Norman Rockwell, Bully before, Bully after

Norman Rockwell ha realizzato oltre 300 copertine per il Saturday Evening Post dal 1916 al 1963. Queste copertine sono un’importante testimonianza sulla cultura statunitense del Novecento.

Bully before, di Norman Rockwell apparve come copertina del “The country Gentlemen” il 4 luglio del 1921. Il suo seguito fu l’illustrazione intitolata Bully after.

Nella prima illustrazione, Bully before, si vedono due ragazzi a confronto. Il più alto, sulla destra, si abbassa in modo minaccioso verso il più giovane e più piccolo, sulla sinistra e gli sottrae il cappello tenendolo dietro la schiena.

Norman Rockwell, Bully before, Bully after

La mano del bullo si spinge verso il mento del ragazzino, sollevandolo, come per imporre la propria attenzione.

Norman Rockwell, Bully before, Bully after

Il volto del ragazzino è molto spaventato e guarda fisso negli occhi il ragazzo bullo.

Le mani del ragazzino sono distese aperte ma inermi segno che la paura lo ha paralizzato.

Norman Rockwell, Bully before, Bully after

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Il ragazzo Bullo è vestito con una maglia lacera di un rosso brillante, molto aggressivo e segno di un temperamento violento, forse non è nuovo alle risse. Il resto della scena è tendente al grigio. In Before e in After, il rosso del maglione è l’unico colore che spicca e identifica il vero protagonista della scena.

Norman Rockwell, Bully before, Bully after

La mano dietro la schiena regge un cappello. Nell’insieme è una posizione che esprime grande sicurezza e determinazione.

Ai loro piedi, i due cani si affrontano in modo minaccioso, aumentando la tensione della scena.

Norman Rockwell, Bully before, Bully after

Nel lavoro successivo, Bully after, le posizioni si ribaltano. Il ragazzino minacciato si trova adesso, sulla destra, in posizione più alta rispetto al bullo con la maglia rossa.

Norman Rockwell, Bully before, Bully after

Di profilo, ora, c’è il ragazzino che ha la camicia scomposta e una macchia di sangue sul colletto che rivela una lotta abbastanza violenta.

Norman Rockwell, Bully before, Bully after

 

Le mani sono in posizione speculare a quelle dell’immagine precedente ma questa volta contratte a pugno.

Norman Rockwell, Bully before, Bully after

 

Il ragazzo Bullo si trova seduto a terra, in posizione inferiore rispetto alla vittima ma questa volta il suo volto esprime sconfitta e sorpresa rappresentata dalla bocca semiaperta. Si tocca la fronte dove probabilmente è stato colpito. La manica della maglia è ancora più lacera di prima ed ha un occhio nero. Gli manca anche il cappello, segno della sua superiorità. Ora i due sono alla pari.

Norman Rockwell, Bully before, Bully after

Sullo sfondo, dietro ai ragazzi, i cani si inseguono e le posizioni di superiorità sono invertite anche in questo caso.

Norman Rockwell, Bully before, Bully after

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La luce, nelle due illustrazioni, è ideale, e proviene frontalmente da sinistra. Crea una scena di tipo teatrale, o comunque da set fotografico da studio.

La composizione è centrale in entrambe le immagini, sottolineata anche dalla forma quadrata che incornicia il disegno.

Per mettere in risalto la scena sono assenti particolari ambientali, solo il terreno dipinto fino a metà del quadrato.

Lo spazio è reso tridimensionale dalla gamba dipinta di scorcio, verso lo spettatore. Solo la sovrapposizione delle figure crea uno spazio tridimensionale che, diventa ideale e astratto contro lo sfondo bianco ottico.

L’unico particolare di arredo è il cappello del ragazzo che prima era tenuto dietro la schiena e nella seconda immagine è a terra, segno, che il bullo è stato colto di sorpresa dal ragazzino e messo ko.

Norman Rockwell (1894-1978), fu un pittore e illustratore che lavorò principalmente a New York. Il suo stile è definito “realismo romantico” perché ha raccontato il popolo e la vita americani in modo partecipe e molto affettuoso. Le sue illustrazioni sono spesso ironiche e comiche e non rappresentano situazioni drammatiche o comunque di cronaca nera. È stato molto amato da tanti illustratori venuti dopo di lui. Norman Rockwell ha realizzato oltre 300 copertine per il Saturday Evening Post dal 1916 al 1963. Queste copertine sono un’importante testimonianza sulla cultura statunitense del Novecento.