Natura morta marina con la penna di Filippo De Pisis

In seguito al vero e proprio crollo psichico che Filippo de Pisis subì nel 1948 il suo stato mentale peggiorò progressivamente. Natura morta marina con la penna è uno degli ultimi dipinti che precedono l’aggravamento definitivo del 1954.

Filippo De Pisis, Natura morta marina con la penna, 1953, olio su tela, cm 50 × 64. Milano, Pinacoteca di Brera

Descrizione. La leggerezza della fine

Una penna isolata è poggiata sulla sabbia. Intorno ad essa vi sono quattro ciottoli o piccole conchiglie. Gli oggetti sono distribuiti sulla spiaggia distanti e nemmeno le loro ombre entrano in contatto. Verso l’alto, poi, corre la linea dell’orizzonte che coincide con quella del bagnasciuga. Si vedono, infatti, veloci movimenti di onde che si infrangono sulla spiaggia. Quattro gabbiani, infine, volano isolati nel cielo nuvoloso.

Interpretazioni

Filippo de Pisis, ricoverato presso la clinica Villa Fiorita di Brugherio, dal 1948, dipinse alcuni lavori considerati suoi capolavori. La condizione mentale lo portò, così, a creare delle opere che rispecchiano la sofferenza e descrivono la condizione di ammalato presso la struttura. Ritratto di donna del 1950 è, forse, l’immagine di una inserviente della struttura medica. In Natura morta marina con la penna si coglie una sensazione di smarrimento e solitudine espressa con grande senso poetico. La scelta del soggetto, i colori e l’inquadratura concorrono, così, a rendere l’immagine un testamento umano e artistico di Filippo de Pisis.

Lo stile del dipinto Natura morta marina con la penna di Filippo de Pisis

Diversamente dalle opere della piena maturità di Filippo de Pisis come le nature morte parigine, Grandi fiori, Natura morta con cestino e frutta o Le peonie il segno pittorico si appesantisce. Le pennellate sono cariche di colore materico, lontane dai leggeri tocchi di colore definiti pittura a zampa di gallina da Eugenio Montale. I colori saturi sono spariti come la gioia delle composizioni floreali. Restano grigi, neri, bianchi e un freddo riflesso azzurrino nel cielo che si riflette sugli oggetti sparsi sulla sabbia. Lo spazio è contratto e limitato ad un primissimo piano, quasi una vista da terra, che proietta lontano, il mare. Oltre gli oggetti, in primo piano, non vi è nulla e la profondità è annullata dalla linea dell’orizzonte che rappresenta, simbolicamente l’ultimo passo verso l’infinito.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Filippo De Pisis, Natura morta marina con la penna, sul sito della Pinacoteca di Brera di Milano.