Gioacchino e Anna alla Porta Aurea di Giotto

Incontro di Gioacchino e Anna alla Porta Aurea è un affresco di Giotto appartenente alla decorazione della Cappella degli Scrovegni di Padova.

Giotto, Incontro di Gioacchino e Anna alla Porta Aurea, 1303-1306, affresco, 200×185 cm. Padova, Cappella degli Scrovegni

Descrizione

Incontro di Gioacchino e Anna alla Porta Aurea illustra un episodio della vita dei genitori di Maria. I due anziani coniugi si incontrano alla porta di Gerusalemme al rientro di Gioacchino. L’anziano infatti torna dal ritiro nel deserto insieme ad alcuni pastori in seguito all’annuncio da parte di un angelo della nascita di Maria. L’uomo era stato cacciato dal Tempio di Gerusalemme perché ritenuto sterile e quindi privo della benedizione divina. La premonizione di un angelo, avuta anche da Anna, lo convince poi a tornare. Gioacchino indossa un pesante e ampio mantello rosa e una aureola dorata intorno al capo. I suoi capelli e la sua barba sono ormai grigi e la sua apparenza e quella di un uomo maturo. Dietro di lui si vede un pastore che lo accompagna.

Anna è accorsa ad accoglierlo insieme a delle donne. Saluta il marito con una bacio ed un abbraccio. Anche Anna indossa un’ampia veste e una aureola dorata è dipinta intorno al suo capo. Le donne dietro di lei indossano vesti lunghe fino ai piedi e una di loro tiene un mantello piegato tra le braccia. Il loro livello sociale è indicato dal tipo di veste che indossano. L’incontro avviene su di ponte a schiena d’asino poco fuori le mura. La porta è sormontata da un arco dorato a tutto sesto. Si apre nelle mura possenti affiancate da due torrioni difensivi. Alla sommità della facciata sono dipinti dei merli ghibellini o papali dalla caratteristica insenatura a coda di rondine al centro.

Interpretazioni e simbologia

La vicenda di Gioacchino e Anna è narrata nel Protovangelo di san Giacomo e nello Pseudo Matteo. Inoltre alcune parti vennero elaborate nella “Legenda Aurea” di Jacopo da Varazze.

La porta aurea riprende il noto arco di Augusto di Rimini visto da Giotto probabilmente in seguito al soggiorno presso la cittadina durante il viaggio per Padova. Un ruolo particolare sembra avere la donna abbigliata in nero che si copre parzialmente il viso. Forse allude al precedente sospetto di Anna della morte di Gioacchino.

I Committenti e la storia espositiva

Giotto affrescò la Cappella degli Scrovegni su commissione di Enrico degli Scrovegni.

La storia dell’opera

Incontro di Gioacchino e Anna alla Porta Aurea è l’ultimo affresco realizzato da Giotto all’interno della Cappella degli Scrovegni a Padova. Si tratta di un ambiente attiguo al palazzo di proprietà di una famiglia di Padova molto facoltosa. Lo spazio rettangolare della cappella è coperto da una volta a botte. Lo illuminano con luce esterna alcune finestre a sesto acuto.

Il ciclo pittorico al quale appartiene l’affresco Incontro di Gioacchino e Anna alla Porta Aurea è dedicato alla vita di Maria e di Gesù. In particolare si tratta di uno dei sei affreschi che raccontano la storia dei genitori di Maria, Gioacchino e Anna.

Consulta anche le opere di Giotto intitolate: Il presepe di Greccio, Crocifisso di Santa Maria Novella, Madonna di Ognissanti.

Lo stile dell’affresco Gioacchino e Anna alla Porta Aurea di Giotto

Il modellato dei panneggi è semplice e le pieghe, parallele e lineari, sono descritte con volumi tondeggianti nelle vesti centrali, e spigolosi in quella di Gioacchino e della dama in rosso. Nella descrizione dei personaggi Giotto curò una dettagliata resa di particolari realistici. Il bacio tra Gioacchino e Anna è un momento molto espressivo e rivela la volontà di Giotto di raccontare l’evento in modo naturalistico.

Il colore e l’illuminazione

I colori sono chiari e non particolarmente saturi. L’illuminazione proviene dal centro-sinistra e scolpisce in modo energico le architetture della Porta Aurea. Inoltre un deciso chiaroscuro permette di mettere in rilievo i panneggi delle vesti.

Lo spazio

La prospettiva molto semplice dell’arco condiziona decisamente lo spazio dell’affresco Incontro di Gioacchino e Anna alla Porta Aurea. La mole imponente dell’architettura crea una spazialità solida e realistica. Anche l’arco del ponte contribuisce a misurare lo spazio nel quale avviene l’incontro. La Porta Aurea acquista infatti una decisa presenza volumetrica e l’ambiente è realmente presente, non semplicemente uno sfondo dipinto. Si nota questa intenzione di creare una presenza fisica del paesaggio anche nel brano di terreno roccioso dipinto alla base del torrione di destra.

La Composizione e l’inquadratura

L’inquadratura, quasi quadrata, incornicia interamente la Porta Aurea e i personaggi che agiscono sulla scena. Il taglio della figura del pastore a sinistra crea una suggestione di continuità spaziale. Infatti con questo espediente Giotto suggerisce la continuità della scena oltre il bordo del dipinto. Gioacchino e Anna nel loro abbraccio creano una piramide compositiva che cattura lo spazio e rende maggiormente espressivo l’incontro.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Giotto, Incontro di Gioacchino e Anna alla Porta Aurea, sul sito della Cappella degli Scrovegni di Padova.