Esecuzione dell’imperatore Massimiliano del Messico di Édouard Manet

L’esecuzione dell’imperatore Massimiliano del Messico fu dipinta da Édouard Manet in seguito al drammatico esempio di portata internazionale.

Édouard Manet, L’esecuzione dell’imperatore Massimiliano del Messico, 1868, olio su tela, 252 x 305 cm. Mannheim, Kunsthalle

Descrizione

Un gruppo di soldati, in piedi al centro dell’opera, forma un plotone di esecuzione. Indossano divise nere con ampi pantaloni. Portano anche una spada al fianco sinistro, una cintura e ghette bianche e un cappello alto con visiera. I militari impugnano i fucili contro i tre uomini a sinistra. Dalla canna del fucile esce una fiamma e del fumo. L’ufficiale con berretto rosso, che li comanda, staziona in piedi a destra. Tiene tra le mani un fucile puntato verso l’alto. L’uomo al centro è l’Imperatore Massimiliano del Messico. È riconoscibile per la sua barba chiara e lo sguardo fiero e deciso. Indossa un abito elegante e formale e un ampio cappello circolare. Tiene per mano l’uomo alla sua destra. L’esecuzione avviene contro un alto muro grigio sul quale si trovano alcuni spettatori. Sullo sfondo è rappresentato un paesaggio collinare.

Interpretazioni e simbologia

Il dipinto intitolato L’esecuzione dell’Imperatore Massimiliano del Messico si riferisce alla ribellione del Messico e alla fucilazione dell’Imperatore avvenuta nel giugno 1867. I quotidiani dell’epoca riportarono la notizia in tutto il mondo. Édouard Manet decise, così, di raffigurare l’evento di portata internazionale.

La storia dell’opera

Esistono quattro versioni del dipinto di Manet intitolato L’esecuzione dell’imperatore Massimiliano del Messico. Si trovano presso il Museum of Fine Arts di Boston, la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen, la National Gallery di Londra e lo Städtische Kunsthalle di Mannheim, in Germania.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Lo stile del dipinto L’esecuzione dell’imperatore Massimiliano del Messico di Édouard Manet

Édouard Manet non si definì un pittore realista o impressionista. Infatti, nonostante le sue simpatie verso gli artisti impressionisti non partecipò alla loro esposizioni. Piuttosto, rappresentò il passaggio tra realismo e impressionismo. Manet propose una pittura realistica rispetto all’accademismo del suo maestro Couture. L’artista decise, così, di esprimersi con uno stile vicino al popolo. Alle scene della mitologia preferì quelle della cruda realtà del suo tempo provocando reazioni scandalizzate di critica e pubblico. Sul piano della tecnica di rappresentazione Manet fu ugualmente rivoluzionario. Infatti fece a meno della prospettiva geometrica ispirandosi alle stampe giapponesi in voga al tempo. Dipinse, quindi, figure bidimensionali e prive di volume. Fece ricorso alla linea di contorno, a forti contrasti e ad una attenta armonizzazione dei colori. Quest’ultima caratteristica del suo stile contribuisce a definirlo come pittore pre-impressionista.

La tecnica

Nel dipinto, Manet utilizzò la pittura ad olio stesa sulla tela con pennellate larghe e molto compatte. Spesso i suoi dipinti si basano su annotazioni e schizzi realizzati dal vero.

Il colore e l’illuminazione

L’esecuzione dell’imperatore Massimiliano del Messico è un dipinto dalle tonalità fredde. I colori più diffusi sono il grigio, l’ocra e il nero. Invece, il verde e l’azzurro della collina sono quelli più saturi. I contrasti sono particolarmente forti nel primo piano e sulla collina. Infatti, la massa scura delle divise è ritagliata conto il suolo chiaro. La scena è illuminata da una intensa luce solare e frontale che crea lunghe ombre scure sul terreno.

Approfondisci con le altre opere di Édouard Manet intitolate: Il bar delle Folies-Bergère, La colazione sull’erba.

Lo spazio

La scena è ambientata in uno spazio esterno e delimitato da un muro di mattoni. Al di la si apre un paesaggio collinare. Gli indicatori spaziali che permettono di percepire la struttura dello spazio e la profondità sono la sovrapposizione dei personaggi e la loro progressiva diminuzione. Inoltre, le forme più lontane sono dipinte verso l’alto del quadro. Il punto di vista utilizzato da Manet per riprodurre la scena è alto e permette di osservare l’evento nella sua drammatica totalità.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto di Édouard Manet che racconta L’esecuzione dell’imperatore Massimiliano del Messico è rettangolare con sviluppo orizzontale. In tal modo l’artista inquadrò interamente il plotone e i condannati a sinistra. La metà inferiore del dipinto è occupata dai militari che compiono l’esecuzione. Invece, poco meno della metà inferiore è destinata al paesaggio e agli spettatori arrampicati sul muretto. Nel dipinto, in primo piano, prevalgono le verticali delle figure umane. Invece, negli elementi dell’ambiente sono prevalenti le linee orizzontali riprese dalle canne dei fucili.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Édouard Manet, Titolo, sul sito della Kunsthalle di Mannheim.