Una e tre sedie di Joseph Kosuth

Una e tre sedie di Joseph Kosuth è una installazione di arte concettuale nella quale l’artista riflette sull’idea di sedia attraverso l’uso di tre linguaggi.

Joseph Kosuth, Una e tre sedie (One and Three Chairs), 1965, tecnica mista. New York, Museum of Modern Art (MoMA)

Indice

Descrizione dell’opera Una e tre sedie di Joseph Kosuth

Nell’immagine fotografica che rappresenta l’installazione di Joseph Kosuth si può vedere una sedia in legno pieghevole disposta contro la parete bianca. Alla sua sinistra sulla parete è appesa una immagine in bianco e nero che riproduce la sedia nella stessa posizione. A destra invece si trova un pannello allineato con il bordo superiore della fotografia che riporta la definizione del termine sedia tratto da un dizionario in lingua inglese.

Interpretazioni e simbologia di Una e tre sedie

Joseph Kosuth con l’opera Una e tre sedie (One and Three Chairs) riflette sul concetto di realtà e di rappresentazione. Nell’installazione infatti l’artista si interroga sul concetto di sedia. Per fare questo espone un oggetto reale accanto ad una sua immagine e ad una sua definizione letterale tratta da un dizionario. Ci si può chiedere se questa operazione sia arte. Joseph Kosuth rispose a questa domanda che fare arte significa creare significato. Quindi nel suo caso l’artista riflette sul significato “sedia” e ne propone diverse rappresentazioni.

I Committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

L’installazione di Joseph Kosuth è esposta presso il Museum of Modern Art (MoMa) di New York.

La storia dell’opera Una e tre sedie di Joseph Kosuth

L’Arte concettuale nacque negli anni Sessanta del Novecento. L’opera di Joseph Kosuth intitolata Una e tre sedie è infatti del 1965.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile dell’installazione Una e tre sedie di Joseph Kosuth

Joseph Kosuth è considerato dai critici un esponente dell’Arte concettuale. L’artista infatti nelle sue installazioni indaga i metodi di rappresentazione della realtà esprimendosi con linguaggi diversi. Nell’Arte concettuale gli artisti procedono da riflessioni sulla realtà o su altri aspetti della vita e li rappresentano con installazioni di oggetti. Per gli artisti concettuali fu molto importante riflettere sui linguaggi usati nella società. Alla base dell’Arte concettuale infine vi sono le ricerche nel campo della semiotica dei linguaggi e dell’arte.

Nella sua più nota installazione intitolata Una e tre sedie l’artista espone una sedia in legno. Accanto all’oggetto propose una fotografia che riproduce l’immagine della sedia frontalmente. Joseph Kosuth espose anche la definizione della parola “sedia” tratta da un vocabolario.

L’artista si muove quindi su tre livelli di realtà. Utilizza la tridimensionalità dell’oggetto reale, l’immagine dell’oggetto e la definizione del termine linguistico. Si tratta così di una installazione che utilizza tre linguaggi. La sedia esposta rappresenta il linguaggio tridimensionale, poi è presente il linguaggio fotografico e quindi quello scritto.

La tecnica

L’opera di Joseph Kosuth intitolata Una e tre sedie è una installazione. Tale forma d’arte consiste nel disporre oggetti, fotografie e altri materiali in uno spazio specifico per rappresentare un concetto ben preciso.

La luce sulla scultura

Nel caso di una installazione che prevede oggetti tridimensionali e fotografie l’illuminazione ambientale tiene in considerazione la diversa lettura dei materiali. Nel caso della installazione di Joseph Kosuth quindi la luce non crea un ambiente drammatico o spettacolare. Trattandosi invece di una installazione che valorizza il linguaggio, la luce è distribuita in modo uniforme per rendere leggibile ogni parte dell’intervento. L’illuminazione quindi deve suggerire una fruizione razionale e neutra e non emozionale e personale.

Rapporto con lo spazio

Una e tre sedie è un’installazione che prevede l’utilizzo di una parte dello spazio espositivo. Inoltre i due pannelli sono affissi sulla parete. L’osservatore quindi è invitato a fruire dell’opera ad una certa distanza in modo da leggere l’installazione nel suo insieme. Infatti non è importante la caratteristica oggettiva della sedia ma solo la sua presenza. Inoltre non è richiesta nemmeno la puntuale lettura della sua definizione scritta perché è presente solo in modo simbolico. Il visitatore non è quindi tenuto accogliere un aspetto estetico nel materiale ma la disposizione ambientale è organizzata in modo da evidenziare al meglio l’esempio dei tre linguaggi di fronte all’osservatore.

La struttura

Joseph Kosuth allestì la sedia e i due pannelli con una disposizione estremamente regolare. La sedia è al centro mentre i due pannelli sono affissi al muro a distanza identica dalla sedia a destra e a sinistra. La composizione dell’installazione quindi è organizzata per distinguere di tre linguaggi nel modo più chiaro e razionale. Si può così definire una composizione paratattica nello spazio, cioè di forme con comunicanti. Il legame tra i tre oggetti però è concettuale e declinato sull’idea di “sedia”.

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Bibliografia

  • Joseph Kosuth, L’ arte dopo la filosofia, Costa & Nolan Collana: I turbamenti dell’arte, 2009, EAN: 9788874371068
  • Joseph Kosuth, The language of equilibrium-Il linguaggio dell’equilibrio, Mondadori Electa, 2009, EAN: 9788837071394

La scheda è completa. Periodicamente troverai ulteriori approfondimenti, a presto!

La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 18 settembre 2019.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Joseph Kosuth intitolate:

  • Una e tre sedie

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Joseph Kosuth, Una e tre sedie (One and Three Chairs), sul sito del Museum of Modern Art (MoMA) di New York.