Galleria di Francesco I di Rosso Fiorentino

La Galleria di Francesco I di Rosso Fiorentino si trova nel castello di Fontainebleau e racchiude una importante serie di opere classicheggianti di epoca manierista.

Rosso Fiorentino, Galleria di Francesco I, 1535-1539. Castello di Fontainebleau, Galleria di Francesco I

Indice

Descrizione della Galleria di Francesco I di Rosso Fiorentino

Nella parte sinistra si trovano le scene che rappresentano passioni eccessive e comportamenti sconsiderati sono:

  • La battaglia fra centauri e lapiti
  • La perdita della gioventù perpetua
  • La vendetta di Nauplio
  • La morte di Aiace
  • L’educazione di Achille
  • Il bagno di Pallade

Nella parte a destra del Ritratto del sovrano, verso la testata ovest, sono rappresentate scene che illustrano comportamenti virtuosi:

  • I gemelli di Catania
  • Cleobis e Biton
  • L’unità dello Stato
  • L’Elefante reale
  • L’illuminazione di Francesco I
  • Il Sacrificio di Elia

Interpretazioni e simbologia della Galleria di Francesco I di Rosso Fiorentino

La salamandra nello stemma araldico di Francesco I di Francia

La salamandra fu nei secoli al centro di molte credenze. Infatti era considerata un animale in grado di resistere al fuoco e addirittura di estinguerlo. Inoltre fu associata anche alla figura di Cristo durante il Medioevo per via della sua presunta capacità di rinascere. Per questo la sua immagine piuttosto trasformata entrò a far parte di alcuni stemmi araldici come quello del duca di Mantova Federico II Gonzaga con il motto “Quod huic deest me torquet“. Tra i sovrani famosi che adottarono tale simbolo vi è Francesco I di Francia. Infatti la salamandra simboleggiava la resistenza verso i nemici, il male e il valore militare. Era infatti considerata in grado di estinguere il fuoco cattivo grazie alla produzione di fuoco buono. Il sovrano utilizzò anche il motto “Nutrisco et extinguo” che fa riferimento appunto alla capacità dell’animale di nutrire il fuoco buono ed estinguere il fuoco cattivo.

Il platonismo di Francesco I e la Galleria di Fontainebleau

Francesco I nutriva precisi interessi culturali. Il sovrano era infatti un seguace delle idee neoplatoniche legate a temi amorosi rappresentati in modo esplicito ma con forme classiche. Inoltre tutta la rappresentazione della Galleria si rapporta ad un tema filosofico che si identifica simbolicamente con la salamandra. Infatti questo animale fu il simbolo di Francesco I dal 1504. Il suo motto poi era: “notrisco al buono, stingo el reo“.

Nel Neoplatonismo l’amore è inteso in duplice modo proprio come il motto del sovrano. Il nutrimento dello spirito è permesso dall’amore ideale, rappresentato dalla Venere celeste del Neoplatonismo. Invece il fuoco della passione, la Venere terrestre neoplatonica, deve essere estinto (stingo el reo). L’amore spirituale viene così contrapposto all’amore carnale.

Il busto di Francesco I si trovava al centro della croce formata dalla struttura architettonica. Questa disposizione lo poneva quindi al centro delle quattro opere di contenuto amoroso delle testate e delle pareti. Idealmente Francesco I pone le spalle all’amore carnale rappresentato dal dipinto di Giove e Semele ed è rivolto verso l’amore celeste di Giove e Danae.

La disposizione simbolica delle opere nella Galleria di Fontainebleau

Nelle opere che Rosso Fiorentino dipinse per la Galleria di Fontainebleau si coglie la stessa dualità. Infatti la disposizione delle immagini segue uno schema con due dipinti a metà dei lati lunghi e due sulle testate. Le due opere alle testate erano: Venere e Bacco, alla testata ovest sopra la porta della camera del re e Venere e Cupido verso la Chapelle de la Trinité alla testata est.

Rosso Fiorentino dipinse così due opere che rappresentano l’amore carnale contrapposto all’amore celeste. Sulla parete nord poi si trovava un camerino con un affresco ovale che raffigurava l’Amore di Giove e Semele (amore carnale). Sulla parete opposta si trovava invece l’Amore di Giove e Danae (amore celeste). Ancora una volta Rosso dipinge le due forme di amore contrapposte.

Le altre dodici opere ad affresco sono distribuite sulle due pareti. I soggetti rappresentano gli effetti delle due forme d’amore. Il busto di Francesco I si trovava al centro della croce ideale formata dal corridoio centrale e dai camerini. L’opera è ora perduta e trovava posto sopra la porta del camerino. Una allegoria della Vittoria si trovava poi a destra del busto mentre a sinistra vi era una allegoria della Fama. Simbolicamente il busto di Francesco I volge le spalle al dipinto dell’Amore tra Semele e Giove. Invece la statua è rivolta verso l’amore celeste di Giove e Danae.

Il bene e il male. La scelta del sovrano e le scene simboliche nella Galleria di Francesco I

Guillaume Budé nel 1519 scrisse un trattato intitolato Institution du Prince dedicato a Francesco I di Francia. Nel testo Budé afferma che un sovrano è in grado di scegliere tra bene e male per volontà divina. Francesco I quindi doveva essere in grado di intraprendere la giusta governando con saggezza.

Nella Galleria, le scene a destra del ritratto di Francesco I rappresentano così il cammino onorevole, la parte sinistra invece le tentazioni che derivano dalla ricerca del piacere sensuale. Questa ripartizione tra giusti e corrotti si trova anche nelle rappresentazioni del Giudizio Universale. Infatti a destra di Gesù i sono i beati mentre a sinistra i dannati che sprofondano nell’inferno. 

Il passaggio dall’ellenismo al cristianesimo

Bodé scrisse anche un altro importante testo intitolato Le passage de l’hellénisme au christianisme (Il passaggio dall’ellenismo al cristianesimo). Questo testo permette di interpretare più a fondo il significato degli affreschi. L’insieme delle opere offre così due letture diverse. Una di esse illustra gli effetti sulla vita dell’uomo dell’amore carnale e di quello celeste attraverso scene storiche e mitologiche. L’altra invece offre un accompagnamento fisico per coloro che si spostano dalla camera di Francesco I, ad ovest, alla Chapelle de la Trinité sulla testata est. Percorrendo la Galleria il visitatore ripercorre idealmente l’evoluzione che dall’ellenismo pagano e carnale porta al cristianesimo spirituale e celeste.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Rosso Fiorentino ebbe l’incarico di rinnovare il volto della cultura di corte affrescando la Galleria di Francesco I. L’ambiente che trovò a corte fu estremamente fecondo di ispirazione per via delle personalità intellettuali e artistiche che si trovavano a Fontainebleau. Infatti gli storici sottolineano che in pochi luoghi in Europa la letteratura e l’arte erano spesso legate.

Il ciclo di affreschi progettato da Rosso Fiorentino prevedeva una lettura morale delle opere. Infatti l’osservatore partecipava ad un percorso di elevazione che lo portava dall’amore terreno a quello celeste. Inoltre i soggetti classici rappresentavano il mondo degli dei pagani che viene sostituito dalla religione cristiana. Visto poi che la Galleria conduceva alla cappella del castello costituiva anche un tramite ideale tra sacro e profano. Per ideare l’apparato iconografico del ciclo Francesco I si avvalse delle conoscenze di Guillaume Budè. Il cortigiano era un importante umanista e aveva l’incarico di bibliotecario del castello di Fontainebleau. Ogni parte del ciclo infine, illustra singole figure retoriche.

La storia della Galleria di Francesco I di Rosso Fiorentino

Tra gli anni 1530 e 1540, nell’ultima parte della sua vita, Rosso Fiorentino visse alla corte di Francesco I di Francia. Si trasferì infatti a Parigi e a Fontainebleau dove contribuì a diffondere il manierismo toscano. L’artista, però, non era il solo, infatti il re era circondato da personaggi di cultura toscani. Secondo Vasari, Francesco I concesse a Rosso Fiorentino una provvigione di quattrocento scudi e una casa a Parigi. A Fontainebleau poi lo nominò capo generale sopra tutte le fabbriche, pitture ed altri ornamenti.

La fuga in Francia di Rosso Fiorentino

A causa della situazione politica causata dall’assedio delle truppe di Carlo V a Firenze, nella primavera del 1530 Rosso Fiorentino lasciò Sansepolcro. Dopo una tappa a Venezia si recò in Francia presso la corte di Francesco I. Il sovrano lo accolse con grande favore e gli mise a disposizione servitori e cavalli. Rosso Fiorentino fu così uno dei protagonisti del rinnovamento culturale della corte insieme ad altri artisti quali Benvenuto Cellini, Niccolò dell’Abate e Primaticcio. Il re lo nominò canonico della Sainte Chapelle di Parigi e quindi lo incaricò di decorare la grande galleria del Castello di Fontainebleau. Inoltre insieme al Primaticcio dipinse le storie di Vertumno e Pomona in un padiglione del giardino.

Francesco I fece preparare le pareti della galleria per gli stucchi nel 1533. I lavori iniziarono così nell’aprile del 1534. Rosso Fiorentino invece iniziò a lavorare al ciclo pittorico a partire dal 1535 per terminare sul finire del 1539. Un documento che data 1529 permette di conoscere qualche dettaglio in più sulla storia della Galleria.

Per costruire l’edificio infatti fu necessario demolire alcuni corpi di fabbrica appartenenti al convento collegato al castello. Per questo Francesco I risarcì i monaci con una rendita. La funzione della Galleria era quella di collegare gli appartamenti reali con la chiesa del castello, la Chapelle de la Trinitè. Gli affreschi furono anche ammirati da Carlo V nella notte di Natale del 1539. Oggi i dipinti appaiono molto alterati e non è possibile valutare l’intera opera nella sua interezza e integrità originali.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile della Galleria di Francesco I di Rosso Fiorentino

L’artista manierista Rosso Fiorentino nacque a Firenze nel 1494 e fu allievo di Andrea Del Sarto col quale collaborò in alcune opere giovanili. Vasari nelle Vite considerò Rosso Fiorentino un grande artista dalle idee geniali e il carattere poliedrico. Nonostante questo ebbe difficili rapporti con i suoi contemporanei e con la committenza e fu costretto a partire da Firenze per giungere infine in Francia dove morì a Fontainebleau.

I personaggi dipinti da Rosso Fiorentino sono spesso poco aggraziati con fisionomie realistiche e quindi prive di idealizzazione. Inoltre le posizioni assunte risultano bizzarre e le mani atteggiate in modo poco aggraziato dalle dita scarne. Un’altra caratteristica dei dipinti del Rosso Fiorentino sono le vesti vaporose e panneggiate come se fossero mosse e gonfiate dal vento.

La tecnica

I dipinti che decorano la Galleria di Francesco I sono realizzati ad affresco.

Il colore e l’illuminazione

I colori dei dipinti sono tendenzialmente chiari.

Lo spazio

Le diverse scene sono ambientate in contesti utili alla narrazione.

La composizione e l’inquadratura

La decorazione della Galleria di Francesco I presenta una struttura complessa e rigorosa. L’ambiente presenta una disposizione simmetrica degli affreschi rispetto al corridoio centrale. La disposizione ordina le diverse immagini con una struttura a croce con al centro il busto di Francesco I. Inoltre anche ogni opera è progettata secondo uno schema ricorrente e circondata da scene secondarie. La figura di una salamandra, simbolo del sovrano, si trova in alto, e separa le diverse parti del ciclo. Scene alternate in affresco e stucco si trovano ai lati. Un cartiglio con una immagine riassuntiva del soggetto si trova in basso al centro dell’opera principale.

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Bibliografia

  • Antonio Natali, Rosso Fiorentino. Leggiadra maniera e terribilità di cose stravaganti, Silvana Collana: Monografie di grandi artisti, 2007, EAN: 9788836606313, ISBN 88-366-0631-8 C
  • Falciani, A. Natali, Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della «maniera». Catalogo della mostra (Firenze, 8 marzo-20 luglio 2014), C. Falciani, A. Natali Editore: Mandragora, 2014, EAN: 9788874612192
  • Ludovica Sebregondi, Antonio Natali, James Bradburne, Pontormo e Rosso Fiorentino a Firenze e in Toscana, Maschietto Editore, 2014, EAN: 9788863940657
  • Antonio Natali, Carlo Falciani, Rosso Fiorentino. Ediz. illustrata, Giunti Editore Collana: Dossier d’art, 2014, EAN: 9788809995277
  • Flavio Unia, Rosso Fiorentino. L’incanto e lo spavento, Curatore: Luca Stefano Cristini, Soldiershop Collana: Bookmoon art, 2017, EAN: 9788893272902

La scheda è quasi completa. Ancora qualche giorno di pazienza, grazie per la tua visita!

La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 2 marzo 2020.

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