Cena in casa Levi di Paolo Caliari detto il Veronese

Il dipinto intitolato Cena in casa Levi del Veronese nacque con il titolo di Ultima Cena. Il tribunale dell’Inquisizione però contestò la presenza di figure poco serie e l’artista fu costretto a cambiare il titolo dell’opera.

Paolo Caliari detto il Veronese, Cena in casa Levi, 1573, olio su tela, 5,55 x 12,80 m. Venezia, Gallerie dell’Accademia

Interpretazioni e simbologia

La cena in casa Levi è il titolo del grande olio su tela che rappresenta in realtà l’episodio del Vangelo detto Ultima cena. Il Veronese fu costretto a cambiare il titolo al dipinto perché il suo lavoro venne contestato dal Tribunale dell’Inquisizione. I funzionari del temuto organo di controllo cattolico contestarono alcune figure inserite nella scena. A suscitare contrarietà furono cani, pappagalli, uomini ebbri e nani. Levi era il nome dell’esattore delle tasse che organizzò la cena per festeggiare la chiamata di Cristo.

I personaggi indossano abiti contemporanei mentre Gesù in centro invece indossa una veste coperta da un mantello.

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Lo stile del dipinto Cena in casa Levi di Paolo Caliari detto il Veronese

Il dipinto del Veronese fu realizzato con colori chiari e luminosi come tipico del suo stile. Infatti il chiaroscuro è ridotto al minimo o del tutto assente. Per differenziare le forme Veronese utilizzò accostamenti di colori complementari. Il suo modo di dipingere rientra nelle influenze del Manierismo come quello di Tintoretto. Il disegno utilizzato per creare i vari personaggi è molto accurato e le figure sono dettagliate. Il modellato dei corpi e degli abiti rende i personaggi monumentali. Questa resa è poi ulteriormente favorita dall’inquadratura dal basso verso l’alto. Le posizioni dei personaggi sono dinamiche e tutte attentamente studiate per costruire una resa scenografica d’effetto.

Lo spazio

Il tema sacro dell’Ultima Cena fu trasformato dal Veronese nella scenografica rappresentazione di un banchetto signorile. La scena è ambientata all’interno di un palazzo in stile Classico cinquecentesco. Le architetture sono ricche e sontuose. Spiccano decorazioni, bassorilievi, colonne e capitelli decorati. Lo sfondo è rappresentato da una prospettiva esterna di facciate e edifici dell’epoca. Lo stesso tipo di ambientazione si ritrova nel dipinto Le Nozze di Cana.

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Bibliografia

  • Veronese. La pittura profana, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, 2005; 2006, EAN: 9788809040885

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 8 marzo 2020.

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