Rondoni: linee andamentali + successioni dinamiche di Giacomo Balla

Giacomo Balla dipinse Rondoni: linee andamentali + successioni dinamiche con l’intenzione di indagare il movimento organico attraverso un volo di rondoni.

Giacomo Balla, Rondoni: linee andamentali + successioni dinamiche, 1913, olio su tela, 96.8 x 120 cm. New York, The Museum of Modern Art MoMA

Descrizione di Rondoni: linee andamentali + successioni dinamiche di Giacomo Balla

Nel dipinto di Giacomo Balla è rappresentato un volo di rondoni. Gli uccelli passano veloci di fronte ad una finestra che si intravede nello sfondo. La sagoma dei rondoni, con le ali aperte, si ripete lungo la traiettoria del movimento. Sullo sfondo del dipinto compare poi un prospetto architettonico. Si individuano infatti un balcone, una finestra e un canale di gronda. In primo piano un numero indefinito di rondoni volteggia e crea traiettorie ondulate.

Interpretazioni e simbologia di Rondoni: linee andamentali + successioni dinamiche di Giacomo Balla

Giacomo Balla fu tra i fondatori del Futurismo in arte. L’artista visse a lungo e la sua attività di ricerca fu impegnata nel tentativo di rappresentare il movimento. Inoltre fu promotore, con gli altri compagni, di opere celebranti il concetto di velocità. Balla si occupò così del movimento organico e del movimento meccanico.

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I committenti, le collezioni e la storia espositiva

Giacomo Balla tenne presso di sé Rondoni: linee andamentali + successioni dinamiche dal 1918 fino al 1948. Laurance P. Roberts (Direttore dell’American Academy, Roma) lo acquistò dall’artista per conto del The Museum of Modern Art di New York.

La storia dell’opera Rondoni: linee andamentali + successioni dinamiche di Giacomo Balla

Le immagini in movimento dei rondoni derivano probabilmente dalle sperimentazioni delle cronofotografie. Fu Étienne-Jules Marey, fisiologo francese, che nella seconda metà dell’Ottocento inventò il cronofotografo. Mudbrige realizzò poi celebri immagini di persone e animali in movimento usando questo strumento. Giacomo Balla considerò gli esiti della cronofotografia ma li adattò alla superficie pittorica. Infatti le cronofotografie sono immagini a sviluppo panoramico. Il soggetto è raffigurato interamente in posizioni diverse mentre compie l’azione. Giacomo Balla elaborò, invece, una tecnica figurativa che permetteva di rappresentare il movimento in forma pittorica.

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Lo stile del dipinto Rondoni: linee andamentali + successioni dinamiche di Giacomo Balla

Giacomo Balla creò un linguaggio estetico-figurativo per esprimere il movimento e la velocità. Infatti i futuristi consideravano come priorità assoluta descrivere la realtà nella sua componente dinamica.

Il colore e l’illuminazione

Lo sfondo del dipinto è freddo e colorato con un’ampia gamma di grigi. I rondoni sono realizzati in nero e bianco mentre le traiettorie sono gialle e azzurre, molto evidenti. I contrasti di luminosità sono accentuati in primo piano tra i rondoni e lo sfondo.

Lo spazio

Il dipinto rappresenta uno spazio frammentato in piani diversi. Questa costruzione è contemporanea a quella elaborata dal cubismo analitico. Nonostante questo, futuristi e cubisti furono in opposizione. Infatti i futuristi contestavano a Picasso e a Braque la concezione statica del reale. Anche i soggetti dei cubisti furono più tradizionali. Braque dipinse ritratti di figure umane con strumenti musicali. Picasso realizzò nature morte e ritratti.

La composizione e l’inquadratura

Le traiettorie del volo dei rondoni diventano direttrici ondulate sulle quali si sviluppa la composizione dell’opera.

Approfondimenti. I Manifesti di arte futurista

A partire dal 1909 il gruppo futurista elaborò una serie di scritti programmatici chiamati manifesti. Il primo fu il Manifesto del Futurismo pubblicato a Parigi il 20 Febbraio 1909. Seguirono il Manifesto della pittura futurista dell’11 Febbraio 1910, Contro la Venezia passatista del 27 aprile 1910. Seguirono il Manifesto tecnico della pittura Futurista l’11 aprile 1911 e il Manifesto della scultura futurista l’11 Aprile 1912. Infine, La pittura dei suoni, rumori e odori dell’11 agosto 1913 e il Manifesto dell’Aeropittura del 1929.

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Bibliografia

  • Fabio Benzi, Balla, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, 2001; 2002, EAN: 9788809019652

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 15 marzo 2020.

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