Dopo il duello di Antonio Mancini

In Dopo il duello di Antonio Mancini l’adolescente in abiti eleganti è il modello che compare in molti dipinti dell’artista.

Antonio Mancini, Dopo il duello, 1872, olio su tela, 162 x 105 cm. Torino, Galleria Civica d’Arte Moderna

Descrizione

L’adolescente raffigurato nel dipinto di Antonio Mancini intitolato Dopo il Duello indossa eleganti abiti borghesi. Il suo viso esprime una intensa emozione. Il giovane sembra sconvolto dal duello. La mano destra indossa un guanto ed è poggiata contro il petto. La sinistra, invece, è rivolta verso la parete contro la quale si appoggia. L’ombra di un adulto si proietta a sinistra e sembra incombere sul ragazzo. Infine, di fronte a lui sono abbandonate la spada e una camicia insanguinata sulla quale compaiono impronte di mani.

Interpretazioni e simbologia

L’atmosfera del dipinto è teatrale. La posa del protagonista, infatti, suggerisce un dramma compiuto. Il volto del ragazzo esprime angoscia e apprensione. Inoltre, l’ombra che si proietta a sinistra acuisce il senso di mistero.

I Committenti, le collezioni e la storia espositiva

Antonio Mancini nacque nel 1852, quindi, Dopo il duello, del 1872, si può considerare una sua opera giovanile. La Gam di Torino acquistò il dipinto Dopo il duello da Eugenio Ventura, di Torino, nel 1935

La storia dell’opera

Il giovane modello che posò per il dipinto di Antonio Mancini compare in molte sue opere. Il ragazzo a volte assunse i panni di uno scugnizzo, altre volte di saltimbanco.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Lo stile del dipinto Dopo il duello di Antonio Mancini

Antonio Mancini non aderì alle sperimentazioni artistiche europee. Nonostante i numerosi viaggi a Parigi, infatti, rimase fedele al Naturalismo italiano dell’Ottocento. Rappresentò, come nel caso di Dopo il duello, scene popolari o di genere, con valenza narrativa. Le figure sono dipinte con pennellate sfumate e le superfici dettagliate. Soprattutto la camicia insanguinata è curata nei dettagli come il colletto dell’adolescente.

Il colore e l’illuminazione

Dopo il duello è un dipinto dalle tonalità calde. La parete che fa da sfondo al ritratto è colorata con giallo-arancio sul quale si stagliano le ombre più scure. Il pavimento è marrone, illuminato al centro, in corrispondenza delle scarpe del ragazzo. La camicia bianca crea un deciso contrasto con lo zoccolo scuro. Inoltre l’abito del protagonista spicca in modo evidente contro il colore acceso della parete. La scena è illuminata frontalmente e da destra. Infatti, si creano delle nette ombre contro il muro di fondo.

Approfondisci con l’opera di Filippo Palizzi, Monelli di strada

Lo spazio

La profondità della scena, dal primo piano alla parete di fondo, è suggerita dal tappeto che ricopre il pavimento. Inoltre, il sostegno della camicia e della lama, se osservato in basso, chiarisce la sua posizione in rapporto a quella arretrata del ragazzo. L’immagine, comunque, risulta strutturata sulle ortogonali create dalle decorazioni della parete.

La composizione e l’inquadratura

Dopo il duello è un dipinto sviluppato in verticale. L’inquadratura favorisce, così, la figura del ragazzo che viene rappresentata in tutta la sua altezza. In primo piano, è dipinta la camicia insanguinata, poggiata sulla lama. In basso, un tappeto copre il pavimento e prosegue in avanti, oltre il fronte del dipinto. La figura del ragazzo si trova addossata alla parete di fondo. Il punto di vista è leggermente più in basso del volto del protagonista. In questo modo la sua immagine risulta proiettata in alto e assume uno spessore drammatico. Il piano del dipinto è ordinato secondo rigorose linee ortogonali formate dalle decorazioni della parete. Si forma, così, un quadrato monocromatico contro il quale si evidenzia l’immagine dell’adolescente. In basso, invece, la restante zona rettangolare mette in risalto la camicia che testimonia l’avvenuto duello.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Antonio Mancini, Dopo il duello, sul sito della Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino.