Erma di Saffo di Antonio Canova

L’Erma di Saffo fu scolpita da Antonio Canova su commissione del marchese Tancredi Falletti di Barolo per il Palazzo nobiliare di Torino.

Antonio Canova, Saffo (Erma di Saffo), 1819 – 1820, marmo, cm 49 x 24,5 x 27. Torino, Galleria Civica d’Arte Moderna

Descrizione

L’Erma di Saffo, scolpita da Antonio Canova, presenta una fisionomia classica. Infatti, i tratti del volto sono da considerarsi idealizzati al pari delle statue di ispirazione greco-romana. I capelli sono riuniti in ciocche arricciate e sono trattenuti da una fascia stretta sulla fronte. Lo sguardo è privo di pupilla e le labbra sembrano accennare ad un sorriso. Alla base del busto è incisa la scritta in greco antico ἑρμαῖ.

Interpretazioni e simbologia

Antonio Canova riprese una tipologia di statue detta erma ( ἑρμαῖ). Si trattava di teste scolpite a tutto tondo poste su piccoli pilastri di altezza variabile, da 1 metro e 1,5 metri. In Attica, la statua raffigurava il dio Ermes che diede il nome a questa tipologia di sculture. Le erme si diffusero alla fine del VI sec. a.C., verso la fine dell’età arcaica. Le statue si trovavano lungo le strade, ai confini delle proprietà o sulle porte. Infatti, il dio Ermes era considerato protettore dei viaggiatori. In seguito, anche gli scultori romani produssero vari tipi di erme che furono fonte di ispirazione nel Rinascimento e nel periodo Neoclassico.

I Committenti, le collezioni e la storia espositiva

Il marchese Tancredi Falletti di Barolo commissionò la statua intitolata Erma di Saffo. Canova consegnò l’opera nel marzo del 1820, due anni prima della sua morte. Il collezionista destinò, poi, L’Erma di Saffo insieme al suo lascito alla Gam di Torino. Si trova, così, presso il museo dal 1825.

La storia dell’opera

Antonio Canova realizzò numerose erme e sculture di teste durante gli ultimi dieci anni di attività. L’Erma di Saffo fu esposta a Torino, dopo la consegna, e incontrò molti consensi. L’ambiente intellettuale torinese elogiò il rispetto dei canoni dettati da Winckelmann. Infatti il viso, nonostante sia stato ispirato dall’osservazione dal vero, risulta classico. Un calco in gesso si trova al Museo Correr di Venezia. Un altro è conservato presso la Gipsoteca di Possagno.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Lo stile della scultura Saffo (Erma di Saffo) di Antonio Canova

Antonio Canova è considerato lo scultore principale del Neoclassicismo in Italia. Le sue sculture risentono del clima classicheggiante diffuso sul finire del Settecento. Canova, dopo aver disegnato il progetto della scultura ne modellava una versione in creta. Quindi realizzava un modello in gesso. Questo veniva affidato ai ragazzi di bottega per la sbozzatura del blocco di marmo. I suoi collaboratori erano in grado di portare quasi a termine l’opera. Interveniva, quindi, Canova, che rifiniva la scultura.

La luce sulla scultura

La luce scivola morbidamente sulla fronte, sulle gote, sul collo e sul torace del’Erma di Saffo. Invece, l’illuminazione crea profondi chiari scuri lungo le ciocche dei ricci movimentando l’acconciatura. Gli occhi sono, poi, messi in evidenza dalla doppia incisione della palpebra superiore e dalla leggera ombra che si crea sotto l’occhio. L’arcata sopraccigliare, priva di sopracciglia determina una leggera profondità sotto di essa. Le labbra sono modellate morbidamente e la luce segna un’ombra più profonda ai lati della bocca.

Approfondisci con le altre opere di Antonio Canova intitolate: Calco in gesso di Napoleone come Marte pacificatore, Amore e Psiche, Venere e Adone, Le tre Grazie, Paolina Bonaparte Borghese.

Interazione con Interazione con lo spazio

L’Erma di Saffo di Canova è realizzata a tutto tondo e si offre allo spettatore frontalmente o con un leggero tre quarti.

La struttura della statua

La testa femminile scolpita da Antonio Canova poggia su di una base rappresentata dal busto della giovane. L’Erma di Saffo è tagliata di netto all’altezza delle spalle e nella parte superiore del seno.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Antonio Canova, Saffo (Erma di Saffo), sul sito della Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino.