Autoritratto (recto) del 1908 di Umberto Boccioni

L’Autoritratto di Umberto Boccioni raffigura l’artista sul balcone del suo appartamento nella periferia di Milano. Nel verso del dipinto fu ritrovato un altro autoritratto di due anni precedente coperto dal maestro con uno strato di pittura grigia.

Umberto Boccioni, Autoritratto (recto), 1908, olio su tela, cm 70 x 100. Milano, Pinacoteca di Brera

Descrizione

Il giovane Umberto Boccioni è affacciato al balcone della sua abitazione in via Castel Morrone a Milano. Dietro di lui si intravede la periferia milanese. Si notano alcuni cantieri edili e il cavalcavia ferroviario Acquabella che fu poi demolito. La zona è quella dell’attuale piazza Maria Adelaide di Savoia.

I Committenti e la storia espositiva

La tela con i due autoritratti di Boccioni fu donata alla Pinacoteca di Brera nel 1951 da Vico Baer, collezionista di Boccioni e suo amico.

La storia dell’opera

L’Autoritratto dipinto sul recto della tela fu eseguito nel 1908. L’opera venne realizzata nello studio di via Adige. Per la prima volta Umberto Boccioni inserisce in un suo dipinto tale soggetto che troverà spazio in altri lavori successivi anche futuristi come La città che sale. Il dipinto non convinse particolarmente il giovane artista tanto che in un appunto del 13 maggio 1908 scrisse di essere indifferente verso il risultato del suo lavoro. Sul finire degli anni Settanta del Novecento fu scoperto un altro dipinto sul verso della tela. La superficie era però completamente coperta di grigio. Una volta compiuto il difficile e delicato intervento di pulitura è emerso un Autoritratto che gli storici datano 1906. Nel 2017 l’Autoritratto del 1908 fu attentamente ripulito e consolidato per eliminare la vernice di copertura ormai ingiallita. L’opera è tornata così alla luminosità originaria.

Consulta anche l’opera di Umberto Boccioni intitolata: Forme uniche della continuità nello spazio.

Lo stile dell’Autoritratto (recto) di Umberto Boccioni

Il dipinto che ritrae Umberto Boccioni sul balcone del suo appartamento fu realizzato con tecnica divisionista. Infatti si notano chiaramente sulla superficie della tela le brevi pennellate di colori puri. Per suggerire la diversità delle superfici il maestro variò spessore e andamento dei segni dipinti.

Il colore e l’illuminazione

I colori dell’Autoritratto del 1908 di Umberto Boccioni sono brillanti e la composizione equilibrata tra toni caldi e freddi. Gli edifici infatti sono colorati in giallo chiaro e riflettono la luce del pallido sole invernale. Anche la strada, il cappotto, il viso e i tetti sono trattati con pennellate color arancione. Sul volto si infittiscono tratti di rosso che ravvivano i connotati dell’artista. I toni freddi sono presenti nel cielo azzurro, sugli infissi dei palazzi. Inoltre creano effetti di luminosità nel tessuto del cappotto e nelle ombre del viso. Boccioni avvicina pennellate di colori complementari per aumentare il movimento luminoso delle superfici. Sul cappotto infatti si notano interventi arancione accanto a pennellate azzurre. Questo contrasto di complementarità è diffuso su tutta l’opera e sarà ripreso nei lavori successivi. Ricorda alcune invenzioni di Claude Monet riscontrabili nella serie dei covoni e in altre opere.

Approfondisci con l’opera futurista intitolata: Dinamismo di un cane al guinzaglio di Giacomo Balla.

Lo spazio

La figura di Boccioni riempie tutta la metà destra del dipinto. Il busto, così in primo piano, confrontato con le dimensioni dei palazzi che si rimpiccioliscono verso l’orizzonte crea un efficace effetto di profondità. La prospettiva di grandezza contribuisce inoltre a creare le distanze. Agiscono anche la prospettiva di sovrapposizione e di innalzamento dal bordo inferiore del dipinto. L’orizzonte si trova sulla linea di metà del dipinto.

La Composizione e l’inquadratura

L’Autoritratto del 1908 di Umberto Boccioni sembra progettato sulla base di una suddivisione in quattro quadranti del piano pittorico. A sinistra in alto si trova il cielo, poi, in senso orario, il viso dell’artista, quindi il suo busto e infine i cantieri nuovamente a sinistra. Il centro delle diagonali coincide con la spalla destra di Boccioni e con l’angolo creato in basso dalla facciata del palazzo che si intravede dietro di lui. Questa rigida e frontale composizione di linee ortogonali è interrotta dalle oblique della strada e dalla fuga prospettica degli edifici di sinistra.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Umberto Boccioni, Autoritratto (recto), sul sito della Pinacoteca di Brera di Milano.