Igor Sibaldi descrive la visita al museo

Igor Sibaldi descrive la visita al museo, con il suo stile ironico e sempre molto lucido racconta le brutte abitudini di una visita superficiale. di Marco Rabino

Da tempo suggerisco ai lettori di ADO di rallentare durante la loro visita al museo. Di spegnere lo smartphone e accendere il pensiero e l’intuizione per attivare quella che chiamo visione evocativa. Un dipinto, una scultura o una installazione sono molto di più di una immagine o un oggetto estetico. Quindi, approfittiamo delle teorie dei grandi pensatori del passato e di interessanti personalità pubbliche, ricercatori e intellettuali di oggi, che ci offrono suggerimenti per andare oltre la superficie dipinta.

Igor Sibaldi, filologo, teologo e molto di più, nei suoi numerosi testi, da ormai trent’anni, mi pare, (I maestri invisibili. Come incontrare gli spiriti guida, 1997), ci offre riflessioni e percorsi del pensiero, che si possono applicare anche alla fruizione dell’arte figurativa. In occasione di una sua conferenza presso Harmonia Mundi di Roma fa accenno alla visita al museo. La conferenza, del 25 aprile 2014, è stata documentata su Youtube con il titolo “La disobbedienza1. Come suo solito, Sibaldi intervalla le sue riflessioni filosofiche e le sue indicazioni pratiche con aneddoti divertenti, ma puntualissimi che stimolano il pensiero.

Smettiamo di visitare i musei per convenzione culturale

Intanto, vi consiglio di seguire interamente il video, che come gli altri che trovate sul canale di Harmonia Mundi, apre ponti verso dimensioni “altre”, proprio come deve essere la visione evocativa di un’opera d’arte. Per centrare immediatamente l’argomento vi propongo le parole di Igor Sibaldi estrapolate, il più fedelmente possibile, dal flusso della registrazione:

…ai musei, di solito, uno, sapete, che va e dice: Van Gogh un pittore van Gogh 1800… però! Oppure: che cornice, che lavoro che ha fatto sto qui, Van Gogh…1

L’autore sottolinea come la maggior parte delle persone non osserva davvero l’opera. Nel corso della stancante, e a volte noiosa, visita al museo si limita invece a osservare la cornice, a leggere il cartellino con il nome del pittore. Oppure, ormai distratto e privo di un pensiero guida, il visitatore guarda l’ambiente circostante. Sottolineo, e sono estremamente in accordo con le riflessioni di Sibaldi, e ci mancherebbe pure, considerato il livello autorevole delle sue ricerche decennali. Ancora una volta, sono contento che le idee di un promotore del libero pensiero indichi la via che porta a superare la semplice apparenza estetica di un’opera d’arte.

L’essere delle cose e l’erotismo delle opere d’arte esposte in un museo

Sibaldi prosegue quindi con il racconto, un po’ buffo, di un suo conoscente, “guardiano nei musei” che racconta quanto, secondo lui le opere d’arte scatenino l’erotismo dei visitatori. L’aneddoto che vi consiglio di seguire direttamente con le parole di Sibaldi, serve a illustrare in modo vivido e un po’ provocatorio, il concetto di “essere delle cose” e come l’essere umano entri in contatto profondo con gli oggetti della realtà.

Il dipinto oggetto che Sibaldi prende in considerazione è la sedia dipinta da Vincent Van Gogh, dipinto che ha risvegliato interesse anche di altri ricercatori. Se riusciamo a guardare il dipinto davvero, si sperimenta quello che i filosofi chiamano l’essere. L’essere è il puro fatto misterioso che una cosa esista, indipendentemente dalla sua utilità pratica o dal suo prezzo. Sibaldi afferma che «l’essere è eccitante»: entrare in contatto con il puro fatto di esistere risveglia nell’individuo energie profonde, che di solito rimangono sopite.

Le opere d’arte di grandi artisti ci mostrano l’essere delle cose, basta saper vedere. I visitatori recettivi, dopo aver guardato autenticamente quattro o cinque quadri, sono investiti da una grande attivazione di energia interiore. Ecco che interviene quella che definisco la visione evocativa: lasciamo da parte le nozioni storiche ed estetiche che il sistema museale ci propone, e attiviamo questo fantastico dispositivo esistenziale che è l’opera d’arte.

Se vuoi approfondire la visione evocativa di altre opere d’arte vai alla sezione: Visione evocativa

Applichiamo lo sguardo del re

L’intervento di Igor Sibaldi si concentra sulla rottura del conformismo (la “Disobbedienza“), un tema che guida tutto il pensiero dell’autore. La società e la lingua madre ci educano a catalogare la realtà. L’artista o il bambino si aprono all’essere delle cose lasciando fuori le etichette sociali, per purezza dello sguardo o per estrema apertura, come nel caso dell’artista. Per Sibaldi, soprattutto l’artista compie un vero e proprio atto di disobbedienza verso l’orizzonte limitato che ci è stato imposto. Così Sibaldi ci insegna a disobbedire a sperimentare un pensiero libero dalle convenzioni familiari, sociali, culturali e religiose.

L’adulto condizionato (il “servo“) guarda il mondo con uno sguardo razionale e funzionale al sistema che ci governa [sistema dell’arte aggiungo io], e si chiede solo cosa serve, quando e quanto costa. Chi, invece, sperimenta l’essere attraverso lo stupore si fa invece la domanda dei “re“, ovvero perché le cose ci sono. Lo stupore davanti all’essere eleva infatti la coscienza a un livello superiore.

L’io è più grande del corpo, se sappiamo pensare e riusciamo a vedere

L’Io è più grande del corpo“, Sibaldi sviluppa questo discorso in altri suoi seminari. Se sperimentiamo la forte attivazione energetica di fronte all’essere , e quindi all’opera d’arte, scopriamo che l’Io non è confinato nella mente razionale o nella “scatoletta cranica“. L’Io reale è il regista esterno, un centro di coscienza fluido che è molto più vasto delle percezioni puramente biologiche del corpo fisico.

Queste preziose riflessioni di Igor Sibaldi, costituiscono una critica alle neuroscienze (Zeki), che dagli anni Settanta del Novecento propongono una spiegazione delle nostre attività cognitive in chiave riduzionista. Invece, altri ricercatori internazionali sono aperti a considerare la mente umana come un fenomeno che va oltre la scatola cranica, e si determina attraverso l’interazione con il mondo esterno (Thomas Fuchs, Andy Clark, Alva Noë).

Approfondisci con: Igor Sibaldi, stupore e meraviglia (dell’opera d’arte)

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Videografia


(1) Igor SibaldiLa disobbedienza” – Harmonia Mundi LINK

Bibliografia

Igor Sibaldi è autore di un gran numero di saggi. Per la bibliografia completa rimando quindi all’elenco sul sito ufficiale dell’autore: https://www.igorsibaldi.com/

  • I maestri invisibili. Come incontrare gli spiriti guida, 1997, Arnoldo Mondadori Editore, ISBN 978-88-0442-148-1
  • Libro della personalità, 2009, Frassinelli, ISBN 978-88-8832-035-9
  • Il tuo aldilà personale, 2012, Spazio Interiore, ISBN 978-88-9786-405-9
  • Eros e agape, 2013, Arte di essere, ISBN 978-88-9865-801-5
  • I confini del mondo. Storie e dinamiche dell’iniziazione personale, 2015, Arte di Essere, ISBN 978-88-9943-400-7
  • La disobbedienza, 2015, Anima Edizioni, ISBN 978-88-6365-293-2
  • Io ti immagino. L’eclissi dell’intelletto e la filosofia narrativa, 2016, Ugo Mursia Editore, ISBN 978-88-4255-642-8
  • Al di là del deserto. Che cos’è la metafisica e come adoperarla per cambiare vita, 2017, Adriano Salani Editore, ISBN 978-88-6918-896-1
  • Le porte dell’immaginazione. Istruzioni per chi viaggia in altri mondi, 2018, Tlön, ISBN 978-88-9968-447-1
  • Trilogia dell’infinito. Il tuo aldilà personale – Discorso sull’infinito – La scrittura del Dio, 2024, Spazio Interiore, ISBN 979-12-8179-801-4

Visione evocativa

Consulta tutta la bibliografia a questo idirizzo: La visione evocativa dell’opera d’arte

  • Gregory Bateson, Steps to an Ecology of Mind, 1972, (Verso un’ecologia della mente), Giuseppe Longo (Traduttore), Adelphi, 2000, Edizione 23°, ISBN-10 8845915352 ISBN-13 978-8845915352
  • Gregory Bateson, Mind and Nature: A Necessary Unity, 1979, (Mente e natura. Un’unità necessaria), Giuseppe Longo (Traduttore), Adelphi, Edizione 11°, ISBN-10 8845905608 ISBN-13 978-8845905605
  • Andy Clark, David Chalmers, La teoria della Mente Estesa (The Extended Mind) (1998)
  • Thomas Fuchs (Autore), Selene Mezzalira (Traduttore), Ecologia del cervello. La mente incarnata e l’ambiente, Astrolabio Ubaldini, 2021, ISBN-10 8834018036 ISBN-13 978-8834018033
  • Shaun Gallagher, How the Body Shapes the Mind (Oxford University Press, 2005)
  • Shaun Gallagher, Dan Zahavi, The Phenomenological Mind, 2007; La mente fenomenologica
  • Shaun Gallagher, Introduction to the Issue on 4E Cognition, Phenomenology and the Cognitive Sciences, 2010
  • Carl Gustav Jung (Autore), Elena Schanzer (Traduttore), Antonio Vitolo (Traduttore), Gli archetipi dell’inconscio collettivo, Bollati Boringhieri, 1977, ISBN-10 8833902307 ISBN-13 978-8833902302
  • Alva Noë, Action in Perception, 2004
  • Alva Noë, Out of Our Heads, 2009, (Perché non siamo il nostro cervello. Una teoria radicale della coscienza), S. Zipoli Caiani (Traduttore), Raffaello Cortina Editore, 2010, ISBN-10 8860303451 ISBN-13 978-8860303455
  • Alva Noë, Strange Tools: Art and Human Nature, 2015; Strani strumenti. L’arte e la natura umana, Einaudi, 2022
  • Francisco J. Varela (Autore), Evan Thompson (Autore), Eleonor Rosch (Autore), Jon Kabat-Zinn (Prefazione), Selene Mezzalira (Traduttore), The Embodied Mind, 1991, (La Mente nel corpo), Astrolabio Ubaldini, 2024, ISBN-10 8834018575 ISBN-13 978-8834018576
  • Semir Zeki, Inner Vision. An Exploration of Art and the Brain, 1999; (Trad. it. a cura di Paolo Pagli e Giovanna De Vivo, La visione dall’interno. Arte e cervello. 2003. Torino, Bollati Boringhieri, 2003 ISBN 88-339-1471-2)

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