Ragazzo con cesta di frutta di Caravaggio

Durante il suo apprendistato presso Giuseppe Cesari, Caravaggio realizzò il dipinto intitolato Ragazzo con cesta di frutta che venne, in seguito, sequestrato da Papa Paolo V e donato al cardinale Scipione Borghese.

Caravaggio, Ragazzo con cesta di frutta, 1593-1594, olio su tela, cm 70 x 74. Roma, Galleria Borghese

Descrizione. Una cesta piena di frutta e il collega di Caravaggio

Il ragazzo, al centro del dipinto, tiene in braccio un cesto in vimini fittamente intrecciato con motivi a spina di pesce. Al suo interno vi è una gran varietà di frutta. Si riconoscono tre tipi di uva, bianca, rossa e nera, poi, mele, pesche e ciliegie. I frutti sono accompagnati dalle foglie che spuntano dal cesto da ogni lato.

Vestito con una camicia ampia e chiara, il ragazzo è voltato verso destra e regge il cesto, saldamente, in avanti. La spalla destra è scoperta e lascia intravedere, chiaramente, la tensione muscolare prodotta dallo sforzo, dello stesso braccio, per reggere la cesta piena. Il trapezio è teso e sollevato, la clavicola, evidente, si solleva verso il deltoide contratto del quale si intravedono i fasci muscolari. Il collo è impostato decisamente e si protende indietro per compensare il peso della frutta.

La testa del ragazzo è inclinata. Il volto è raffigurato di tre quarti e lo sguardo è orientato in centro, verso il basso. La labbra semiaperte determinano una espressione quasi estatica, sognante. Alcuni critici hanno indicato una certa componente erotica nel dipinto, sottolineata dalla spalla sinistra scoperta. Un’ampia capigliatura nera corona il volto giovane dell’adolescente che potrebbe essere Mario Minniti, un giovane collega siciliano di Caravaggio.

Interpretazioni

Storici e critici dell’arte hanno avanzato molte interpretazioni del dipinto. Alcuni fanno osservare la volontà di Caravaggio di rappresentare umano e natura con la stessa intenzione, conseguenza dell’osservazione diretta della realtà. Altri collegano la figura del Ragazzo con cesta di frutta alla tradizione latina degli xenia, composizioni di frutta e ortaggi donati agli ospiti delle case aristocratiche.

Lo stile del Ragazzo con cesta di frutta

Come altri dipinti di Caravaggio quali il Bacchino malato e Ragazzo che monda un frutto, anche Ragazzo con cesta di frutta fu, probabilmente, realizzato nella bottega del Cavalier d’Arpino. Questi anni di apprendistato sono definiti “periodo chiaro” per via del fondo non ancora buio e scuro. Nella canestra, su foglie e frutti, si coglie la nascente poetica naturalistica di Caravaggio, intenzionato a rappresentare anche i segni di corruzione della natura. Le foglie, infatti appaiono secche e intaccate dagli insetti. La figura del ragazzo, infine, si avvicina ad essere quella di personaggi del popolo scelti per interpretare figure divine e, quindi, proporre una rivoluzionaria rappresentazione del sacro.

Il colore e l’illuminazione

I colori dei frutti sono freschi e vivaci e spiccano all’interno della composizione cromatica per via della maggiore saturazione, soprattutto dei gialli e dei rossi. L’incarnato del ragazzo è intenso e arrossato sulle labbra, le guance e le orecchie ed esprime, quindi, una intensa vitalità del soggetto. Il fondo è grigio, virato sull’ocra. L’illuminazione proviene da una fonte esterna in alto a sinistra e proietta ombre ambientali sulla parete di fondo.

Lo spazio

La profondità dello spazio raffigurato è estremamente ridotta e limitata dal muro di fondo molto vicino al ragazzo.

La Composizione e l’inquadratura

L’inquadratura incornicia il busto dell’adolescente e dedica tutta la metà inferiore del dipinto alla rappresentazione della cesta colma di frutta. La metà superiore, invece è interessata dal volto del ragazzo posto in evidenza dell’ampio sfondo privo di figure.

Approfondimenti

Il dipinto Ragazzo con cesta di frutta fu, quindi, realizzato nel periodo in cui Caravaggio compiva il suo apprendistato presso il Cavalier d’Arpino a Roma. Nella bottega di Giuseppe Cesari il giovane artista dipinse molte nature morte, scene di genere e ritratti per la nobiltà romana. Il dipinto, insieme ad altri, fu sequestrato dal Papa Paolo V a causa di beghe fiscali. Lo stesso Papa donò, in seguito, proprio Ragazzo con cesta di frutta al nipote, il cardinale Scipione Caffarelli-Borghese, noto collezionista. Il dipinto è, quindi, ancora parte della galleria Borghese.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Caravaggio, Ragazzo con cesta di frutta, sul sito della Galleria Borghese di Roma.