Hermes con Dioniso di Prassitele

Hermes con Dioniso di Prassitele raffigura il mito classico che narra della tragica vicenda di Semele che fu amante di Zeus e morì per averne visto la divinità.

Prassitele, Hermes con Dioniso, 350-330 a.C. circa, marmo di Paro, 215 cm. Olimpia, Museo Archeologico

Descrizione di Hermes con Dioniso di Prassitele

Il dio è in piedi appoggiato ad un tronco sul quale si trova un telo che ricade formando ampi panneggi. Hermes è nudo come il piccolo Dioniso che siede sul suo avambraccio sinistro. Il braccio destro però è mancante ed era alzato.

La statua di Prassitele raffigura due figure della mitologia greca e racconta un episodio della loro vita. Hermes è il dio adulto figlio di di Zeus e della Pleiade Maia. Inoltre è il messaggero degli dei e uno dei dodici abitanti dell’Olimpo, immortali e padroni della vita e della morte degli umani. Dioniso invece era figlio di Zeus e Semele la figlia del re di Tebe, Cadmo. Era, consorte di Zeus, gelosa della relazione apparve a Semele sotto altra identità e la spinse a chiedere a Zeus di apparirle come divinità.

Nonostante le preoccupazione del dio Semele insistette e alla vista di Zeus morì fulminata. La donna era gravida di Dioniso e il padre per salvare il bambino lo estrasse dal ventre della donna e lo conservò all’interno di una sua coscia. Dioniso nacque sei mesi dopo e il fratello Hermes si prese cura di lui.

Prassitele realizzò forse la statua per celebrare la pace tra Elide e Arcadia. Infatti Hermes era patrono di Elide mentre Dioniso era protettore di Arcadia. La scultura si trova ora al Museo Archeologico di Olimpia.

La storia di Hermes con Dioniso di Prassitele

Quest’opera di Prassitels risale al 350 – 330 a.C. circa. Secondo alcuni studiosi si tratta dell’originale di Prassitele. Secondo altri invece è una copia di età ellenistica. La statua fu ritrovata ad Olimpia. Ernst Curtius fu l’archeologo tedesco che diresse gli scavi nella località greca. I lavori presero il via nel 1875 in seguito ad un accordo tra Grecia e Germania del 1874. Gli scavatori trovarono la scultura di Ermes l’8 maggio 1877 presso le rovine dell’Heraion.

Questo ritrovamento confermò la testimonianza di Pausania che ricordava l’Hermes proprio nella zona. Lo strato di argilla nel quale era nascosta conservò in buono stato la scultura che comunque fu ritrovata incompleta. Infatti oltre a diversi frammenti fu ritrovato nel sito anche il tronco e il basamento. La scultura è priva del braccio destro. Inoltre alla mano sinistra mancano due dita. Infine mancano le due gambe dalle ginocchia alle caviglie. Invece a Dioniso mancano entrambe le braccia e la punta del piede destro.

Analisi

Prassitele fu uno scultore greco del periodo tardo classico. Nelle sue opere l’artista introdusse alcune novità compositive e poetiche. Infatti la posa frontale e rigida delle figure di kouros e korai lascia il posto ad un maggior realismo. Inoltre la struttura compositiva diventa più dinamica ed elegante. Prassitele introduce poi una componente psicologica nel dialogo visivo tra i due personaggi. Infine i due dei sono rappresentati in un contesto affettivo ed intimo. Questo aspetto fu definito dagli storici “ripiegamento intimista” ed enfatizza la componente umana delle divinità.

La scultura di Prassitele è scolpita in marmo pario e misura 215 cm di altezza. Sulla superficie della schiena si rilevano tracce di interventi con la sgorbia e la gradina. Inoltre le separazioni tra le ciocche dei capelli furono realizzate con il trapano. Queste tracce fanno pensare che la statua risalga al periodo ellenistico e quindi sia una copia da Policleto. A favore dell’attribuzione al maestro classico sono la testimonianza di Pausania e la mirabile tecnica esecutiva che determina una resa pittorica del marmo.

La superficie della statua è molto chiara e la luce crea leggere ombre sul corpo. Invece tra i capelli e tra i panneggi il chiaroscuro si fa più intenso e si coglie un effetto pittorico.

Struttura

Il tronco ha la funzione di sostenere la figura del dio che non è scolpita con una posa in equilibrio. Infatti l’asse verticale del corpo crea una linea flessuosa a forma di “S”. Inoltre Prasstile per rendere la sua scultura più dinamica abbandonò la frontalità della scultura precedente.

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Bibliografia

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 1 gennaio 2020.

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