Paesaggio con Tobias e l’angelo del Domenichino

Lungo il viaggio verso Ecbatana, capitale dei Medi, Tobia cattura un pesce miracoloso. Paesaggio con Tobias e l’angelo è un dipinto del Domenichino che racconta la vicenda biblica del ragazzo che guarì la cecità del padre, guidato dall’Arcangelo Raffaele.

Domenico Zampieri (Domenichino), Paesaggio con Tobias e l’angelo, 1610-1613 circa, olio su rame, 45.1 × 33.9 cm. Londra, National Gallery

Descrizione. Un pesce miracoloso

La scena dipinta dal Domenichino è ambientata all’interno di un paesaggio fluviale che rappresenta il fiume Tigri. Tobias è chinato sull’acqua nell’atto di afferrare il grande pesce da quale trarrà fiele, cuore e fegato utili in seguito. L’arcangelo Raffaele, invece, è in piedi alla sua sinistra nell’atto di suggerire al ragazzo di catturare l’animale. Raffaele è raffigurato con le sembianze angeliche sebbene nel racconto biblico stia accompagnando Tobia in incognito. L’Arcangelo indossa una lunga tunica bianca e ha le ali spiegate. In mano porta un lungo e sottile bastone da viaggio.

Interpretazioni

Il racconto è tratto dalla Bibbia cristiana e narra la vicenda di un ragazzo di nome Tobias il cui padre, di nome Tobi, era cieco. L’uomo era molto devoto e giusto, ma, temendo la morte, inviò il figlio a riscuotere un credito da un parente a Ectabana, capitale della Media. Tobias si fece guidare da un giovane che era, in realtà, l’Arcangelo Raffaele.

Durante il viaggio, mentre Tobias si riposava immergendo i piedi nel fiume Tigri, un grande pesce uscì dall’acqua tentando di addentargli un piede. Raffaele disse al ragazzo di catturarlo e conservarne il fiele, il cuore e il fegato. Arrivati ad Ecbatana Tobias, scoperta una maledizione che opprimeva la cugina Sara, la liberò bruciando cuore e fegato. Tornato a casa utilizzò, poi, il fiele per ridare la vista al padre. Infine Tobias sposò Sara ormai libera dalla maledizione che le impediva di sposarsi.

Lo stile del dipinto Paesaggio con Tobias e l’angelo del Domenichino

Il paesaggio è rappresentato classicamente come una quinta naturale, ideale per ospitare, al centro, la scena rappresentata. Infatti due alti alberi sono disposti a sinistra e a destra, lungo i bordi del dipinto. Al centro serpeggia il fiume che si perde all’infinito. I colori sono terrosi e tendenti al verde ocra mentre la luce naturale non proviene da una fonte precisa ma illumina il paesaggio in modo diffuso. Domenico Zampieri si formò presso l’Accademia degli Incamminati di Annibale, Agostino e Ludovico Carracci insieme a Francesco Albani e Guido Reni.

Approfondimenti

Un altro dipinto intitolato Mosè e il Roveto ardente, conservato presso il Metropolitan Museum of New York, fa da completamento a questa opera.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Domenico Zampieri (Domenichino), Paesaggio con Tobias e l’angelo, sul sito della National Gallery di Londra.