I Trionfi di Cesare di Andrea Mantegna

I Trionfi di Cesare di Andrea Mantegna è una serie di dipinti realizzati dall’artista su commissione di Francesco II Gonzaga per sottolineare il suo titolo di “Novo Cesare”.

Andrea Mantegna, I Trionfi di Cesare, 1486-1505, tempera su tela, 268 x 278 ognuno, Londra, Hampton Court

Indice

Descrizione della serie Trionfi di Cesare di Andrea Mantegna

I Trionfi di Cesare in Gallia di Andrea Mantegna è un ciclo di dipinti che comprende nove tele. I soggetti dei nove dipinti sono:

  • Trombettieri e portatori di insegne
  • Carri trionfali, trofei e macchine belliche
  • Carro con trofei e portatori di bottino
  • Portatori di vasi, tori sacrificali e trombettieri
  • Trombettieri, tori sacrificali ed elefanti
  • Portatori di corsaletti, di trofei e di armature
  • Prigionieri, buffoni e un portainsegna
  • Musici e porta-insegne
  • Giulio Cesare sul carro trionfale
  • Senatori non fu dipinto e rimane documentato dal progetto disegnato.

Interpretazioni e simbologia dei Trionfi di Cesare di Andrea Mantegna

Andrea Mantegna utilizzò alcune fonti letterarie per progettare le sue immagini. Ricorse probabilmente al “Roma triumphans” di Flavio Biondo del 1474. Forse ebbe modo di consultare i testi di Livio, Appiano, Giuseppe Flavio, Svetonio e Plutarco stampati a Venezia negli anni che vanno dal 1450 al 1475.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Francesco II Gonzaga fu il committente dei dipinti progettati ed eseguiti da Andrea Mantegna. L’ambizioso marchese di Mantova infatti fu soprannominato “Novo Cesare” dal poeta Ercole Strozzi. Quindi per sottolineare tale attributo si fece strada l’idea di creare un ciclo di affreschi dedicato a Giulio Cesare per celebrare anche le imprese di Francesco II.

Francesco II Gonzaga dopo la morte di Andrea Mantegna trasferì le nove opere presso palazzo San Sebastiano. L’edificio era appena stato terminato intorno al 1506 e le tele presero posto all’interno di una galleria di grandi dimensioni. Il marchese le fece incorniciare con pilastrini dorati alcuni dei quali sono sopravvissuti all’interno di Palazzo Ducale.

I nove dipinti di Andrea Mantegna che compongono il racconto dei Trionfi di Cesare in Gallia si trovano nel Palazzo del bagno di Hampton Court a Londra.

La storia dell’opera Trionfi di Cesare di Andrea Mantegna

Le nove tele che compongono il ciclo dei Trionfi di Cesare in Gallia furono dipinte da Andrea Mantegna tra il 1485 e il 1505. Mantegna era pittore della corte Gonzaga e operava per la famiglia dal 1460. L’artista iniziò così a progettare le opere sui Trionfi di Cesare dal 1486. Silvestro Calandra infatti scrisse proprio in tale data a Francesco II chiedendo di poter ammirare i Trionfi che il maestro stava dipingendo. Non è però conosciuta la destinazione delle tele. Forse erano destinate ad una grande sala del palazzo adiacente la Camera degli Sposi.

Andrea Mantegna lavorò per molti anni al progetto. I lavori infatti furono interrotti da altre esecuzioni e dal viaggio a Roma del 1488-1490. Nel 1501 sei dipinti diventarono fondali in occasione dell’allestimento di commedie con soggetto classico. Infine la morte di Mantegna, nel 1505, pose fine alla conclusione del ciclo. Infatti del titolo numero dieci, i Senatori, esiste solo il cartone con il disegno. In seguito le immagini delle tele furono apprezzate in tutta Europa grazie alla realizzazione di incisioni stampate in molto copie.

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Lo stile de I Trionfi di Cesare di Andrea Mantegna

Andrea Mantegna dipinse il ciclo dei Trionfi di Cesare in Gallia riproponendo la tipologia della Pittura Trionfale Romana.

La tecnica

Mantegna progettò le dieci tele che illustrano i Trionfi di Cesare con grande meticolosità. Produsse infatti dettagliati disegni preparatori. Le tele infine sono dipinte a tempera.

Il colore e l’illuminazione

I colori delle diverse scene sono brillanti e prevale una illuminazione piena.

Lo spazio

Il corteo si svolge all’aperto e i personaggi si trovano leggermente più in basso rispetto all’osservatore. La successione dei gruppi invece non è chiara. Anche la cronologia rispetto alla loro realizzazione rimane incerta. Inoltre pur essendoci coerenza spaziale nelle nove scene dipinte, la disposizione del punto di fuga varia da una all’altra. Infatti in alcuni dipinti è centrale mentre in altri laterale, a sinistra o a destra. Infine l’altezza della visione prospettica non è sempre la stessa. Mantegna potrebbe aver così concepito un percorso a prospettiva multipla per favorire un maggior coinvolgimento dell’osservatore che transita di fronte alle opere.

La composizione e l’inquadratura

Andrea Mantegna concepì una unica scena da riprodurre sulle dieci opere. Infatti il corteo procede senza soluzione di continuità da un riquadro all’altro come se i protagonisti sfilassero oltre un loggiato.

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Bibliografia

  • Anonimo (Marcantonio Michiel), Notizia d’opere di disegno, a cura di Jacopo Morelli, Bassano, 1800
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  • Maria Bellonci, Mantegna, Skira, Milano 2003
  • Francesca Marini, Mantegna, Milano, Rizzoli, 200
  • Ettore Camesasca, Mantegna, in AA.VV., Pittori del Rinascimento, Scala, Firenze 2007, ISBN 88-8117-099-X
  • Sergio Momesso, La collezione di Antonio Scarpa, 1752-1832, Bertoncello, Cittadella (Padova), 2007, ISBN 9788886868242

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 1 marzo 2020.

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