Trittico Portinari di Hugo van der Goes

Il Trittico Portinari di Hugo van der Goes ha ispirato molti artisti fiorentini del Rinascimento che ne hanno ripreso alcuni dettagli nelle loro opere.

Hugo van der GoesTrittico Portinari, pannello centrale con l’Adorazione dei pastori, 1476 – 1478, olio su tavola, cm 253 X 304. Firenze, Galleria degli Uffizi

Descrizione del Trittico Portinari di Hugo van der Goes

Il pannello centrale del trittico rappresenta una Adorazione dei pastori. La scena si basa sulle visioni di Santa Brigida di Svezia. A sinistra, è dipinto San Giuseppe, lievemente in disparte rispetto alla Vergine e al bambino. La scena centrale continua nei pannelli laterali. Su quello di sinistra vi sono i componenti maschi della famiglia Portinari, mentre su quello di destra, le donne. I pannelli posteriori sono visibili quando il trittico è chiuso. Su di essi è dipinta una Annunciazione con stile monocromo.

I fiori rappresentati, gigli e iris, simboleggiano la purezza della Vergine. Nel bicchiere si osserva poi una colombina, pianta funeraria che rappresenta la passione di Cristo. Nel Trittico Portinari, Hugo van der Goes inserì molte fisionomie umane. I tre pastori a destra ad esempio hanno visi molto particolari.

IlTrittico Portinari di Hugo van der Goes giunse a Firenze nel 1483, dove divenne il dipinto fiammingo più imitato dagli artisti del tardo Quattrocento. Soprattutto furono Piero di Cosimo e Leonardo a prendere esempio dall’opera. La tavola fu commissionata da Tommaso Portinari, agente della famiglia de’ Medici a Bruges. Il dipinto venne poi portato a Pisa su di una nave. Attraverso l’Arno giunse a Firenze il 28 maggio 1483 e condotto alla chiesa di Sant’Egidio nell’Ospedale di Santa Maria Novella.

Analisi

Il Trittico Portinari è il capolavoro di Hugo van der Goes perché è stato realizzato con un taglio molto realistico. Inoltre le grandi dimensioni e la costruzione dello spazio con la sola luce affascinarono i fiorentini contemporanei come il Ghirlandaio. La perfezione dei particolari è altissima, soprattutto, nel vaso in primo piano con i gigli e le iris.

La pittura ad olio rende la tavola molto brillante e le figure sembrano, quindi, lucide e definite.

Lo spazio di questa scena si ispira a quello delle Sacre rappresentazioni e raggiunge un effetto teatrale. I personaggi sono inseriti in uno scenario molto elaborato e ultraterreno. Infatti, figure celesti sono presenti e affiancate a personaggi terrene. La profondità, come in tutte le opere fiamminghe, è sottolineata dalla luce. L’orizzonte poi è molto alto e pare un palcoscenico sul quale si svolge l’evento dipinto. L’intera scena infine presenta una notevole profondità ottica e sono visibili chiaramente, paesaggi molto lontani.

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Bibliografia

  • Jochen Sander, Hugo van der Goes, Verlag Philipp von Zabern, 1992, EAN: 2560005065371

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 10 gennaio 2020.

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  • Trittico Portinari

Consulta la pagina dedicata al Trittico Portinari di Hugo van der Goes sul sito della Galleria degli Uffizi di Firenze.