Ritratto di donna di Filippo De Pisis

In seguito all’aggravarsi del suo stato mentale, Filippo de Pisis, nel 1948, si ricoverò presso la clinica Villa Fiorita di Brugherio. Ritratto di donna, probabilmente, raffigura una inserviente della struttura.

Filippo De Pisis, Ritratto di donna, 1950, olio su cartone telato, cm 55 x 44. Milano, Pinacoteca di Brera

Descrizione. Un volto della malattia

Il busto di una donna si staglia netto contro uno sfondo vuoto e chiarissimo. Il corpo è frontale e il viso rappresentato con un leggero tre quarti verso destra. La donna, dall’apparente mezza età, indossa un abito scuro e molto semplice. I capelli sono raccolti dietro la testa a formare un’acconciatura severa ed essenziale. Gli unici accessori decorativi, portati alla donna, sono, infatti, un piccolo orecchino scuro e una spilla sullo scollo dell’abito. Lo sguardo è puntato decisamente in avanti e rivela, così, un’espressione seria e determinata mentre le gote arrossate rivelano, forse, un certo affanno.

Interpretazioni

L’artista, alla data del dipinto, nel 1950, risiedeva, ormai, da due anni, stabilmente, presso la clinica villa fiorita di Brugherio. A partire dai primi cenni del disturbo mentale tra il 1946 e il 1947, la condizione di salute di Filippo de Pisis peggiorò, così, fino al crollo psichico del 1948. Durante i soggiorni presso la struttura di Brugherio l’artista realizzò alcune opere tra le quali Ritratto di donna che rappresenta, probabilmente, una inserviente. Il viso della donna pare alienato e malato condizione che de Pisis, sentendo propria, volle, forse, proiettare sul ritratto femminile.

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Lo stile del Ritratto di donna di Filippo De Pisis

Ormai lontani i leggeri tocchi di colori definiti da Montale pittura a zampe di gallina, come nel dipinto Le Peonie, le pennellate in Ritratto di donna si fanno pesanti. Le campiture che si formano colorano di toni spenti e terrosi il ritratto riservando al fondo un grigio chiaro, derivato dalla fusione di due complementari, l’azzurro e l’ocra. Il volto della donna è la risultante di un incarnato rosa e giallo, macchiato da arrossamenti quasi violacei. La luce è violenta e descrive senza atmosfera la figura della donna. La spazialità, poi, viene negata dal fondo bidimensionale privo anche di ombre. L’inquadratura, infine, spinge in basso la donna che sembra schiacciata dall’alta porzione di sfondo che incombe sopra la figura.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Filippo De Pisis, Ritratto di donna, sul sito della Pinacoteca di Brera di Milano.