Fiori alla finestra di Filippo De Pisis

Il sole del mezzogiorno francese entra nella stanza e illumina il mazzo di Fiori alla finestra. La natura morta è solo un pretesto per creare un’atmosfera solare e luminosa che rasenta l’astrazione.

Filippo de Pisis, Fiori alla finestra, 1938, olio su tela, cm 76 x 63. Milano, Pinacoteca di Brera

Descrizione. Il sole del sud della Francia illumina i fiori recisi tanto amati da Filippo de Pisis

Sul davanzale della finestra che si spalanca su di un assolato paesaggio del sud della Francia è posato un gran mazzo di fiori. Le imposte sono aperte al massimo per lasciare entrare l’aria e la luce che illumina l’intera stanza. Nel vaso panciuto sono raccolti fiori di ogni genere e di ogni colore mentre sullo sfondo si apre un paesaggio di colline immerse nella sole. In alto il cielo terso evoca una bellissima giornata estiva. Filippo de Pisis dipinse costantemente mazzi di fiori recisi che erano una sua passione fin dall’adolescenza. L’evoluzione della sua pittura si può, quindi cogliere in dipinti come Le peonie, Natura morta con fiori e bottiglia, Fiori nel bicchiere e libro.

Lo stile del dipinto Fiori alla finestra di Filippo De Pisis

Ad un anno dalla sua partenza per rientrare in Italia, Filippo de Pisis dipinse Fiori alla finestra, una natura morta spensierata e, pare, felice. La sua passione per la botanica e i fiori recisi si coglie dall’ampio spazio che l’artista riservò al mazzo di fiori. Le colline del mezzogiorno francese fornirono, probabilmente, molti soggetti a de Pisis oltre a luce e stimoli positivi.

Il suo stile a zampa di mosca, come lo definì Montale, si ritrova nella costruzione veloce e poetica, di corolle, petali e foglie. L’ambiente, invece è realizzato attraverso campiture più omogenee di colori puri. I fiori brillano grazie alle pennellate accostate, di diversi colori che creano contrasti e chiaroscuri. Il cielo e le colline dipinti con colori puri e saturi, creano una solare atmosfera estiva che sembra inondare di luce la scena.

La disposizione in obliquo degli arredi, solita di molte nature morte di de Pisis, anche in Fiori alla finestra, movimenta lo spazio e crea una dimensione che corre in profondità. Il davanzale, infatti, sale dall’angolo sinistro del dipinto e si incrocia, ortogonalmente, con il battente dell’infisso di sinistra, che sale fino al bordo superiore del dipinto. Lo spazio interno, poi, si integra e si apre, come in un volo verso l’esterno, verso il quale sembrano proiettarsi i rametti immersi nel vaso.

Una composizione leggera e luminosa come il sole del sud

La composizione, ancorata sul grande mazzo di fiori, non subisce il peso di questa centralità. Il grande fiore rosso sembra esplodere come un fuoco artificiale seguito dagli altri fiori. I colori e le forme si espandono dal centro del mazzo e conquistano lo spazio circostante, alleggerendolo. Inoltre, lo spazio riservato al cielo, che rappresenta poco meno della metà del dipinto, invece di incombere, sembra richiamare a se la materia. I muri, gli infissi, i fiori e le colline sembrano evaporare e salire per raggiungere l’azzurro del cielo.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Filippo De Pisis, Fiori alla finestra, sul sito della Pinacoteca di Brera di Milano.