Veduta del lago Maggiore dalla villa di Ada Troubetzkoy di Daniele Ranzoni

Veduta del lago Maggiore dalla villa di Ada Troubetzkoy è un paesaggio di Daniele Ranzoni realizzato presso la residenza della sua mecenate.

Daniele Ranzoni, Veduta del lago Maggiore dalla villa di Ada Troubetzkoy, 1872 – 1873, olio su tela, 105.5 x 49.2 cm. Milano, Galleria d’Arte Moderna

Descrizione della Veduta del lago Maggiore dalla villa di Ada Troubetzkoy di Daniele Ranzoni

Il paesaggio del Lago Maggiore si distende in basso, osservato dall’esterno di villa Ada a Ghiffa. In primo piano, parallela al bordo inferiore del dipinto, corre la balaustra del terrazzo che prosegue a sinistra in profondità. Su quel lato, poi, una donna è appoggiata e osserva il lago raffigurato a destra. Le fa da sfondo la collina che si affaccia sullo specchio d’acqua. Lontano, invece, si alzano le montagne lontane.

Interpretazioni e simbologia

Daniele Ranzoni fu un grande ritrattista. Non dipinse, infatti, molti paesaggi. In questo dipinto intitolato Veduta del lago Maggiore dalla villa di Ada Troubetzkoy raffigura la vista sul lago osservata dalla residenza dei suoi mecenati. Infatti, Ranzoni fu ospite della famiglia dei principi dal 1873 al 1877. In quegli anni si occupò dell’istruzione dei tre figli e ospitò molti amici scapigliati presso lo studio allestito nella villa.

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Lo stile

Il dipinto è una veduta del lago. Ranzoni, però, non rinuncia ad inserire una figura femminile nell’opera. La Veduta del lago Maggiore dalla villa di Ada Troubetzkoy fu dipinta nel periodo di maggiore fortuna dell’artista. Infatti, Ranzoni aveva ormai elaborato il suo linguaggio scapigliato. Inoltre, il decennio degli anni Settanta dell’Ottocento rappresentò il momento più elevato della Scapigliatura. Nel dipinto i colori sono intensi e l’effetto ambientale è ottenuto tramite l’eliminazione dei contorni delle figure.

La tecnica

La veduta del lago Maggiore è un olio ad impasto su tela. A partire dagli anni Settanta, Ranzoni lavorò a stretto contatto con Tranquillo Cremona. Entrambe svilupparono le influenze derivanti dalla pittura del Piccio, Giovanni Carnovali. Le pennellate, infatti, lasciano il posto alla macchia scapigliata. Così Ranzoni definì la sua pittura formata da macchie sfumate che sono accostate e sovrapposte.

Il colore e l’illuminazione

Veduta del lago Maggiore dalla villa di Ada Troubetzkoy è un dipinto dai toni freddi. Il contrasto di luminosità più evidente si trova a sinistra dove la collina scura si staglia contro il lago e le montagne. La luce riprodotta nel dipinto è quella esterna e proviene dall’alto. Il lago e le montagne sono molto chiari mentre la figura femminile, a sinistra si evidenzia, illuminata, contro la collina scura.

Approfondisci con le altre opere di Daniele Ranzoni intitolate: Giovinetta in bianco, I figli dei principi Troubetzkoy, Ritratto di Marta Bussi Rosnati (Ritratto della contessa Arrivabene).

Lo spazio

Il paesaggio di Ranzoni è una veduta del lago Maggiore vista dall’esterno di villa Ada a Ghiffa. La prospettiva geometrica agisce in primo piano sulla balaustra della terrazza e crea una cornice architettonica alla vista. Altri indicatori spaziali presenti sono la sovrapposizione e la prospettiva di grandezza che suggeriscono le distanze dal primo piano alle montagne. La scena è osservata dalla terrazza sul lago.

La composizione e l’inquadratura

La Veduta del lago Maggiore dalla villa di Ada Troubetzkoy è di forma rettangolare e presenta una inquadratura panoramica, orizzontale. La figura femminile si trova a sinistra mentre a destra si trova il lago Maggiore. L’opera presenta una suddivisione verticale prodotta dalla linea obliqua della collina che si trova a sinistra. Nel dipinto prevalgono le linee orizzontali del paesaggio contrastate da quelle oblique della collina e del corpo della donna affacciata.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Daniele Ranzoni, Veduta del lago Maggiore dalla villa di Ada Troubetzkoy, sul sito della Galleria d’Arte Moderna di Milano e sul sito dei Beni Culturali della Lombardia.