Gli scaricatori di Giulio Turcato

Gli scaricatori di Giulio Turcato è un’opera che fa parte della Collezione Verzocchi esposta a Palazzo Romagnoli a Forlì.

Giulio Turcato, Gli scaricatori, 1949-1950, olio su tela, 70 x 100 cm. Forlì, Collezione Verzocchi

Indice

Descrizione de Gli scaricatori di Giulio Turcato

L’opera di Giulio Turcato è composta da campiture bidimensionali di colori molto accesi primari che suggeriscono semplici figure umane. Si riconoscono infatti due sagome frontali che riproducono uomini chini sotto il peso dei sacchi che portano sulle spalle. L’ambiente circostante è tratteggiato da zone di colore geometrico.

Il titolo del dipinto indica che i personaggi sono scaricatori di merci, impegnati nel loro lavoro. La serialità della loro rappresentazione deriva probabilmente dallo stile dell’artista. Si potrebbe però anche interpretare come una sottolineatura della condizione alienante della loro situazione occupazionale.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Il dipinto di Giulio Turcato è esposto a Forlì e fa parte della Collezione Verzocchi che è esposta al primo piano di Palazzo Romagnoli. Nel 1949 un industriale italiano del refrattario chiese a molti artisti due opere per mettere insieme una collezione dedicata al lavoro. Un dipinto dalle misure di 70 x 100 centimetri doveva rappresentare una attività lavorativa mentre il secondo era un autoritratto.

Alla richiesta di Giuseppe Verzocchi aderirono 72 artisti che ottennero 100.000 lire in compenso per ogni opera. Inoltre la collezione fu documentata con la pubblicazione di un catalogo ed esposta in importanti mostre nazionali.

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Lo stile de Gli scaricatori di Giulio Turcato

Giulio Turcato nacque a Mantova nel 1912 e morì a Roma nel 1995. Dopo l’esperienza nella Resistenza italiana durante la Seconda Guerra Mondiale, Turcato nel 1947 firmò con altri artisti il manifesto Forma 1. Aderì poi al Fronte Nuovo delle Arti nel quale militavano numerosi artisti in diverse città d’Italia. Il Fronte nacque da una esperienza precedente, del settembre-ottobre 1946 definita Nuova Secessione Artistica Italiana. Il critico Giuseppe Marchiori pubblicò il manifesto il 1º ottobre 1946 a Venezia che fu sottoscritto dagli artisti Emilio Vedova, Renato Birolli, Ennio Morlotti, Armando Pizzinato, Giuseppe Santomaso, Alberto Viani, Bruno Cassinari, Renato Guttuso, Leoncillo e Carlo Levi.

Guttuso promosse poi di cambiare il nome in Fronte Nuovo delle Arti. A causa di una rottura dovuta alla necessità di provare esperienze in campo astratto, Giulio Turcato aderì poi con altri fuoriusciti al Gruppo degli Otto guidato da Lionello Venturi. Nel 1952 gli artisti del gruppo esordiscono alla Biennale d’Arte Internazionale di Venezia. Gli altri artisti erano Afro Basaldella, Renato Birolli, Antonio Corpora, Mattia Moreni, Ennio Morlotti, Giuseppe Santomaso e Emilio Vedova. Per descrivere lo stile della loro pittura Lionello Venturi coniò il termine di Astratto-Concreto.

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Bibliografia

  • Arte e lavoro. La collezione Verzocchi. Catalogo della mostra (Roma, 2 maggio 2004-13 giugno 2004), Palombi Editori, 2004, EAN: 9788876214349
  • C. Ambrosini (a cura di), La collezione Verzocchi, C. Ambrosini Editore: SAGEP, 2014, EAN: 9788863733327
  • Alberto Fiz, Giulio Turcato. Opere 1948-1992, Mazzoleni, 2005, EAN: 2570070795895

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 3 maggio 2021.

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Leggi La vita e tutte le opere di Giulio Turcato

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Giulio Turcato, Gli scaricatori, sul sito della Collezione Verzocchi di Forlì.

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