due barche si scorgono alcuni pescatori seduti ordinatamente su due file. La sagoma di un monte svetta all’orizzonte oltre il mare. In alto a sinistra è stampata la firma di Hokusai.

Interpretazioni e simbologia dell’opera grande onda di Kanagawa di Hokusai

Questa xilografia di Hokusai è una delle immagini più note nella cultura occidentale. La grande onda fa parte della serie dal titolo Trentasei vedute del Monte Fuji ((富嶽三十六景 (Fugaku sanjūrokkei)).

La zona di mare rappresentata nella xilografia fa parte dell’odierna prefettura di Kanagawa. Inoltre il monte che compare sullo sfondo è il Monte Fuji.

In alto a sinistra dell’immagine compaiono due scritte in giapponese. Si tratta della firma dell’artista e del titolo dell’opera. All’interno del rettangolo verticale più chiaro è riportato il titolo cioè “Trentasei vedute del monte Fuji / al largo di kanagawa / sotto un’onda”. La seconda scritta rappresenta la firma dell’artista. Si può tradurre come “dal pennello di Hokusai, che cambiò il nome in Iitsu”. L’artista infatti trasformò molte volte il suo nome durante la carriera artistica. All’interno della serie delle 36 vedute del monte Fuji si riscontrano quattro firme differenti.

La grande onda veicola un significato simbolico e spirituale. Si può interpretare come una contrapposizione tra la forza della natura che incombe sulla fragile umanità. Lo stesso tema appartiene anche alle rappresentazioni naturali del Romanticismo quali i dipinti di Caspar David Friedrich. Inoltre il rapporto tra natura madre e matrigna e lavoratori della terra si ritrova anche nelle opere di Giovanni Segantini.

La grande onda è quindi la rappresentazione della forza della natura che incombe e minaccia l’umanità. Il Monte Fuji sul fondo è un elemento religioso che in questo caso osserva indifferente il compimento del dramma.

La stessa onda viene anche antropomorfizzata. Infatti la forma della spuma è simile ad una mano che sembra abbattersi e artigliare i pescatori sottostanti. In questo senso la grande onda rappresenta anche la morte che incombe sulle persone.

I Committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

L’immagine della grande onda di Kanagawa è replicata su molte stampe esposte in tanti musei del mondo. Una di queste si trova presso la biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d’America. Questa importante e celebre xilografia si trova inoltre al Museo d’Arte Orientale di Torino, al Civico Museo d’Arte Orientale di Trieste, alla Biblioteca Nazionale di Francia di Parigi, al British Museum di Londra, al Metropolitan Museum of Art di New York, al Boston Museum of Art e alla National Gallery of Victoria di Melbourne.

La storia dell’opera La grande onda di Kanagawa di Hokusai

L’opera secondo gli storici risale al 1830-1831. Hokusai nacque a ottobre o novembre 1760, secondo il calendario universale. Affrontò quindi l’incisione di questa nota xilografia intorno all’età di 70 anni. In questo periodo il maestro si trovava in una situazione di grande sofferenza. Infatti era in condizioni di difficoltà economiche, malato e costretto ad occuparsi del nipote che gli procurava molti debiti. La moglie era morta nel 1828 ed era rimasto solo ad affrontare i problemi della vita.

Il maestro decise così di realizzare le 36 vedute del monte Fuji per affrontare il contrasto tra la sacralità rappresentata dal monte e la vita secolare.

La grande onda non è la prima opera della serie e Hokusai sperimentò il tema con altre immagini valutando anche la tradizione della pittura cinese e giapponese. Inoltre il maestro trasse ispirazione anche da immagini realizzate dalla cultura occidentale. Una prima serie di miniature che riporta immagini del monte Fuji e onde è quella che Hokusai pubblicò tra il 1822 e il 1823 intorno all’età di 60 anni. Si tratta dei “motivi moderni per pettinini” e nella quale però le onde e la figura del monte non sono messe in relazione. Hokusai poco prima della Grande onda pubblicò due opere intitolate Veduta di Honmoku vicino a Kanagawa e Imbarcazioni da trasporto in mezzo alle onde. In queste due immagini una grande onda sta per travolgere una barca.

Secondo il calcolo degli storici le tavolette di legno si usurarono dopo la stampa di circa 5000 esemplari. Il confronto tra le diverse versione e loro stato di integrità è possibile con la copia presente al Metropolitan Museum of Modern Art di New York particolarmente integra.

La fama della grande onda di Hokusai in Europa

La grande onda di Hokusai divenne immediatamente famosa in Giappone e in Europa. Infatti verso la metà del XIX secolo le autorità giapponesi decisero di revocare l’auto isolazionismo. L’arte giapponese arrivò così in Europa con le opere di Hokusai, Hiroshige e Utamaro. Secondo alcuni critici gli europei apprezzarono l’immagine di Hokusai poiché contiene alcuni tratti stilistici delle immagini occidentali. Sul finire dell’Ottocento si sviluppò così una tendenza nel mondo della cultura europea definita giapponismo. Molti artisti infatti a partire dalla metà del XIX secolo iniziarono a collezionare e ad ispirarsi a stampe giapponesi. Van Gogh e suo fratello possedevano una collezione di stampe giapponesi. Anche gli impressionisti e Monet si ispirarono ad opere d’arte di autori nipponici. Il mondo dei media anche contemporanei hanno utilizzato spesso questa immagine come fonte di citazione o rivisitandola con altre tecniche.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile della Grande onda di Kanagawa di Hokusai

Questa immagine realizzata da Hokusai è generalmente utilizzata per rappresentare l’arte giapponese. Nell’immagine però stilisticamente vi sono anche caratteristiche della tradizione occidentale. La grande onda e le altre rappresentate nelle stampe della serie sono ispirate alle riproduzioni di onde e dello scorrere dell’acqua rielaborate nello stile Shan shui. Si tratta di una cultura artistica cinese nella quale si ritrovano solitamente corsi d’acqua come fiumi, cascate e montagne. In questo stile gli elementi della natura sono ritratti sotto forma illustrativa e privi di una connotazione spirituale.

Per questo alcuni storici indicano come fonte di ispirazione per Hokusai lo stile giapponese Yamato-e. La componente spirituale in questa cultura iconica rappresenta simbolicamente le onde e la forza dell’acqua come una cornice per rappresentare il lavoro dell’uomo.

Hokusai inoltre era intenzionato a dare un grande impatto visivo alla sua onda. Per questo il maestro ricorse allo stile dei dipinti della scuola rimpa (琳派). Uno fra questi è intitolato Hatō zu byōbu (波涛図屏風) e si può tradurre come “Onde su paravento“. Ogata Kōrin fu l’autore di questo dipinto realizzato molti anni prima. Hokusai riprodusse il design dell’onda di Ogata Kōrin all’interno di un ambiente tridimensionale. Eliminò poi alcune figure che potevano impedire all’onda di evidenziarsi come soggetto principale.

Hokusai progettò attentamente la forma dell’onda secondo una sua teoria esposta nel testo intitolato Brevi lezioni di disegno semplificato, del 1812. Secondo la poetica del maestro ogni figura può essere realizzata considerando la relazione tra cerchio e quadrato utilizzando un compasso e una riga.

Il periodo Edo

Il periodo Edo (江戸時代) è il periodo storico giapponese che si estende dal 1603 al 1868. Deve il suo nome a quello dell’antica Tokyo, chiamata appunto Edo, dove risiedeva il governo militare detto Bakufu. Il periodo si apre con la battaglia di Sekigahara e si chiude poco dopo lo sbarco del commodoro Perry.

La storia

Questo lungo periodo fu caratterizzato dalla chiusura delle frontiere del Paese come reazione alla possibile destabilizzazione sociale che il contatto con gli europei e quindi il cristianesimo potevano portare. Infatti, i contatti con i primi europei avvenne poco meno di un secolo prima. I principali contatti con l’Europa furono i mercanti olandesi e i missionari portoghesi. Se i mercanti erano bene accetti, i missionari erano visti con sospetto. Di conseguenza alcune ribellioni di neo-convertiti portarono alla proibizione del Cristianesimo e alla persecuzione dei cristiani. In questo contesto una pratica molto nota è quella del fumi-e (踏み絵) che consisteva nel far calpestare crocefissi e immagini di santi a chi fosse sospettato di essere cristiano.

All’epoca il Giappone era organizzato in un sistema feudale, cioè si divideva in rigide classi sociali: contadini, artigiani e mercanti, samurai, e daimyo. I daimyo erano i signori feudali, dai quali dipendevano i samurai, che invece rappresentavano la classe guerriera. Le personalità più influenti dell’epoca furono: Tokugawa Yeyasu, Matthew C. Perry, Tokugawa Yoshinobu, Matsuo Basho, Hokusai Katsushika, Utagawa Hiroshige.

L’arte del periodo Edo

Fu proprio nel periodo Edo che si sviluppò il celebre stile poetico dello haiku, che all’epoca era noto come haikai ( 俳諧) e la stampa ukiyo-e (浮世絵). Il fondatore della scuola haikai fu Matsuo Basho (1644-1694), che sviluppò la sua poesia durante i suoi lunghi viaggi attraverso tutta l’isola di Honshu. Un altro autore importante fu Yosa Buson (1716-1783), che era anche pittore di sumi-e. Invece tra i più famosi artisti di ukiyo-e, il più famoso fu Hokusai Katsushika (1760-1849) e la sua celebre “Onda”. Altri influenti artisti di ukiyo-e influenti furono Kitagawa Utamaro (1753-1806), specializzato nei ritratti e Utagawa Hiroshige (1797-1858) famoso per il suo eclettismo.

La tecnica de La grande onda di Kanagawa di Hokusai

La grande onda di Kanagawa è una xilografia in stile ukiyo-e, traducibile come “immagine del mondo fluttuante“. Tale stile calcografico si diffuse nel periodo Edo tra il XVII e il XX secolo, secondo il calendario occidentale. Le stampe calcografiche hanno dimensioni variabili ma ogni copia possiede le dimensioni determinate dalla matrice incisa. La copia custodita presso il Museo di Hakone in Giappone è di 25,7 x 37,9 cm. Le proporzioni dell’immagine rispettano il modello ōban (大判). Si tratta del formato più comune utilizzato per le stampe giapponesi di circa 25 cm di altezza per 38 di larghezza.

Il colore e l’illuminazione

L’immagine che rappresenta La grande onda fu stampata con prevalenza di blu di prussia. In Giappone questo colore si diffuse a partire dal 1820 importato dai Paesi Bassi. La diffusione su larga scala avvenne poi dal 1829. L’utilizzo del blu di Prussia fu sottolineato anche dall’editore che stampò le immagini della serie. Infatti le xilografie furono dichiarate appartenenti allo stile aizuri-e, traducibile come “immagini stampate in blu”. Nella xilografia comunque sono presenti altri colori che, secondo le versioni stampate, variano dal rosso, al giallo all’ocra.

Lo spazio

Hokusai organizzò lo spazio tridimensionale dell’opera utilizzando alcuni accorgimenti prospettici. Il monte Fuji è rappresentato al centro dell’incavo dell’onda con dimensioni ridotte rispetto alle due onde di sinistra e ai montanti di quelle di destra. La profondità della scena è quindi sottolineata da questo contrasto di grandezze. Inoltre il colore sottolinea i diversi piani in profondità.

Questi accorgimenti sono estranei alla pittura tradizionale giapponese. Infatti nelle stampe e nelle immagini della tradizione orientale la grandezza delle figure è motivata dalla loro importanza. Gli artisti utilizzano quindi quella che noi occidentali chiamiamo prospettiva gerarchica come nelle rappresentazioni della cultura dell’antico Egitto.

La composizione e l’inquadratura

La xilografia di Hokusai è di formato rettangolare. La grande onda crea una massa incombente a sinistra di forma piramidale. Le barche sono elementi obliqui posti in basso. In primo piano inoltre si forma una piccola onda anch’essa di forma triangolare che viene ripresa in modo più regolare dal monte Fuji in lontananza.

Inoltre anche la forma ramificata la spuma delle onde si ripete costantemente su tutta la superficie liquida. Si tratta di un modulo ripetuto secondo una modalità che ricorda i frattali e alcuni critici indicano come simbolo dell’infinito.

Nell’analisi della struttura compositiva della grande onda è necessario fare un riferimento al senso di lettura che è diverso nella civiltà occidentale e in quella orientale. Infatti anche le opere d’arte tendono ad essere lette narrativamente secondo il senso di scrittura e lettura proprie dell’osservatore.

I pescatori tornano verso casa e su di loro incombe la minaccia dell’onda che si frappone tra loro e la terraferma. Seguendo il senso di lettura orientale, gli uomini procedono da destra verso sinistra. L’onda sbarra loro la strada e li travolge impedendo il ritorno verso la terraferma. I marinai incontrano il drammatico destino che è rappresentato dall’onda che procede verso di loro.

Hokusai realizzò quindi il movimento dell’onda contrario al senso di lettura orientale. L’osservatore orientale si immedesima così con i pescatori e procede con loro verso sinistra. L’onda minacciosa invece sbarra loro la strada giungendo da sinistra e creando un elemento di sorpresa e di minaccia. Nel caso dell’osservatore occidentale invece è l’onda ad essere concepita come il soggetto del dipinto poiché si muove nel senso della lettura cioè da sinistra a destra.

Influenze nella cultura Europea de La Grande onda di Hokusai

Claude Debussy, il compositore francese, compose poema sinfonico intitolato La Mer ispirandosi all’opera di Katsushika Hokusai. Inoltre la xilografia fu scelta dall’editore musicale per illustrare la copertina dell’edizione del 1905.

Gli autori hanno osservato l’opera dal vero.

© ADO – analisidellopera.it – Tutti i diritti riservati. Approfondisci

Bibliografia

  • Francesco Morena, Hokusai. Ediz. illustrata, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, 2016, EAN: 9788809993679
  • Tymothy Clark, Hokusai. Oltre la grande onda, 2018, Einaudi, ISBN 9788806236168
  • Hokusai. Le trentasei vedute del monte Fuji, L’Ippocampo, 2019, EAN: 9788867224326

La scheda è completa. Periodicamente troverai ulteriori approfondimenti, a presto!

La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 9 febbraio 2020.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Hokusai intitolate:

  • La grande onda

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Hokusai, La grande onda di Kanagawa, sul sito del Museo of Fine Arts di Boston.

ADP plus

Visto dal vero. Hai visto dal vero l’opera analizzata? Suggerimenti? Commenta sul gruppo Facebook:

ADO+ Segnala un’opera