Le peonie di Filippo De Pisis

Con Le peonie l’artista crea un legame simbolico tra i fiori recisi, e destinati a seccare, e Arianna che attende invano Teseo e si consuma, invecchiando, nell’attesa.

Filippo De Pisis, Le peonie, 1936, olio su tela, cm 65 x 80. Milano, Pinacoteca di Brera

Descrizione. Arianna e la fine della bellezza

Le peonie recise sono raccolte all’interno di un cesto di vimini appoggiato su un tavolino del quale si vede solamente il piano. Sulla parete di fondo è posto un quadro nel quale è raffigurata Arianna. A sinistra si intravede un secondo dipinto del quale è rappresentata solo una piccola porzione.

Interpretazioni critiche del dipinto Le peonie

De Pisis amava molto i fiori recisi. Infatti, già nella sua adolescenza prese a raccogliere erbe e fiori per realizzare un erbario che donerà in seguito all’orto botanico di Padova. La scelta di utilizzare Le peonie e non immergerle in un vaso d’acqua abbrevia la vita dei fiori. La loro esposizione, all’interno di un semplice cestino, renderà ancora più breve la loro bellezza. Presto saranno un triste mazzo di fiori secchi dai quali sarà fuggita, ormai, ogni freschezza.

L’accostamento con la figura di Arianna rinforza questa lettura critica. Arianna venne abbandonata da Teseo. Il giovane scelse la conoscenza piuttosto che l’amore. La figura mitologica di Arianna è, quindi il simbolo di una malinconica attesa nella consapevolezza che l’amore, la giovinezza e la bellezza finiranno.

L’analisi dell’opera continua dopo questo avviso!

Esami 2020-2021

Comincia a pensare all’esame. Consulta la pagina: Tesi, tesine o mappe concettuali.

Inoltre nuovi materiali per aiutarti nel lavoro: La descrizione del ritratto, La descrizione del paesaggio

Suggerimenti e link utili per implementare una corretta didattica online o didattica a distanza, nel periodo di emergenza virus. Consulta la pagina: Didattica online.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile del dipinto Le peonie di Filippo de Pisis

Le influenze metafisiche che Filippo de Pisis coltivò agli inizi della sua carriera artistica sono citate nel quadro di Arianna. Infatti a Ferrara, intorno al 1915, l’artista conobbe Giorgio de Chirico e il fratello Alberto Savinio e nel 1917 Carrà. L’immagine di Arianna raffigurata nel dipinto, in alto, è una citazione da un dipinto di de Chirico. Le pennellate che de Pisis utilizza per costruire la superficie degli oggetti sono veloci e spezzate. Iniziò, infatti, dagli anni Trenta, la ricerca tecnica che lo porterà ad utilizzare dei segni calligrafici definiti da Eugenio Montale, suo amico, segni di mosca.

I colori utilizzati per Le peonie sono caldi e molto saturi mentre lo sfondo, compreso il dipinto di Arianna, risulta grigio-azzurro. Se si osserva attentamente, però, si nota come il colore delle pareti venga determinato da pennellate di colori complementari, arancio e grigio. L’unione di due complementari crea un grigio con dominanti che variano rispetto alla maggiore o minore quantità di uno dei due colori.

Il tavolino è posto in obliquo rispetto al piano della parete, frontale al piano della superficie dipinta. Questo espediente crea una spazialità prospettica e suggerisce una leggibile profondità dello spazio. Filippo de Pisis ha costruito lo spazio allo stesso modo in altri dipinti precedenti come Natura morta marina con scampi. Il cestino, invece, è frontale come in Grandi fiori.

L’inquadratura incornicia in modo arioso il cesto di fiori e il dipinto in alto. La scelta di inserire la porzione di un altro dipinto a sinistra crea un’aspettativa spaziale suggerendo la continuazione della scena oltre il piano dipinto come nei dipinti Degas.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Filippo De Pisis, Le peonie, sul sito della Pinacoteca di Brera di Milano.