Il Gioco del Toro. Un rituale atletico nel rispetto dell’animale protagonista

Nel Gioco del toro, gli atleti minoici che compiono le evoluzioni sul toro sacro creano una immagine in movimento del rituale religioso.

Gioco del toro, 1600 a.C., pittura parietale a secco Heraklion, Candia, Museo Archeologico di Heraklion

Un Gioco del Toro molto rispettoso del protagonista. Evoluzioni e capriole per dimostrare la propria abilità.

Nell’affresco, chiamato anche Affresco della taurocatapsia, è rappresentato il gioco del toro, animale molto importante nell’ambito della civiltà Minoica. L’opera venne scoperta su di un muro nella parte est del Palazzo di Cnosso. La rappresentazione è concepita come una sequenza della stessa scena. Prima, a sinistra, l’atleta afferra il toro per le corna. Poi, in centro esegue un salto mortale sopra il toro e, a destra, ricade in terra rimanendo in piedi. Il fondo è blu egizio acceso mentre il toro è in ocra rossa e bianco con le corna e gli zoccoli di colore ocra. Le figure femminili  di atlete, a destra e a sinistra, sono di colore bianco tendente al grigio. La figura centrale, maschile, invece, è rosso mattone. La luce del dipinto è ideale non si identifica alcuna sorgente luminosa.

Alcuni particolari, nel gioco del toro, ricordano lo stile degli affreschi egizi

Non vi sono sfumature e il chiaroscuro è assente. Il volto è disegnato di profilo mentre l’occhio frontalmente come nelle pitture egizie. Diversamente dagli egizi, gli artisti minoici, in questa immagine, rappresentano il torace degli atleti di profilo. La composizione è orizzontale con la figura del toro posta al centro e disegnata di profilo. I tre acrobati sono raffigurati, ritmicamente, con una traslazione regolare verso destra. Le linee di forza suggeriscono due direzioni incrociate. Il toro va verso sinistra, mentre, gli atleti procedono con le evoluzioni verso destra. Il centro focale dell’affresco è lo sguardo ipnotico, intenso e aggressivo del toro.

Consulta la pagina dedicata al dipinto parietale, Gioco del Toro, sul sito del Museo Archeologico di Heraklion di Candia.