Gino De Dominicis è stato un artista del secondo Novecento, autore di opere tra le più enigmatiche e provocatorie del panorama italiano. di Marco Rabino
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La visione evocativa di un’opera di Gino De Dominicis parte già favorevolmente, quasi senza bisogno di chiedere aiuto a un filosofo della visione o un grande pensatore mistico. Infatti, la sua ricerca si è sempre allontanata dalla cronaca contemporanea. Nelle sue opere si ritrovano il mito dei Sumeri, di Gilgamesh e dell’immortalità. De Dominicis ha evocato i processi alchemici e chiamato in causa archetipi millenari. Per questo, è un artista di impossibile classificazione e il suo lavoro è stato definito, con una certa approssimazione, “Realismo Cosmico“. Osservare l’opera di Gino De Dominicis è un atto iniziatico. L’intera sua ricerca, infatti, è una riflessione sulle conoscenze e sulle pratiche antiche, trasmesse dalla tradizione alchemica ed esoterica.
L’opera di Gino De Dominicis sfida il tempo
Anche la sua presunta vicinanza alle stagioni dell’Arte Concettuale, e dell’Arte Povera, è frutto del tentativo di catalogare Gino De Dominicis nel corso della storia dell’arte. Questa impossibilità deve rispettare anche la volontà dell’artista di rientrare in una classificazione estetica, testimoniata dal non facile rapporto con la critica del tempo.
Il critico d’arte Italo Tomassoni, che si è occupato fedelmente della memoria di Gino De Dominicis, ricorda che l’artista non appartiene ad alcuna corrente. La sua ricerca non è “arte contemporanea“, ma un’arte che vive in un eterno presente, fuori dal tempo.
La prima fase della carriera artistica di De Dominicis va dai tardi anni Sessanta fino ai primi anni Ottanta del Novecento. In questo periodo, l’artista si impegna in un’intensa attività performativa e un’ampia sperimentazione: dal video alla live art, dall’installazione alla scultura. De Dominicis è impegnato nella ricerca spirituale ed esoterica, che trova la sua massima espressione nella controversa installazione intitolata: Seconda soluzione d’immortalità l’universo è immobile, presentata alla Biennale di Venezia del 1972. L’opera è accompagnata da una lettera sull’immortalità, un tema centrale in molti credi relligiosi del passato e in molte teorie esoteriche di ogni tempo. In particolare nell’opera esposta nel 1972 sono presenti riferimenti alla figura di Gilgamesh e a tutta l’epopea sumera.

La figura come strumento per creare immagini eterne
Gino De Dominicis, soprattutto negli ultimi due decenni della sua vita, ha utilizzato la pittura e il disegno. Questa scelta rientra nella sua poetica personale che azzera il tempo e la storia. Le immagini dipinte e disegnate non sono pratiche di riappropiazione di saperi antichi. De Dominicis le considera, infatti, gli unici veri strumenti capaci di generare immagini eterne, fisse e sottratte alla degradazione del tempo. Una delle prime opere che segnano il suo ultimo periodo figurativo è l’autoritratto Io a Roma, del 1986, custodito presso la Fondazione Chiara e Francesco Carraro di Campodarsego a Padova.

Le influenze della pittura di Gino De Dominicis
La pittura di Gino De Dominicis mostra influenze provenienti da vari ambiti storici, dall’arte rinascimentale a quella dell’icona. Tecnicamente, si ritrovano nelle sue opere prospettive variate e inverse che contribuiscono a creare un senso di spaesamento spaziale. Il rapporto tra visibile e invisibile crea invece un’atmosfera misteriosa e metafisica. Sono poi presenti suggestioni esoteriche che provengono dalle letture di testi della tradizione. Nell’insieme, l’opera di De Dominicis presenta quindi un alone di magia e mistero che avvolge in modo mitico anche la stessa figura dell’artista. “Invisibilità, magnetismo, gravità e immobilità sono presenti in tutte le produzioni dell’artista, accompagnate da una costante attenzione alla spectatorship.”1
Se vuoi approfondire la visione evocativa di altre opere d’arte vai alla sezione: Visione evocativa
I temi ricorrenti nelle opere di Gino De Dominicis
Sfidare le leggi naturali e porsi al di fuori del tempo
Nelle opere di Gino De Dominicis, artista coltissimo e sensibile, sono molte le influenze e le citazioni di antichi saperi. Ha trattato il tema dell’immortalità con performances che sfidano le leggi naturali. Le sue opere sono tentativi di fermare il tempo o raggiungere l’immortalità. Secondo De Dominicis, infatti, le cose, per esistere davvero, non devono morire, la mortalità è quindi solo un errore di percorso. Tentativo di volo del 1969, è un video nel quale l’artista salta ripetutamente nel vuoto cercando di volare. In Quadrato invisibile del 1969 si ritrova lo stesso riferimento al superamento del tempo quale antidoto alla morte.
Mistero, Esoterismo e Archetipi nelle opere di Gino De Dominicis
De Dominicis si ispirò alla mitologia sumera e alle figure di Gilgamesh e Urvasi. Le sue opere installative e pittoriche sono una incarnazione di antichi saperi e archetipi che hanno attraversato la cultura del mediterraneo e sono attivi ancora oggi (Federico Campagna). Osserviamole con attenzione, anzi, “sentiamole” e poniamoci di fronte ad esse sperimentando una visione evocativa, per creare la necessaria distanza reverenziale che attiva tutto il potenziale dell’opera. L’installazione o il dipinto di De Dominicis diventano così inaccessibili alla comprensione razionale, ma rivelano la sacralità che nasconde messaggi esoterici e spirituali.
Ironia dissacrante e paradosso
In alcuni lavori di Gino De Dominicis si coglie una componente ironica che produce spaesamento nell’osservatore. Si coglie in alcune sue opere storiche degli anni Sessanta e Settanta del Novecento. Infatti, De Dominicis, per scardinare le certezze di noi che osserviamo le sue opere, suscita il paradosso, la provocazione illogica o morale. È il caso dell’installazione esposta alla Biennale di Venezia del 1972, intitolata Seconda soluzione d’immortalità, dove era presente un giovane affetto da sindrome di Down che osservava degli oggetti invisibili.
Anni Sessanta
- 10 aprile 1947: Gino De Dominicis nasce ad Ancona.
- 1964 (all’età di 17 anni): Espone le sue prime opere in una galleria locale ad Ancona.
- 1966: Redige lo scritto teorico intitolato Lettera sull’immortalità del corpo.
- 1967 – 1969: Realizza l’opera Senza titolo (composta da una roccia e un’asta dorata).
- 1968: Si trasferisce a Roma ed entra in contatto con il gruppo di Via Brunetti (Laboratorio 70).
- 1969: Tiene la sua prima mostra personale presso la galleria L’Attico di Fabio Sargentini a Roma. Realizza i filmati di atti performativi Tentativo di volo e Tentativo di far formare dei quadrati invece che dei cerchi attorno ad un sasso che cade nell’acqua. Realizza l’opera Equilibrio (con l’asta dorata in sospensione e i contorni geometrici invisibili sul pavimento). Crea la scultura Il tempo, lo sbaglio, lo spazio (lo scheletro umano con i pattini a rotelle che tiene uno scheletro di cane al guinzaglio).
Anni Settanta
- 1970: Presenta l’opera Zodiaco (con i dodici segni rappresentati da animali vivi, morti e una ragazza). Crea l’opera Mozzarella in carrozza (una vera carrozza contenente una mozzarella).
- 1972: Partecipa alla Biennale di Venezia dove presenta la controversa opera Seconda soluzione d’Immortalità (L’Universo è Immobile), coinvolgendo un giovane affetto da sindrome di Down. Organizza a Roma un cocktail per celebrare il superamento del secondo principio della termodinamica.
- 1973: Espone per la prima volta alla Biennale di Parigi.
- 1974: Viene registrato Videotape, oggi custodito nell’Archivio storico della Biennale di Venezia.
Anni Ottanta
- Primi anni Ottanta: Inizia il suo “secondo periodo” artistico, caratterizzato da un ritorno alla pittura e al disegno figurativo e dall’approfondimento della cultura sumera (mito di Gilgamesh).
- 1982: Vince il Premio Internazionale alla Biennale di Parigi. Espone un water all’interno di una mostra nella galleria di Enzo Sperone, definendo queste azioni come “operazioni omeopatiche“.
- Metà anni Ottanta: Realizza le due opere in grafite su tavola Senza Titolo e Con titolo, oggi alla GNAM di Roma.
- 1985: Partecipa nuovamente alla Biennale di Parigi.
- 1985 – 1986: Partecipa alla mostra collettiva A New Romanticism, Sixteen Artists from Italy a Washington.
- 1986: Inizia la collaborazione a Napoli con la gallerista Lia Rumma.
- 1988: Realizza la monumentale scultura Calamita cosmica (lo scheletro gigante con il naso lungo). Crea il dipinto Senza titolo (raffigurante i profili di Urvasi e Gilgamesh con il paesaggio della Mesopotamia). Espone alla Galleria Lia Rumma di Napoli una sala semibuia con uno specchio che riflette un dipinto ma non gli spettatori (evoluzione del precedente Specchio che tutto riflette tranne gli esseri viventi).
Anni Novanta e Postumi
- 1990: Adelina von Fürstenberg organizza una grande mostra retrospettiva in suo onore al Centre National d’Art Contemporain le Magasin di Grenoble.
- 1991: Realizza un disegno a matita raffigurante una coppia unita in un’unica figura.
- 1993: Presenta alla Biennale di Venezia una serie di grandi quadri in bianco e oro ispirati al mito della creazione sumera.
- 1996 – 1997: Realizza figure stilizzate a matita con volti ghignanti, corpi gobbi e occhi strabici, tra cui l’opera Senza titolo conservata a Capodimonte.
- 29 novembre 1998: Gino De Dominicis muore a Roma.
- 1999 (un anno dopo la scomparsa): Il P.S.1 Contemporary Art Center di New York organizza la mostra commemorativa The game room.
- 2010: Il museo MAXXI di Roma ospita la grande mostra retrospettiva Gino De Dominicis. L’immortale.
Sitografia
Fondazione Chiara e Francesco Carraro – Gino De Dominicis – https://www.fondazionecfc.org/it/artist/gino-de-dominicis (1)
Bibliografia
Gino de Dominicis
- Achille Bonito Oliva (a cura di), Gino De Dominicis. L’immortale. Catalogo della mostra (Roma, 20 maggio-7 novembre 2010), Mondadori Electa, 2010, ISBN-10 8837075812 ISBN-13 978-8837075811
- Eleonora Charans, Gino De Dominicis. 2ª soluzione di immortalità (l’universo è immobile), Scalpendi, 2012, ISBN-10 8889546344 ISBN-13 978-8889546345
- Fausto Giaccone, Gino De Dominicis, «Lo Zodiaco». Catalogo della mostra (Roma, 4-8 aprile 1970), Produzioni Nero, 2018, ISBN-10 8880560433 ISBN-13 978-8880560432
- Gabriele Guercio, L’arte non evolve. L’universo immobile di Gino De Dominicis, Johan & Levi, 2015, ISBN-10 8860101751 ISBN-13 978-8860101754
- Gabriele Guercio (a cura di), Gino De Dominicis (1947-1998). Raccolta di scritti sull’opera e l’artista, Allemandi, 2001, ISBN-10 8842210439 ISBN-13 978-8842210436
- Eric Mangion, Beatrice Merz, Alanna Heiss,Andrea Bellini, Laura Cherubuni, Gabriele Guercio, Marina Abramovic, Joseph Kosuth, Marco Senaldi, Gino De Dominicis, in “Flash Art International”, Giancarlo Politi editore, Milano, giugno 2007, edizione speciale pubblicata in occasione della personale itinerante a Nizza, Torino e New York, ill. p. 111
- Paolo Serra e Michele Lombardelli, Il paradosso di Gino De Dominicis, Postmedia Books, 2026, ISBN-10 8874904428 ISBN-13 978-8874904426
- Vittorio Sgarbi, Gino De Dominicis – Teoremi figurativi, Silvana Editore, 2011, ISBN 9788836621019
- Gino De Dominicis alla Fondazione Merz, Quaderni, 3, Fondazione Merz, Torino 2009, cat. mostra (Torino, Fondazione Merz, 8 novembre 2007 – 6 gennaio 2008), pp. 26 ill., 42
- Italo Tomassoni, Gino De Dominicis. Catalogo ragionato, Skira, Milano 2011, pp. 98, 382, cat. 374.
- Italo Tommassoni, Gino De Dominicis e la calamita cosmica. Una storia immobile, Maggioli Modulgrafica Document, 2023, ISBN-10 8899785414 ISBN-13 978-8899785413
Visione evocativa
- Charles Bouleau, La geometria segreta dei pittori (1963)
- Titus Burckhardt (Autore), Paolo Carbonini (Traduttore), Alchimia. Significato e visione del mondo, SE, 2024, ISBN-10 8867238450 ISBN-13 978-8867238453
- Maurizio Calvesi (Autore), Mino Gabriele (Autore), Arte e alchimia, Giunti Editore, 1998, ISBN-10 8809762649 ISBN-13 978-8809762640
- Federico Campagna, Magia e tecnica. La ricostruzione della realtà, Tlon, 2021, ISBN-10 8831498339 ISBN-13 978-8831498333
- Henri Corbin, L’Imagination créatrice dans le soufisme d’Ibn’Arabî, 2e éd., Flammarion 1977; L’immaginazione creatrice nel misticismo sufi di Ibn ‘Arabi; L’immaginazione creatrice. Le radici del sufismo, 2005, Laterza.
- Henry Corbin (Autore) Andrea Bergese (Traduttore), Alchimia come arte ieratica, SE, Collana: Testi e documenti, 2026, EAN: 9788867238675
- Mircea Eliade, Immagini e simboli. Saggi sul simbolismo magico e religioso, Milano: Jaca Book, 1981; 2007
- Carl Gustav Jung (Autore), Elena Schanzer (Traduttore), Antonio Vitolo (Traduttore), Gli archetipi dell’inconscio collettivo, Bollati Boringhieri, 1977, ISBN-10 8833902307 ISBN-13 978-8833902302
- Michela Pereira, Arcana sapienza. Storia dell’alchimia occidentale dalle origini a Jung, Carocci, 2019, ISBN-10 8843096478 ISBN-13 978-8843096473
- Mauro Zanchi, Arte e magia, Giunti Editore, 2015, ISBN-10 8809987470 ISBN-13 978-8809987470
- Mauro Zanchi, Arte e alchimia, Giunti Editore, 2021, ISBN-10 8809910281 ISBN-13 978-8809910287
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