La conversione della Maddalena di Artemisia Gentileschi

La conversione della Maddalena di Artemisia Gentileschi interpreta l’immagine della Santa come una giovane nobile del suo tempo.

Artemisia Gentileschi, La conversione della Maddalena, 1615-1616, olio su tela, 146,5 x 108 cm. Firenze, Galleria Palatina di Palazzo Pitti

Indice

Descrizione de La conversione della Maddalena di Artemisia Gentileschi

La Maddalena con la mano destra allontana lo specchio che si trova sullo sfondo in ombra. I capelli lunghi e mossi incorniciano il viso della donna che tende verso l’alto. Un piede nudo della Maddalena spunta dal bordo inferiore dell’abito ampio ed elegante. Maria Maddalena siede su una poltrona elegante e arricchita con importanti decori. Su un lato dello schienale è dipinta la firma della pittrice ARTIMISIA LOMI.

Interpretazioni e simbologia de La conversione della Maddalena di Artemisia Gentileschi

La figura di Maria Maddalena nel tempo offrì agli artisti un’ampia possibilità interpretativa. Infatti il suo personaggio di peccatrice pentita e poi convertita alla fede in Cristo permette di dialogare tra due stereotipi iconografici. Da un lato infatti Maria Maddalena rientra nel modello della prostituta sensuale e, in seguito all’incontro con Gesù, della peccatrice pentita che aspira alla vita ascetica.

Ad esempio la Maddalena dipinta da Tiziano ed esposta alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze rientra nel primo caso. Infatti la giovane è raffigurata con un aspetto florido, il seno esposto e i lunghi capelli biondi che ricadono liberi sul corpo. Il pentimento è riservato allo sguardo rivolto in alto e umido di lacrime. Diversa è la Maddalena di Donatello, emaciata e sofferente. Il suo corpo ha perso i segni della procacità giovanile e i capelli lunghissimi diventano un saio naturale che copre il fisico consunto e umiliato dal digiuno.

Maria Maddalena ha un aspetto elegante e aristocratico che gli storici fanno derivare dai gusti dell’ambiente aristocratico della Firenze dell’epoca.

La Maddalena e il peccato

Ne La conversione della Maddalena di Artemisia Gentileschi la sua vita di peccato non è rappresentata da un aspetto fisicamente sensuale. Artemisia infatti inserì nella scena simboli di piacere mondano, oggetti e accessori legati all’apparenza e al lusso. Maddalena infatti non appare come una giovane spogliata e provocatoria ma come un’elegante dama aristocratica. La donna indossa infatti un ampio e prezioso abito in seta gialla tipico peraltro delle figure femminili di Artemisia. I panneggi gonfi e morbidi evocano sensualità e ricchezza ma coprono interamente in corpo lasciando scoperta solo una spalla e la piega del seno.

La rinuncia dei piaceri mondani da parte della Maddalena è rappresentata dal piede nudo che si intravede sotto l’abito. Anche il linguaggio dei gesti contribuisce a sottolineare questa rinuncia. Infatti una mano è accostata al petto e sembra sottolineare la confessione delle colpe. L’altra poi sembra allontanare lo specchio in ombra.

L’impostazione del dipinto con la figura della Maddalena illuminata direttamente ma immersa in un ambiente buio ricorda le opere di Caravaggio. La Maddalena dell’artista, che si trova nella Galleria Doria Pamphilj, però propone un’interpretazione più naturalistica. La modella infatti era una prostituta seduta con le mani raccolte in grembo. La sua scelta di ascetismo nel dipinto è rappresentata dai gioielli abbandonati sul pavimento.

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La conversione della Maddalena si trova presso la Galleria Palatina di Palazzo Pitti di Firenze.

L’artista e la società. La storia dell’opera La conversione della Maddalena di Artemisia Gentileschi

Il dipinto risale al periodo tra il 1615 e il 1616. La maggior parte degli storici dell’arte è concorde nel datare l’opera al periodo fiorentino di Artemisia Gentileschi.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile de La conversione della Maddalena di Artemisia Gentileschi

Artemisia Gentileschi si formò nell’ambiente artistico romano ricco di riferimenti alla pittura di Caravaggio. La figura della Maddalena infatti è colpita da un intenso raggio di luce. Questo espediente scenografico deriva dalla profonda conoscenza che Artemisia aveva dei dipinti di Caravaggio presenti a Roma.

La tecnica

La conversione della Maddalena è un’opera di Artemisia Gentileschi dipinta con colori a olio su una tela di 146,5 centimetri di larghezza e 108 cm di altezza.

Il colore e l’illuminazione

La figura della Maddalena sembra uscire dall’ombra ed è rivelata da un fascio di luce. La lama di luce che colpisce la donna evoca in modo efficace e teatrale il dramma vissuto dalla giovane protagonista.

Lo spazio

Testo in preparazione

La composizione e l’inquadratura

Testo in preparazione

Approfondimenti. Il dramma personale di Artemisia Gentileschi e la figura della Maddalena

Il personaggio di Maria Maddalena fu spesso rappresentato dagli artisti del passato. Infatti la figura della Santa era considerata dai fedeli un modello ideale di rinuncia dei piaceri mondani a favore di un’esistenza virtuosa. Artemisia Gentileschi raccontò la vicenda di questa giovane Santa raffigurandola come una giovane dai capelli scomposti.

La sua figura è avvolta da un ampio e ricco abito di seta gialla che ne eleva l’appartenenza sociale. La Maddalena di Artemisia Gentileschi rinuncia ai piaceri mondani con il gesto di allontanare lo specchio che si intravede nell’ombra. Infatti lo specchio che accompagna Maria Maddalena è un simbolo di vanità. Sulla cornice dell’arredo si legge: “OPTIMAM PARTEM ELEGIT“, una frase dal Vangelo di Luca che si può tradurre in italiano come “ha scelto la parte migliore“. Dove per parte migliore si intende la virtù.

Artemisia Gentileschi probabilmente fece riferimento a eventi della propria esistenza per rappresentare il tormento di Maddalena. Infatti la vita di Artemisia fu pesantemente condizionata dalla violenza subita in giovane età da parte di un artista collega del padre. Questo fatto ebbe uno strascico legale e Artemisia fu costretta ad affrontare un pesante processo per dimostrare la sua buona fede.

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Bibliografia

  • E. Menzio, Lettere precedute da «Atti di un processo per stupro», Abscondita, 2004, ISBN 8884166144, 9788884166142
  • Roberto Contini, Francesco Solinas, Artemisia Gentileschi: storia di una passione, Mostra a Palazzo reale di Milano, 24 ore cultura, 2011, ISBN 8866480010, 9788866480013

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 24 aprile 2021.

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