La cena di Emmaus di Caravaggio

Caravaggio interpretò un episodio del Vangelo nel dipinto La cena di Emmaus. Cleopla e un altro apostolo incontrano un viandante e lo invitano a cenare con loro presso una locanda. Quando l’uomo spezza il pane i due si accorgono che si tratta di Cristo risorto.

Caravaggio, La cena di Emmaus, 1601, olio su tela, cm 141 x 196.2. Londra, National Gallery

Descrizione. Cristo sotto le sembianze di un viandante, benedice la tavola

Al centro del dipinto, i commensali siedono di fronte ad un tavolo imbandito. Il pesante tappeto decorato è coperto da una candida tovaglia bianca. Sul tavolo è posata una cesta di frutta e, all’interno di un piatto, un pollo cucinato ed intero. A sinistra, sono disposti una brocca di vino, una bottiglia d’acqua e i bicchieri. Una pagnotta di pane è posta di fronte ad ognuno dei personaggi. La scena ritrae il momento nel quale Cristo, inaspettatamente, benedice il pano e il vino. I due apostoli, Cleopa a sinistra, e, forse, San Giacomo Maggiore, a destra, riconoscono in quel gesto il Maestro. Cristo è raffigurato nell’atto di benedire la tavola. Infatti la sua mano destra è alzata e la sinistra posta sopra il pane.

La reazione dei due apostoli è di grande sorpresa. Infatti Cleopa, sconvolto, si appoggia ai braccioli della sedia e sta per scattare in piedi. San Giacomo Maggiore, invece, allarga le braccia in segno di sorpresa e rispetto. Il volto di Cristo è sereno e assorto nell’atto della benedizione mentre l’oste, in piedi alla sua destra, lo guarda con attenzione. Il fondo è rappresentato dal muro sul quale si proiettano le ombre dei personaggi e la luce proveniente dall’alto.

Lo stile. Realismo descrittivo e popolare

Il realismo di Caravaggio si esprime nella grande attenzione posta nella riproduzione del cibo poggiato sulla tavola. La natura morta rappresentata dal cesto di frutta e dalla selvaggina è, quasi, una scena a se stante. Infatti, se osservato attentamente, il cesto che raccoglie la frutta ricorda per la cura esecutiva, il celebre dipinto intitolato Canestra di frutta dipinta, probabilmente, nello studio del Cavalier d’Arpino. Altra conseguenza del realismo di Caravaggio è la scelta di rappresentare personaggi di chiara appartenenza alle classi più umili. Infatti, l’oste, dipinto sulla scena, stato oggetto della medesima attenzione con la quale Caravaggio ha dipinto Cristo. Questa cifra stilistica sarà portata all’estremo con la Morte della Vergine, nel quale fece da modello il corpo di una prostituta annegata e ripescata nel Tevere.

Il colore e l’illuminazione

I colori sono caldi e vivi. Tra tutti emerge il coloro rosso intenso della veste di Cristo che viene ripreso, per assonanza, nell’abito dell’oste. L’illuminazione proviene dall’alto e le figure sono illuminate da un cono luminoso che le fa emergere dall’ambiente buio.

Lo spazio ne La cena di Emmaus di Caravaggio

Lo spazio è limitato alla zona occupata dai commensali e dall’oste. La profondità della scena si può valutare, infatti, considerando la distanza tra il primo piano e il muro di fondo. Dopo la spalliera della sedia di Cleopa e lo spazio occupato dal suo corpo, viene il piano del tavolo e infine Cristo. Particolarmente efficaci, nel creare vettori di profondità spaziali, sono le mani di Cristo e dell’apostolo di destra protese verso lo spettatore. Questo espediente crea un notevole coinvolgimento di chi guarda facendolo sentire parte dell’accadimento.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Caravaggio, La cena di Emmaus, sul sito della National Gallery di Londra.