La Deposizione del Pontormo

La Deposizione del Pontormo è considerata dagli storici uno dei dipinti più importanti della sua epoca e capolavoro della pittura manierista.

Pontormo, Deposizione (Trasporto di Cristo), 1528, tempera a uovo su tavola, 315 x 192 cm. Firenze, Chiesa di Santa Felicita, Cappella Caponi

Indice

Descrizione della Deposizione del Pontormo

Il corpo di Cristo viene staccato e deposto dalla croce. Due giovani lo sorreggono e si preparano a trasportarlo al sepolcro dove verrà inumato. La Vergine mentre osserva a destra verso il figlio viene soccorsa dalle donne presenti. Sul viso di Maria si legge la sofferenza nel vedere il figlio morto. Le sue braccia si aprono in segno di disperazione mentre il corpo sembra mancare a causa del dolore.

Intorno alla Madre di Cristo vi sono sei figure femminili mentre a sinistra si intravede il volto di San Giovanni. Il giovane discepolo indossa un mantello e porta una sottile barba. La scena sembra compiersi all’interno di uno spazio chiuso e decorato. Infatti il suolo pare un piano artificiale mentre la nuvola in alto pare dipinta su di un fondale.

Interpretazioni e simbologia della Deposizione del Pontormo

L’episodio rappresentato nell’opera del Pontormo è quello dal momento in cui Cristo viene portato nel sepolcro. Per questo il titolo dalla tavola è più correttamente Trasporto di Cristo. La Deposizione del Pontormo interpreta l’episodio religioso attraverso gli stilemi caratteristici del Manierismo. Il dipinto è considerato dagli storici un manifesto stilistico. Altri invece fanno notare il carattere estremamente visionario dell’opera. La indicano piuttosto come opera fuori dagli schemi, anche quelli manieristi. La scena è concepita come una rappresentazione spettacolare. Le reazioni emotive dei protagonisti infatti vengono tradotte in effetti visivi raffinati ed eleganti. La figura appena accennata a destra è Nicodemo e la tradizione lo indica come un autoritratto del Pontormo.

I Committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Ludovico Capponi nel 1525 commissionò a Pontormo questa pala per decorare la cappella di famiglia appena acquistata nella chiesa di Santa Felicita. L’edificio religioso si trova a pochi passi da quello che era il palazzo nobiliare della famiglia Capponi costruito Oltrarno.

La storia dell’opera Deposizione del Pontormo

Il Pontormo nacque nel 1594 quindi all’epoca della realizzazione di questo dipinto aveva circa 30 anni. La Pala nel tempo ha subito diversi restauri alcuni dei quali non troppo corretti. Il restauratore Daniele Rossi ha eseguito l’ultimo e approfondito intervento. In seguito ad analisi spettrografiche e chimiche sono state individuate le tinte e la natura del legante utilizzate da Pontormo. I colori sono stati legati con albume e tuorlo d’uovo. Pontormo usò inoltre diversi pigmenti preziosi come il lapislazzulo nel cielo. Gli incarnati infine sono stati realizzati con diversi strati di trasparenze di lacche colorate come la lacca di Robbia.

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Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile della tavola intitolata Deposizione del Pontormo

Jacopo Carrucci detto il Pontormo è uno dei principali manieristi italiani. Nacque nel 1494 a Pontormo in provincia di Empoli. Lavorò in diverse botteghe tra le quali quella di Leonardo.

L’artista è considerato uno tra i più visionari del Manierismo italiano e nei suoi dipinti fu ben lontano dalla classica armonia e dal bello ideale di Raffaello. Pontormo fu maestro del Bronzino e morì il 31 dicembre 1557.

Diversamente da Raffaello, Pontormo non volle raffigurare un immaginario equilibrato ed in armonia. Piuttosto rappresentò l’inquietudine e l’orrore dei suoi contemporanei. Nel dipinto infatti l’artista non racconta la vicenda della Deposizione né tanto meno affronta la scena in termini realistici. Piuttosto la sua è una visione fantastica e spettacolare dell’evento con sensazioni portate all’estremo.

Gli stessi colori accesi e brillanti sottolineano l’atmosfera fantastica del dipinto. Anche le figure dall’aspetto allungato verso l’alto e dalle posizioni contorte sembrano far parte di una diversa realtà da quella umana. I personaggi poi assumono torsioni nelle posture tipiche dello stile manierista. Gli abiti sembrano dipinti direttamente sul corpo come nel giovane accovacciato in primo piano.

Tutti i personaggi sono in posizioni di precario equilibrio e alcuni di loro paiono addirittura non poggiare i piedi sul terreno. Questa caratteristica rende quindi la scena particolarmente movimentata e instabile. I visi dei personaggi presentano espressioni drammatiche. Gli occhi sono spalancati e sembrano volerci trasmettere il dolore e l’orrore che stanno provando.

Infine Pontormo utilizzò tutte le componenti del dipinto per allontanarsi dalla verosimiglianza che alcuni maestri prima di lui avevano cercato. Il colore, la prospettiva, le proporzioni e le posizioni sono lontane dalla ricerca della realtà e contribuiscono a creare un’atmosfera irreale tipica del manierismo.

La tecnica

La Deposizione del Pontormo è una tavola di 315 x 192 cm. dipinta con tempera all’uovo su tavola in velature.

Il colore e l’illuminazione

Nella Deposizione dominano colori caldi alternati a vesti di colore freddo. Le tonalità sono forti e brillanti e la luce diretta e intensa. L’illuminazione che colpisce i personaggi poi non è del tutto naturale e pare che la scena sia illuminata da luci artificiali e teatrali. Inoltre alcuni personaggi sembrano emettere una luce propria brillante e quasi fosforescente.

Lo spazio

La scena rappresentata nella Deposizione del Pontormo offre una interpretazione anti naturalistica dell’evento. L’ambiente infatti non viene chiarito nei dettagli e anche la nuvola a sinistra risulta essere un particolare isolato e artificioso. Non è chiaro, poi, su che tipo di piano siano posti i personaggi. Se quelli in primo piano sembrano appoggiarsi su un pavimento le donne in secondo piano sembrano stare in piedi su basi o pedane rialzate.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto del Pontormo presenta una forma rettangolare sviluppata in verticale. Il bordo superiore è sostituito da un arco a tutto sesto per adattarlo alla cornice architettonica. L’inquadratura è totalmente occupata dalle figure che animano la scena e alcune di loro sono tagliate dai bordi della tavola.

La loro disposizione è irregolare e per nulla simmetrica. Le figure sono organizzate verso l’alto su piani superiori e sembrano formare una piramide umana.

La composizione è geometricamente organizzata. Il registro superiore, infatti è raccolto all’interno di un cerchio. Sono presenti alcune direttrici oblique come quella che collega lo sguardo di Maria con il volto di Cristo. Il suo corpo, infine, insieme a quelli dei due giovani, crea una obliqua che raggiunge l’angolo in basso a destra attraverso il lembo del panno verde. Le forme ed i panneggi sono costruiti con linee a serpentina tipiche dello stile manierista.

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Bibliografia

  • Elisabetta Marchetti Letta, Pontormo, Rosso Fiorentino, Scala, Firenze 1994. ISBN 88-8117-028-0
  • Carlo Falciani, Antonio Natali, Pontormo, 15 ottobre 2015, Silvana, Collana: Monografie di grandi artisti, EAN: 9788836630066
  • B. Edelstein, D. Gasparotto (a cura di), Incontri miracolosi: Pontormo dal disegno alla pittura. Catalogo della mostra (Firenze, 8 maggio-29 luglio 2018). Ediz. illustrata, 16 maggio 2018, Giunti Editore, Collana: Cataloghi arte, EAN: 9788809868151

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 29 ottobre 2019.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Pontormo intitolate:

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Pontormo, Deposizione, sul sito della Chiesa di Santa Felicita di Firenze.