Benedetto Antelami, Adorazione dei Magi

Nel periodo romanico le scene scolpite, che rappresentano episodi religiosi, avevano il compito di raccontare la Bibbia in modo visivo ai tanti fedeli analfabeti. La statuaria del periodo è anche definita Bibbia di Pietra.

Benedetto Antelami, Adorazione dei Magi e Giuseppe e l’angelo, 1196, marmo rosa dipinto. Parma, Battistero

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Quest’opera si trova all’ingresso principale, sopra il portale del battistero di Parma.

Benedetto Antelami, Adorazione dei Magi, portale del Duomo di Parma

Sono raccontate nello stesso spazio 2 scene: l’adorazione dei Magi e l’angelo che spinge Giuseppe a fuggire in Egitto con la Vergine e il bambino.

Benedetto Antelami, adorazione dei Magi, particolare
Benedetto Antelami, adorazione dei Magi
Benedetto Antelami, Adorazione dei Magi, Parma
Benedetto Antelami, L’angelo e Giuseppe

Sull’arco che raccoglie in alto le figure scolpite e all’interno dello sfondo, vi sono molte scritte probabilmente destinate a un pubblico più colto.

Benedetto Antelami, adorazione dei Magi, particolare

Lo spazio è bidimensionale e gli angeli creano con il loro volteggiare e il loro corpo curvato, un senso di maggior movimento se pure sono perfettamente simmetrici rispetto all’asse centrale rappresentato dalla Madonna in trono con il bambino.

Benedetto Antelami, adorazione dei Magi, particolareBenedetto Antelami, Adorazione dei Magi, particolare

 

 

 

 

La composizione è simmetrica e i gruppi di figure si equilibrano specularmente.

Benedetto Antelami, Adorazione dei Magi, particolare

La rappresentazione dell’Adorazione dei Magi, che giungono da lontano per onorare la nascita del Messia, risale all’epoca dei primi cristiani, e si trova sulle mura delle catacombe. I doni che portano, secondo Sant’Ireneo vissuto nel II secolo, hanno un valore simbolico: l’Oro è il simbolo del dono, l’Incenso simboleggia il sacrificio e la Mirra è il simbolo della morte, anticipa, quindi l’arresto e la crocifissione di Cristo.