Il Murale di Zinedine Zidane di C215 a Parigi contribuisce a riunire la comunità del posto intorno ai valori sportivi.
Perché Zinedine Zidane rappresenta i valori sportivi e morali del popolo francese e dei cittadini di Parigi nonostante sia stato protagonista di un gesto violento sul campo?
Andiamo oltre la soglia dell’analisi dell’opera
Nel corso della mia attività di analisi di grandi opere d’arte mi sono imbattuto in misteri, aneddoti e curiosità di vario tipo, che mi hanno spinto a scoprire i motivi di tanto successo di un dipinto. Per questo quandi ci troviamo di fronte a una grande opera d’arte domandiamoci perché è diventata così famosa e ammirata nel tempo, fino a trovare posto all’interno d’un museo o di una chiesa.
L’arte urbana organismo culturale
Quindi, dopo aver analizzato migliaia di opere d’arte, e aver risponto sulle pagine di ADO, ho deciso di interessarmi all’arte urbana. I murales infatti non sono consacrati come opere d’arte museale ma presentano una forza sociale che in alcuni casi è superiore a quella della Gioconda. Diversamente considero i murales opere d’arte viva, oggetto di pellegrinaggio di milioni di persone. Sono così giunto a immaginare un murale come un organismo culturale vitale che si nutre di passione umana e dialoga con la gente, coloro che vivono il territorio e coloro che si recano a visitarlo.
La domanda fondamentale sul Murale di Zinedine Zidane di C215 a Parigi
C215 ha scelto di rappresentare nella porzione blu della bandiera francese il viso di Zidane. Quindi mi chiedo: perché Zinedine Zidane rappresenta i valori sportivi e morali del popolo francese e dei cittadini di Parigi nonostante sia stato protagonista di un gesto violento sul campo?
Il luogo e l’opera: Murale di Zinedine Zidane di C215 a Parigi
Il Murale che ritrae il campione di calcio francese si trova nel 13° arrondissement, in Avenue Edison. Lo sguardo di “Zizou” immortalato dallo street artist C215. una gigantografia realizzata in blu che, insieme alla schermitrice Laura Flessel (in bianco) e al judoka Teddy Riner (in rosso), compone cromaticamente la bandiera francese. Quest’opera, nata nel contesto della candidatura per le Olimpiadi di Parigi 2024
La storia di questo murales affonda le radici nella “notte dei tempi” del calcio moderno: il 12 luglio 1998. Allo Stade de France di Saint-Denis, un Zidane venticinquenne di origini algerine trasformò la finale contro il Brasile in un manifesto politico e sociale, segnando due gol di testa — un gesto tecnico che lui stesso ammise non essere il suo forte — e portando la Francia sul tetto del mondo per la prima volta. Quella notte, l’immagine di Zidane proiettata sull’Arco di Trionfo con la scritta “Zidane Président” segnò la nascita del mito della Francia “Black-Blanc-Beur”, un modello di integrazione razziale che trovava nell’arte del pallone il suo culmine estetico.
Dettagli: Zidane di guarda negli occhi
La realizzazione tecnica di C215, che utilizza stencil intricati per dare profondità e anima ai soggetti, serve a “Dignificare l’esperienza”: Zidane non è ritratto durante il controverso colpo di testa a Materazzi del 2006 — che pure è diventato una statua al Centre Pompidou, scatenando dibattiti sulla “Sofferenza” e il “Dolore” — ma è presentato come un’icona di resilienza e maestria.
Perché il Murale di Zinedine Zidane di C215 a Parigi è un correttore della memoria?
L’immagine non rappresenta una scena morale o vincente ma è un ritratto di Zidane, e come quelli degli altri due atleti, richiama le qualità del carattere del calciatore. Il murale di C215 agisce come un “Correttore della Memoria”: in un mondo frenetico che tende a dimenticare i momenti di unità, l’opera fissa l’essenza di quella “gloria eterna” nata dal fango delle periferie. L’opera funge da “Propaganda per il Bene“. Ricorda al fruitore che Zidane è “uno di noi” che ha saputo trasformare la propria “fragilità” (la timidezza, le origini umili) in una forma di “eleganza suprema” e leadership silenziosa. Il murales rieduca l’occhio a vedere la bellezza non nel lusso inarrivabile, ma nella “precisione estrema” e nella disciplina che il campione ha mantenuto anche come allenatore, vincendo tre Champions League consecutive.
La missione sociale del Murale di Zinedine Zidane di C215 a Parigi: arte che
Il Murale di Zinedine Zidane di C215 non è un semplice fregio celebrativo, come semba a prima vista, ma incarna la funzione di “Speranza” e “Riequilibrio” per una nazione che cerca costantemente di definire la propria identità multiculturale. Immaginiamo un giovane studente della banlieue parigina che attraversa il 13° arrondissement sentendosi schiacciato dal “determinismo del fallimento“. Fermandosi davanti al volto blu di Zidane, il ragazzo non compie un esercizio di critica d’arte, ma una sessione di “Conoscenza di Sé”.
Questo murale diventa quindi un Modello di Crescita: spinge l’osservatore a uscire dalla propria “zona di comfort” emotiva, invitandolo a identificarsi con un’icona che ha saputo armonizzare le tensioni tra “ragione ed emozione”, proprio come Zidane faceva in campo con i suoi tocchi fluidi e mai crispi. In definitiva, l’arte urbana di Parigi trasforma il cemento in una “clinica dell’anima”, dove il ritratto di un calciatore può guarire il cinismo quotidiano e restituire una visione di “Speranza” basata su fatti storici documentati e bellezza visiva.
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