Cristo e la Maddalena del Battistello, la visione evocativa della distanza

Cristo e la Maddalena del Battistello, la visione evocativa della distanza che crea la dimensione intima del contatto. di Marco Rabino

Battistello, Cristo e la Maddalena (Noli me tangere), 1618, olio su tela, 109 x 130 cm. Prato, Museo di Palazzo Pretorio. Nelle collezioni civiche nel 1933, proveniente dallo Spedale di Misericordia e Dolce.

Come esempio di visione evocativa, vediamo una particolare interpretazione del Noli me tangere elaborata dal filosofo francese Jean-Luc Nancy. Nel contesto di quella esperienza che io ho chiamato visione evocativa di un’opera d’arte, questa interpretazione porta a concentrarci sulla distanza che separa due persone. Una distanza che possiamo considerare anche come rispetto dell’Altro.

Nel dipinto del Battistello, infatti, come quelli di altri artisti, Cristo si sottrae al tocco della Maddalena, che lo riconosce nella figura del giardiniere. Il rifiuto di Cristo al contatto, non esprime il divieto di toccare. Gesù, solido e muscoloso, indossa un mantello e un cappello che lo identifica con il giardiniere. Quando incontra la Maddalena, tremante e leggera, dopo la resurrezione, si ritrae. Questo gesto testimonia una rivelazione: il vero contatto non è possesso dell’altro ma è la percezione del confine inviolabile tra le due persone.

Il noli me tangere del Battistello, un capolavoro della transizione in Cristo e la Maddalena

Una nota storica ci permette di collocare il dipinto fra la fine del 1617 e l’inizio del 1620. I curatori del museo ci ricordano che il Battistello soggiornava molto probabilmente a Firenze, ospite della corte granducale dei Medici. Il Noli me tangere è quindi estremamente importante perché è stato dipinto in un periodo di transizione della sua carriera. L’opera collega il primo periodo napoletano nel quale Battistello è fautore e maestro del caravaggismo napoletano, al periodo dei soggiorni a Roma, Genova e Firenze. Dopo queste esperienze, il pittore diventa un assoluto protagonista del tenebrismo. Nel dipinto i tecnici hanno scoperto un ripensamento: Battistello aveva dipinto il dito di Cristo più in alto.

Questo è un concetto forse un po’ difficile da realizzare, ma l’osservazione del dipinto lo semplifica con grande efficacia. Nel dipinto del Battistello si notano infatti i corpi di Gesù e della Maddalena che si sfiorano, sono su piani paralleli ma non si incontrano. Così è, infatti, in tutti gli altri dipinti che rappresentano lo stesso soggetto. Si tratta del particolare determinante di questo racconto evangelico. I due corpi che si sfiorano creano uno spazio e questa distanza diventa il simbolo l’emblema della relazione autentica che si esprime, anche, nell’esperienza dell’osservare l’opera.

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Lo spazio sacro e creativo tra noi e il mondo

Rimaniamo ancora su questo concetto: come Gesù, illuminato dalla luce, sfiora con la sua mano lo spazio che lo divide dalla Maddalena. Anche noi osservando l’opera d’arte creiamo una distanza. Questo spazio determina la relazione che abbiamo con quell’opera d’arte. Infatti, non dobbiamo toccare la superficie del dipinto: dobbiamo osservarla. L’opera ci chiede di creare una distanza e questa distanza è molto importante. Uno spazio maggiore ci permette una visione d’insieme. Invece quando ci avviciniamo, saturiamo il nostro campo visivo e di focalizziamo su un suo particolare, osserviamo la trama della pittura.

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Ne abbiamo quindi una esperienza più intima, più coinvolgente che diventa anche esperienza spirituale. Il dipinto del Battistello, del 1618, è un esempio perfetto di questa concezione di Jean-Luc Nancy. I curatori del museo di Prato lo considerano uno dei capolavori della pittura caravaggesca. Il Battistello è stato un’importante pittore di questa tradizione. La scena che dipinge è ridotta all’osso: lo sfondo è quello del Caravaggio tenebrista, scuro e profondo. Non si colgono sono particolari ambientali o dettagli religiosi. Sono visibili, infatti solamente i due corpi scultorei, che emergono dal buio profondo e caldo.

La solida visione di un corpo risorto del Cristo e la Maddalena

Gesù e la Maddalena sono illuminati da una luce teatrale e tagliente, come avviene di solito nelle opere dei caravaggeschi. Cristo è muscoloso, i piedi sono ben piantati a terra anche se non si vedono ma si possono immaginare. La visione da sotto in su, contribuisce ad enfatizzare l’effetto teatrale e fa pensare che il dipinto fosse destinato a un sovrapporta. Come anche le opere di Caravaggio, Il naturalismo dell’opera è molto evidente. Diversamente da altri dipinti, che raccontano lo stesso evento, il corpo di Cristo diventa particolarmente solido. Perde quell’aspetto eterico che solitamente gli artisti utilizzano per rappresentare il corpo appena risorto, che attende di essere chiamato in cielo.

Gesù sembra ritrarsi all’indietro, allontanandosi dalla mano tesa della Maddalena. Questo scarto fisico rientra nella poetica del corpo potente e presente che dipinge il Battistello. La solidità della sua figura è, però, in contrasto con l’idea espressa da Nancy nel concetto di levarsi del corpo. Il corpo di Gesù del Battistello non sembra un corpo appena risorto, ma è un corpo ben presente e fisicamente prestante. È un corpo massiccio che però nello stesso istante dichiara di non essere propriamente fisico, di non poter essere toccato, di essere inafferrabile.

La distanza crea la percezione di un limite fra i corpi

Come nelle altre opere che rappresentano il Noli me tangere, anche in questo caso lo spazio che si genera tra i due corpi è il tema centrale e drammatico dell’opera. La Maddalena infatti si sporge in avanti spinta dal desiderio amoroso, vuole toccare il corpo di Cristo ma lui la ferma e si ritrae. Se osserviamo con attenzione la scena, e la interpretiamo con la teoria di Jean-Luc Nancy, lo spazio che si trova tra il corpo di Gesù e la mano della Maddalena non è un interruzione. Il filosofo, invece, investe di un diverso significato lo spazio che separa due esseri. Quindi questo spazio non è vuoto è uno spazio carico di aspettative. I due corpi non si toccano e creano la sensazione di vicinanza attraverso la percezione di un limite.

Gesù si ritrae e guarda al futuro dell’umanità

Questo concetto, non facile e immediato, è fondamentale nella poetica di Jean-Luc Nancy. Il Battistello dipinge l’istante importantissimo nel quale la distanza diventa la condizione necessaria per potersi guardare e riconoscere a vicenda. Questa condizione è presente in tutti i dipinti che gli artisti hanno dedicato alla rappresentazione del Noli me tangere, l’incontro di Gesù appena risorto con la Maddalena, la sua discepola preferita, che testimonierà la sua Resurrezione.

Esiste un’altra forma di contatto tra i due protagonisti, quella dello sguardo. Gesù e la Maddalena, solitamente, si guardano negli occhi con una profondità magnetica. Però, se osserviamo con attenzione i due volti dipinti dal Battistello, scopriamo che non si guardano. Lo sguardo di Cristo ha una qualità distaccata un po’ astratta, sembra che stia guardando al di là della scena, verso un futuro indefinito. Ricordiamoci che è tipico della religione Cristiano-Cattolica concepire il futuro come una speranza. Cristo, infatti, sta guardando oltre la Maddalena, sta guardando nel futuro, dove si realizzerà la salvezza dell’uomo.

la sacralità del contatto negato del Cristo e la Maddalena del Battistello

Jean-Luc Nancy in un altro testo dedicato al ritratto nella pittura, dichiara che questo genere non è l’espressione di un’emozione psicologica privata ma diventa pura materia visibile. Per Jean-Luc Nancy il corpo, il nostro corpo fisico, non è il contenitore dell’anima. L’anima si evidenzia proprio nella superficie del nostro corpo, nella nostra evidenza fisica. Si può capire con più facilità osservando l’immagine del Battistello. Il contatto negato, ma suggerito dalle mani di Gesù e della Maddalena, esprimono fisicamente, visibilmente, il sacro dell’evento.

Giotto, Resurrezione e Noli me tangere, 1303-1305 circa, affresco, 200 x 185 cm. Padova, Cappella degli Scrovegni
Giotto, Resurrezione e Noli me tangere, 1303-1305 circa, affresco, 200 x 185 cm. Padova, Cappella degli Scrovegni

Quindi, la componente teologica invisibile, e ideale (come l’anima), diventa concreta nella grana della tela, nella pittura, nel gioco delle ombre, nei colori, nelle figure dipinte. La sacralità di questo dipinto si ottiene, così, con la bellezza drammatica di questi due corpi, dipinti con il filtro del tenebrismo di Caravaggio. Le figure dipinte da Battistello, diventano corpi esposti sulla superficie del quadro, corpo esposto come ha scritto Jean-Luc Nancy.

L’anima di ogni individuo non si nasconde all’interno della sua carne, ma si espone nella sua apparenza fisica e nel suo mostrarsi agli altri. Così, il significato della Resurrezione di Gesù morto è rappresentata e testimoniata in quello spazio, carico di attesa e desiderio. Maddalena desidera toccare il suo maestro ma non è possibile, Cristo è risorto ma il suo corpo è destinato all’Assunzione in cielo. La loro relazione è viva ma deve rimanere nel confine teologico della rivelazione.

Bibliografia

  • Jean-Luc Nancy, Corpus, Paris, Métailié, 1992; Antonella Moscati (traduttrice), Corpus, Cronopio, Napoli 1995
  • Jean-Luc Nancy, Tre saggi sull’immagine, trad. it. di Antonella Moscati, Cronopio, Napoli 2002; 2007, ISBN-10 8889446315 ISBN-13 978-8889446317
  • Jean-Luc Nancy, Le regard du portrait, Paris, Galilée, 2000; Raoul Kirchmayr (traduttore) Il ritratto e il suo sguardo, Raffaello Cortina, Milano 2000; 2002. ISBN-10 8870787389 ISBN-13 978-8870787382
  • Jean-Luc Nancy, La pelle delle immagini (con Federico Ferrari), Bollati Boringhieri, Torino 2003, ISBN 8833914488, 9788833914480
  • Jean-Luc Nancy, Noli Me Tangere. Essai Sur La Levee Du Corps, Bayard, 2003; Noli me tangere. Saggio sul levarsi del corpo, F. Brisochi (Traduttore), Bollati Boringhieri, Torino 2005
  • Jean-Luc Nancy, Le corp de l’art; Il corpo dell’arte, Mimesis Edizioni, 2014, ISBN-10 8857525058 ISBN-13 978-8857525051
  • Edmondo Lupieri (a cura di), Una sposa per Gesù. Maria Maddalena tra antichità e postmoderno, Carocci, 2019, ISBN-10 8843095064 ISBN-13 978-8843095063
  • Edmondo Lupieri (a cura di),Edmondo Lupieri (a cura di), I mille volti della Maddalena. Saggi e studi, Carocci, 2020, 10 8829000094 ISBN-13 978-8829000098
  • Paola Springhetti, Maria Maddalena nell’arte, AVE Collana: Imago, 2026, EAN: 9788832715330
  • Adriana Valerio, Maria Maddalena. Equivoci, storie, rappresentazioni, Il Mulino, 2020, ISBN-10 8815286675 ISBN-13 978-8815286673

I riferimenti ad autori e alle teorie che utilizzo nella visione evocativa di un’opera d’arte sono molti e sono attribuiti con gratitudine nella copiosa bibliografia che trovi su questa pagina: la visione evocativa dell’opera d’arte.

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