Lo stencil di Francesco Totti a Monti

Lo stencil di Francesco Totti a Monti è un esempio di opera viva che rinasce nonostante le offese del vandalismo.

Interpretazione e significati dello stencil di Francesco Totti a Monti

Di conseguenza nel caso dello Lo stencil di Francesco Totti a Monti mi sono chiesto: quale forza sociale ha spinto gli ammiratori di Totti e di questo piccolo stencil a salvarlo e ad arrivare a farlo proteggere dal comune di Roma?

Una risposta a questa domanda la troviamo nel personaggio di Totti, un calciatore dal carattere spontaneo e molto ben voluto dai suoi ammiratori. Faccia da bravo ragazzo popolare, detto anche Er pupone, nel 1976 è nato a Roma ed è cresciuto nel quartiere di Porta Metronia. Viene considerato uno dei migliori calciatori italiani di tutti i tempi e tra i migliori al mondo della sua generazione. Ha sempre militato nella Roma, ed è stato capitano dal 1998 al 2017, per un totale record di 19 stagioni. Ha vinto uno scudetto nella stagione 2000-2001, il terzo della storia giallorossa. Ha contribuito ad aggiudicarsi due Supercoppe italiane del 2001 e del 2007 e due Coppe Italia, del 2006-2007 e 2007-2008. Ha vinto molti altri titoli ed ha un ottimo profilo sociale come Ambasciatore dell’UNICEF e filantropo.

Collocazione dello stencil di Francesco Totti a Monti

Lo stencil in questione si trova a Roma, nel Rione Monti, in via del Pozzuolo, dove la storia millenaria convive con l’anima popolare più autentica.

Storia dello stencil di Francesco Totti a Monti

L’opera è uno stencil, una tecnica che predilige l’essenzialità e il contrasto netto. Realizzato originariamente per celebrare lo scudetto del 2001, questo lavoro è diventato nel tempo un’istituzione rionale, un punto di riferimento che gli abitanti hanno deciso di sottrarre all’oblio e al degrado. Guardando la postura di Totti in questo stencil, non vediamo solo un calciatore, ma una vera e propria “Stele Classica“. Totti alza il braccio destro ed esulta verso l’alto. Questa iconografia richiama i monumenti dell’antica Roma, eretti per fissare nella pietra una lezione morale o un traguardo collettivo. È un’anatomia della fermezza: uno sguardo e una posizione che comunicano una stabilità capace di sfidare l’usura del tempo.

Leggi anche:

© 2017-2026 ADO – analisidellopera.it di Marco Rabino- Tutti i diritti riservati. Approfondisci

ASPETTA! Ti possono servire

Grazie per aver consultato ADO

Le immagini pubblicate su ADO sono state prodotte in proprio e quindi sono di proprietà dell’autore.

ADO content