Danae di Rosso Fiorentino

Danae di Rosso Fiorentino è un dipinto che l’artista manierista realizzò a Fontainebleau per la Galleria di Francesco I re di Francia.

Rosso Fiorentino, Danae, 1535-1539, affresco. Castello di Fontainebleau, Galleria di Francesco I

Indice

Descrizione della Danae di Rosso Fiorentino

La giovane nuda è distesa su un letto e poggia su cuscini decorati sulla destra dell’ovale. Intanto dall’alto attraverso una nuvola grigia scende la pioggia di monete d’oro che proviene da Zeus. La vecchia ancella si trova al fondo del letto sulla sinistra e verso di lei procede un amorino. Un altro amorino inoltre si trova al di la del letto e si china come per raccogliere le monete.

Interpretazioni e simbologia della Danae di Rosso Fiorentino

Danae è un’opera di Rosso Fiorentino che si trova a metà della parete sud della Galleria di Francesco I. Il ciclo comprende 12 scene e 4 dipinti sulle testate e a metà delle pareti lunghe. Rosso Fiorentino dipinse le scene con soggetti classici e tratti dalla mitologia per interpretare le idee neoplatoniche sulla duplicità dell’amore. Secondo tali principi infatti l’amore si manifesta come amore carnale e amore celeste.

L’Amore di Giove e Danae rappresenta così l’amore celeste mentre l’Amore di Giove e Semele l’amore carnale. Questo dipinto ora perduto di trovava infatti a metà della parete nord contrapposto a Danae. La giovane era figlia di Acrisio al quale l’oracolo di Delphi fece una tremenda predizione. Il padre così la rinchiuse ma Zeus riuscì a fecondarla tramite una pioggia dorata. Danae partorì quindi un bambino che venne chiamato Perseo. Acrisio però rinchiuse madre e figlio all’interno di una cassa e la gettò nel mare. Fortunatamente Ditti, fratello del re Polidette, la ritrovò sull’isola di Sirifo e liberò Danae e Perseo. Nel dipinto di Rosso Fiorentino la pioggia dorata proviene dalla salamandra che si trova sulla cornice in alto.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Il dipinto che riproduce la scena dell’Amore di Giove e Danae fa parte della commissione della Galleria di Francesco I di Francia. Rosso Fiorentino iniziò a dipingere queste opere a partire dal 1535 e terminò nel 1539.

La storia dell’opera Danae di Rosso Fiorentino

Nella primavera del 1530 Rosso Fiorentino lasciò Borgo Sansepolcro per raggiungere Venezia. Infatti le truppe di Carlo V avevano assediato Firenze e una nuova corte aveva sostituito la Repubblica. L’artista grazie a Pietro Aretino incontrò a Venezia l’ambasciatore francese che mediò presso Francesco I di Francia. Rosso Fiorentino si trasferì quindi a Parigi dove il sovrano lo accolse con tutti gli onori. Francesco I infatti era desideroso di rinnovare il volto della sua corte basandosi sui principi della filosofia Neoplatonica. Proprio gli artisti manieristi come Rosso Fiorentino erano furono i protagonisti di questo rinnovamento.

Esiste un disegno del Primaticcio che riprende l’affresco di Rosso Fiorentino.

Danae e la pioggia d’oro del Primaticcio
Danae e la pioggia d’oro del Primaticcio

Francesco Primaticcio, detto il Bologna, Danae e la pioggia d’oro, 1542, penna, inchiostro bruno, guazzo bianco parzialmente ossidato, 22,8 x 30,6 cm. Chantilly, Musée Condé, Cabinet des dessins

Consulta la pagina dedicata al disegno del Primaticcio, Danae e la pioggia d’oro, sul sito della Cattedra di Iconografia e Iconologia, Dipartimento di Storia dell’arte e spettacolo, Facoltà di Lettere e Filosofia, Sapienza Università di Roma.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile del dipinto Danae di Rosso Fiorentino

Il manierista Rosso Fiorentino fu un protagonista dell’arte italiana e francese del primo Cinquecento. Fu allievo di Andrea Del Sarto a Firenze ma ebbe difficili rapporti con i committenti del territorio. Quindi fu costretto a girovagare per l’Italia finendo infine presso la corte di Francesco I in Francia. Morì così a Fontainebleau nel 1540 dopo aver realizzato la famosa galleria di Francesco I.

Non fu un artista particolarmente accomodante con i suoi committenti ma il Vasari lo considerò nelle sue Vite poliedrico e geniale ammirando molto la sua arte. I suoi personaggi sono caratterizzati da fisionomie scarne e spigolose. Anche le posizioni assunte dai corpi risultano bizzarre e la pittura e spesso virtuosistica come in molti altri casi di manieristi. Le vesti che ricoprono i personaggi inoltre si caratterizzano per un’ampia volumetria provocata dall’aria che le gonfia.

La tecnica

Il dipinto di Rosso Fiorentino è un affresco su parete.

Il colore e l’illuminazione

Il dipinto presenta una dominanza di colori caldi. Inoltre il rosso di panneggi e arredi entra in contrasto di complementarietà con le zone dipinte di verde. Tali contrasti creano un maggior movimento nella composizione.

Lo spazio

Danae e gli altri personaggi si trovano all’interno di un ambiente chiuso decorato con arredi classici.

La composizione e l’inquadratura

L’opera è di forma ovale e le figure al suo interno si adeguano ai bordi del dipinto.

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Bibliografia

  • Antonio Natali, Rosso Fiorentino. Leggiadra maniera e terribilità di cose stravaganti, Silvana Collana: Monografie di grandi artisti, 2007, EAN: 9788836606313, ISBN 88-366-0631-8 C
  • Falciani, A. Natali, Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della «maniera». Catalogo della mostra (Firenze, 8 marzo-20 luglio 2014), C. Falciani, A. Natali Editore: Mandragora, 2014, EAN: 9788874612192
  • Ludovica Sebregondi, Antonio Natali, James Bradburne, Pontormo e Rosso Fiorentino a Firenze e in Toscana, Maschietto Editore, 2014, EAN: 9788863940657
  • Antonio Natali, Carlo Falciani, Rosso Fiorentino. Ediz. illustrata, Giunti Editore Collana: Dossier d’art, 2014, EAN: 9788809995277
  • Flavio Unia, Rosso Fiorentino. L’incanto e lo spavento, Curatore: Luca Stefano Cristini, Soldiershop Collana: Bookmoon art, 2017, EAN: 9788893272902

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 2 marzo 2020.

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