Età del bronzo di Auguste Rodin

Auguste Rodin propose la scultura intitolata Età del bronzo alla giuria del Salon del 1877, di Parigi, dove venne considerata un calco e quindi relegata in una posizione di poca importanza.

Auguste Rodin, Età del bronzo (L’Âge d’airain), 1877, fusione in bronzo, altezza. 180.5 cm ; larghezza 68.5 cm ; profondità 54.5 cm. Meudon, Musée Rodin

Descrizione

La scultura Età del bronzo di Auguste Rodin raffigura un giovane uomo, nudo e in piedi. Il volto del ragazzo è sollevato e leggermente ruotato a sinistra. Il braccio destro è in alto, con la mano posata sul capo, tra i capelli corti. Il braccio sinistro, invece, è flesso verso il corpo. Il busto assume una leggera torsione per via della posizione assunta dalle gambe. I piedi poggiano vicini su una piccola base. La gamba sinistra sostiene il corpo mentre la destra è flessa e abbandonata in posizione di riposo. Questa asimmetria determina la leggera rotazione del busto. 

Interpretazioni e simbologia

L’opera si intitola anche L’uomo che veglia o I vinti. Nell’intenzione di Rodin la scultura evoca un uomo appartenente alle prime civiltà. Infatti, in origine, il protagonista aveva una lancia nella mano sinistra. Rodin rimosse in seguito l’arma per rendere più pulito il gesto del ragazzo. Il protagonista, rappresentante della prima umanità, sembra sospeso in un momento di risveglio espressivo.

I Committenti e la storia espositiva

L’esemplare de L’età del bronzo di Rodin custodito presso il Musée Rodin fu realizzato nelle fonderie Alexis Rudier prima del 1916. Kate Seney Simpson, una dei fondatori della collezione Rodin, donò, invece, la fusione che si trova al Metropolitan Museum of Art di New York.

Età del bronzo di Auguste Rodin, esemplare esposto al Metropolitan Museum of Art di New York
Età del bronzo di Auguste Rodin, esemplare esposto al Metropolitan Museum of Art di New York

La storia dell’opera

All’età di circa trent’anni, Rodin, era impegnato come garzone nella bottega di uno scultore. Il lavoro era duro e permetteva una stentata vita a lui e alla moglie Rose. A quel tempo l’artista era intenzionato a diventare uno scultore rinomato. Così, nel 1877 decise di presentare un’opera alla giuria del prestigioso Salon di Parigi. Rodin però non apparteneva ad un gruppo influente. Con la partecipazione al Salon, Rodin avrebbe potuto ottenere qualche commissione importante.

L’artista presentò così la scultura intitolata L’età del bronzo, un nudo maschile in gesso. Rodin aveva già esposto l’opera presso il Circolo Artistico di Bruxelles nello stesso anno. Il nudo era molto realistico e fu proposto con il titolo di Età del Ferro. La giuria, funzionari, critici e membri delle belle arti, criticò per questo, pesantemente l’opera. Collocarono, così, scultura in una posizione marginale e a Rodin fu contestato lo stile lontano dai modelli decorativi dell’epoca. Inoltre, fatto ancora più grave, considerarono la figura del giovane nudo un calco.

Età del bronzo di Auguste Rodin, fotografia del modello Auguste Ney
Età del bronzo di Auguste Rodin, fotografia del modello Auguste Ney

Fu, quindi, istituita una commissione di inchiesta che lo condannò. Per dimostrare la propria onestà Rodin fece, così, realmente il calco del modello, un soldato belga di nome Auguste Ney. Spedì poi la documentazione e il calco alla giuria del Salon che, però, non aprì nemmeno la cassa.

Nel 1880 un incontro importante cambiò il destino di Rodin. Edmond Turquet, ministro francese delle Belle Arti volle compensare l’artista del torto subito e gli commissionò una fusione dell’Età del bronzo. Questo incontro favorì, inoltre, la commissione a Rodin della Porta dell’Inferno.

Consulta anche l’opera di Rodin intitolata: Il pensatore

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Lo stile della scultura Età del bronzo di Auguste Rodin

Lo stile dell’opera è fortemente realistico. Per questo Rodin fu accusato di aver realizzato direttamente un calco sul corpo del giovane soldato che posò per la scultura. La muscolatura non è idealizzata e i fasci muscolari non sono modellati in modo distinto come su di una statua classicheggiante. Infatti si intuisce, in alcune zone, la presenza della pelle che ammorbidisce le rilevanze muscolari. Inoltre l’opera è anche lontana dal decorativismo accademico. Il soggetto, infatti, pur essendo la rappresentazione di un giovane dal corpo piacevole, non è elegantemente aggraziato, ma colto in una posa naturale. Fu, forse, questo naturalismo a scandalizzare la giuria.

La luce sulla scultura

La statua Età del bronzo di Rodin è in bronzo e molto scuro. La luce, quindi, crea decisi contrasti che mettono in evidenza le rilevanze del corpo.

Approfondisci con le altre opere di Auguste Rodin intitolate: I borghesi di Calais, Fugit Amor.

Interazione con lo spazio

Età del bronzo di Auguste Rodin è una statua che richiede, prima di tutto, una visione frontale. L’artista, comunque, modellò l’opera in ogni sua parte e, quindi, sono apprezzabili anche altri punti di vista come quello dal quale si apprezza il profilo del giovane.

La struttura della statua

La scultura di Rodin è sviluppata sulla verticale. Tale linea collega lo spazio di incontro dei piedi, il centro del ventre e del torace e il muscolo sternocleidomastoideo, teso nella parte sinistra del collo. Le braccia alzate creano una dimensione obliqua che collega i due gomiti. Tale linea è equilibrata da una linea obliqua che, invece, sale da sinistra e collega le ginocchia.

Consulta la pagina dedicata alla scultura di Auguste Rodin, Età del bronzo (L’Âge d’airain), sul sito del Musée Rodin di Meudon.