La Geometria nascosta del Murale di Maradona ai Quartieri Spagnoli

La Geometria nascosta del Murale di Maradona ai Quartieri Spagnoli di Napoli ci rivela il vero significato del celebre murale.

Il pellegrinaggio al dios umano

Abbiamo bisogno di eroi quotidiani e soprattutto umani, perché speriamo tutti in un futuro migliore. Speriamo soprattutto che si avverino i sogni dei nostri figli. Ho vissuto gli anni nei quali i murales non erano così sponsorizzati dalle amministrazioni comunali. Gli artisti di strada, che allora non si chiamavano così, taggavano i muri della metropoli di nascosto o celebravano clandestinamente i loro eroi. Con il tempo, però, il popolo del calcio ha intrapreso il pellegrinaggio al Murales di Maradona dei Quartieri Spagnoli e anche le autorità hanno cambiato atteggiamento.

Mario Filardi, il giovane autore del murale di Maradona dei Quartieri Spagnoli, nei lontani anni Novanta del Novecento, ha realizzato un’immagine che nel tempo ha acquisito una potenza che attira oggi milioni di visitatori. Questo murale è la vera immagine di un dio umano! Come molti di voi, ho sentito il fascino e la tensione percorrendo i vicoli dei Quartieri Spagnoli. Mi sono chiesto: visto che Napoli è una città dalla lunga tradizione magico-religiosa, esiste forse un mistero che ha trasformato questa zona della città in un santuario del calcio?

Il murale di Diego Armando Maradona a Napoli: una meta del turismo internazionale

Il murale di Diego Armando Maradona a Napoli, situato in via Emanuele de Deo numero 60, nei Quartieri Spagnoli, ha ormai superato la dimensione della street art e della cronaca sportiva. Sono infatti circa 6 milioni di visitatori all’anno che si recano in pellegrinaggio in piazzetta Maradona. I dati di questo elevatissimo flusso turistico confermano che è il secondo sito turistico italiano più visitato dopo il Colosseo. Il murale di Maradona di Mario Filardi è ormai un importante esempio nel panorama del sacro contemporaneo. per capire questo impatto emotivo e devozionale, uso i miei strumenti di analisi, che affilo ormai da decenni, e cerco di decodificare l’opera e il luogo che la ospita secondo una rigorosa struttura geometrica.

Per comprendere la potenza magnetica di questa immagine, è necessario applicare una perizia visiva che colleghi la composizione del murale alla griglia urbanistica che lo circonda, i quartieri spagnoli e la piazza. Perché il dipinto di Maradona esiste proprio perché esiste quella parete dove Filardi ha deciso di realizzarlo. Inoltre il muro di quell’antico palazzo popolare non esiste a prescindere dalla gabbia urbana della città di Napoli. Dovete sapere che i Quartieri Spagnoli di Napoli sono stati progettati nel sedicesimo secolo per ordine del viceré Don Pedro de Toledo. Quindi non nascono da un’evoluzione spontanea del tessuto urbano. Sono stati imposti attraverso un preciso disegno geometrico che rispondeva a una stretta logica di controllo militare e acquartieramento delle truppe del Regno Borbonico.

Arte e cultura

Strade buie e case alte

Proviamo a vedere nel dettaglio proprio questa mappa del quartiere che si basa su una griglia ortogonale. Le abitazioni sono disposte su un reticolo di strade perpendicolari e parallele: sono linee rette implacabili che tagliano la collina di San Martino. Al tempo del viceré di Toledo servivano però molte abitazioni, così il governatore chiede ai progettisti di creare una “compressione architettonica verticale”: gli architetti progettano strade strette, serrate tra i palazzi che si sviluppano in altezza. Il risultato sono i canali prospettici artificiali dove la luce penetra a fatica.

La gabbia spaziale dei Quartieri Spagnoli diventa un luogo sacro e protetto

I Quartieri Spagnoli diventano così una vera “gabbia spaziale”: ci muoviamo tra linee di fuga obbligate, con una limitata visione periferica. Possiamo vedere solo in avanti o verso l’alto. Questo, in effetti, lo sperimentiamo tutti quando percorriamo le vie dei Quartieri. Quello che alcuni sperimentano è anche una sensazione quasi magica mentre procedono verso la piazza del murale.

Perché questa sensazione? Se osserviamo la pianta dei Quartieri Spagnoli, scopriamo che Piazzetta Maradona è “un’anomalia geometrica fondamentale”: è un vuoto progettato all’interno del pieno. Il pieno è la grande densità muraria dei palazzi, il vuoto è lo slargo che ospita il murale, un tempo noto come Largo degli Artisti.

Filardi ha creato un’icona universale

Sui social, il Murare di Maradona dipinto da Mario Filardi è diventato lo sfondo per un selfie. Ma noi che vogliamo rendere davvero omaggio al grande calciatore argentino andiamo oltre l’apparenza. Fermiamoci qualche minuto in più di fronte al murale e cerchiamo di andare oltre la superficie dipinta. Mario Filardi, il giovane tifoso e artista dei Quartieri Spagnoli, non ha semplicemente dipinto il murale per celebrare il secondo scudetto del Napoli. Filardi ha creato un’icona universale che rappresenta speranze e passioni di milioni di persone nel mondo.

La Gabbia Geometrica del dipinto

Mario Filardi ha dipinto Maradona nel 1990, Salvatore Iodice lo restaura nel 2016 e lo street artist Francisco Bosoletti rivede il viso nel 2017. La figura di Maradona si appropria della facciata di un palazzo di sei piani di Via Emanuele de Deo al n. 60. Se analizziamo la struttura di questa immagine scopriamo che rivela una tensione geometrica interna in dialogo con i vincoli dell’architettura.

Le linee di forza oblique e il corpo dinamico

Osservate come Il corpo di Maradona si compone all’interno di una struttura piramidale invertita. La base del triangolo è in alto, solitamente nei ritratti il triangolo ha il vertice in alto, corrispondente alla testa. Nonostante la staticità apparente della posa frontale in corsa, l’asse mediano del corpo non è perfettamente verticale: subisce una leggera torsione verso sinistra, assecondando la pendenza naturale del vicolo sottostante. Procediamo: le linee delle spalle e del bacino creano assi diagonali contrastanti con le linee orizzontali delle finestre del palazzo. Questo sapiente gioco compositivo creato da Filardi, genera una dinamica di movimento trattenuto, Maradona esprime una grande energia di movimento che sembra però bloccata all’interno del cemento.

Il Paradosso della Finestra (La Frattura del Volto)

Adesso veniamo alla vera originalità di questa immagine. Una originalità che nasconde un profondo significato che a molti verrebbe da interpretare come magico-spirituale. Io mi limito a interpretarlo come una originalità, ma forse hanno ragione coloro che non la vedono solo come un caso. Quindi, l’elemento geometrico più dirompente dell’intera composizione è la finestra apribile, che coincide esattamente con il volto del calciatore. Lasciamo da parte per ora le polemiche che questa scelta, a suo tempo, ha fatto nascere nel quartiere. Nasce dalla necessità di creare una presa d’aria per il bagno dell’appartamento retrostante.

E questa è il motivo più scontato. Ma a questo riguardo mi sorge un dubbio: possibile che l’apertura della finestra sia corrisposta proprio al volto di Maradona? Si tratta solo di una curiosa coincidenza? Lasciatemelo dire: queste ante che si aprono e si chiudono mi ricordano troppo le portine di un tabernacolo.

Quando la finestra è aperta, il volto scompare, la carne del mito si dissolve nel vuoto dell’interno domestico. Se osserviamo ancora più attentamente, i bordi delle due ante tagliano i lineamenti di Maradona secondo rapporti matematici precisi, dividono il volto precisamente in due parti. L’arte non può ignorare la funzione abitativa, la finestra andava aperta. Così la geometria del quotidiano penetra e seziona l’icona sacra, che diventa ancora più iconica.

Come una pala d’altare

Voglio osare ancora di più: il murale deve per essere osservato esclusivamente dal basso verso l’alto. I piedi della figura si dissolvono idealmente nella base della piazzetta, mentre la testa si staglia verso il cielo. Questo orientamento verticale riproduce la stessa tensione ascensionale delle pale d’altare rinascimentali o dei grandi affreschi barocchi religiosi che possiamo vedere in tante chiese di Napoli. Siamo così costretti a rendere omaggio al dios umano, a venerare il grande calciatore.

La parola a Marcello Veneziani

Lo scrittore e giornalista Marcello Veneziani, in un articolo del 2020 intitolato: Quel dio pagano adorato a sud ha condotto una brillante analisi della deificazione del calciatore argentino. Secondo Veneziani L’uomo reale, appesantito dal corpo e segnato da dipendenze, malattie e problemi legali è la zona d’ombra del giocatore, il suo lato inconscio personale, che diventa un mito quando i media lo trasformano in un’entità calcistica immortale. Maradona diventa la personificazione del riscatto sociale per il Sud del mondo, da Buenos Aires a Napoli.

Maradona muore e la gente comune reagisce la sua scomparsa provoca un risveglio di paganesimo latente. Veneziani identifica tre momenti di questa dinamica: La Mitologia Pagana: che si fonda sul culto assoluto della fisicità e del corpo di Maradona ( la celebre “mano di Dio”). L’Inconscio Collettivo: Veneziani scomoda addirittura Carl Gustav Jung per sottolineare che il campione non agiva come singolo. Incarnava l’organismo plurale della comunità calcistica che lo adorava, diventando il “giocatore collettivo” e un vero e proprio “corpo mistico“.

Infine l’Indole Monarchica: La viscerale necessità del popolo meridionale di individuare un “Re” o un padre glorioso, che a Napoli ha portato a sovrapporre Maradona alla figura protettiva di San Gennaro. Veneziani conclude la sua indagine inserendo Maradona nella categoria filosofica degli “dei momentanei“. A differenza dei culti millenari e religiosi, la sua divinità è legata alla memoria emotiva diretta: il suo mito è destinato a sfumare nel tempo, poiché sopravviverà solo finché resterà in vita l’ultimo dei testimoni che lo vide giocare.

La psichiatria enattiva di Thomas Fuchs

Se vogliamo accennare ad una lettura diversa da quella Junghiana, ci viene incontro il filosofo e psichiatra tedesco Thomas Fuchs. La sua è una nuova psichiatria Fenomenologico-Enattiva. Secondo Fuchs, quando la comunità dei Quartieri Spagnoli si raduna sotto il murale di Maradona, sta usando un’icona visiva per sincronizzare l’inconscio collettivo di un intero vicolo (interpretazione junghiana), ma sta creando un perimetro di senso in un mondo caotico. Sta costruendo uno spazio fisico e mentale di sicurezza. La tesi di Fuchs è che la follia o la sofferenza non albergano dentro il cervello, ma nella frattura del rapporto tra l’organismo e il suo mondo. Così le opere d’arte e i simboli diventano strumenti per regolare i nostri stati interni. L’arte diventa una tecnologia di sopravvivenza psichica.

Cosa ci regala la visita al Murale di Maradona ai Quartieri Spagnoli di Mario Filardi

Abbiamo visto quindi che il murale dei Quartieri Spagnoli non è semplicemente un’immagine dipinta sul muro di un palazzo. Attraverso la sua gabbia geometrica, esso è profondamente connesso alla pietra e alla storia urbana di Napoli. Il murale dà un senso profondo allo spazio della piazzetta, trasformando una corte fatiscente in un tempio a cielo aperto delimitato dai palazzi circostanti.

Abbiamo anche scoperto che la rigida scacchiera militare dei Quartieri voluta da Don Pedro de Toledo, che serviva a imprigionare e a controllare i corpi, ha trovato nel vuoto geometrico di questo slargo la sua unica, definitiva eccezione lirica: una prigione prospettica che si è fatta santuario. A questo punto, possiamo ben concludere che oltre il murale di Maradona di Mario Filardi è presente ben di più che un semplice dipinto sul muro. Abbiamo di fronte la promessa di un futuro che per molti dei nostri figli può rappresentare di diritto un motivo per continuare a sognare.

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Bibliografia

  • Diego Armando Maradona (Autore), A. Bracci (Traduttore), Io sono El Diego, Fandango Libri, 2010, ISBN-10 8860441579 ISBN-13 978-8860441577
  • Boris Sollazzo (Autore), Roberto Recchioni (Artwork), Alessandro Di Battista (Presentazione), Luigi De Magistris, DiegoPolitik. Maradona, l’ultimo grande leader del ‘900, Bibliotheka Edizioni, 2023, ISBN-10 8869347885 ISBN-13 978-8869347887
  • Paquito Catanzaro, Il Dio del pallone. Ascesa e caduta di Diego Armando Maradona nella letteratura, DFG Lab 2024, ISBN-13 979-1280642516

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 27 giugno 2026.

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