The Son of a Migrant from Syria di Banksy

The Son of a Migrant from Syria di Banksy fu realizzato nel campo profughi di Calais in Francia nel 2015 per sensibilizzare l’opinione pubblica sul trattamento dei migranti.

Banksy, The Son of a Migrant from Syria, 2015, stencil. Calais, Francia.

Indice

Descrizione dell’opera The Son of a Migrant from Syria di Banksy

L’immagine di Steve Jobs si staglia contro un muro scrostato e coperto da graffiti. Jobs indossa una maglia nera a collo alto, dei jeans e delle scarpe da ginnastica. Inoltre porta sulla spalla un sacco da viaggio e con la sinistra sostiene un vecchio computer Apple.

Interpretazioni e simbologia di The Son of a Migrant from Syria

Banksy in questo intervento raffigura Steve Jobs come il figlio di un migrante siriano. L’artista in questo modo sottolinea il fatto che molti uomini ormai famosi furono migranti. Steve Jobs fu tra i fondatori della Apple la famosa casa di produzione di computer di Copertino. Una coppia di armeni americani lo adottò. Suo padre biologico è Abdulfattah “John” Jandali migrato negli Stati Uniti dalla Siria.

Banksy inoltre diffuse anche un comunicato stampa nel quale chiese di riflettere sulla vera essenza dell’immigrazione. Infatti come nel caso di Steve Jobs l’immigrazione ha creato un grande profitto per gli azionisti. Inoltre la Apple secondo la sua dichiarazione contribuisce con circa 7 miliardi di dollari l’anno di tasse al bilancio statunitense. L’opera è quindi una condanna al trattamento dei migranti nei campi profughi.

I Committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Banksy ha realizzato The Son of a Migrant from Syria nel campo profughi di Calais nel 2015.

La storia dell’opera The Son of a Migrant from Syria di Banksy

L’opera si trova nell’ex campo profughi di Calais in Francia. Inoltre fa parte di una serie di opere che Banksy ha dedicato al problema dei migranti. Il centro di raccolta dei migranti di Calais ora però è smantellato ed era definito anche “la giungla”. Si erano raggruppati circa 4500 provenienti dalla Siria. I migranti si stabilirono nel campo creando un vero e proprio villaggio di migliaia di persone in attesa di poter raggiungere la Gran Bretagna.

Banksy si ispirò ad una fotografia del 2006 scattata da Albert Watson e ripresa sulla copertina della biografia di Steve Jobs scritta da Walter Isaacson. Alcuni vandali nel gennaio del 2016 hanno rotto gli schermi protettivi e hanno coperto con dello spray colorato l’opera di Banksy. Il sindaco di Calais al tempo Natacha Bouchart dichiarò di apprezzare i lavori di Banksy e si impegnò a proteggerli con pannelli trasparenti.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile di The Son of a Migrant from Syria di Banksy

Su Banksy sono pubblicate poche informazioni e la sua identità rimane anonima. Forse l’artista è nato nel 1974 a Bristol ed è cresciuto nella scena Underground della città. Militò inizialmente in una Crew e si ispirò al lavoro del graffitista 3D e del writer francese Blek le Rat. Ad oggi Banksy è considerato uno dei più importanti artisti di Street painting del mondo. Viaggia costantemente rimanendo anonimo e improvvisamente le sue opere compaiono un mattino in una città.

I suoi interventi sono attentamente progettati e realizzati poi in pochi minuti di notte al riparo dalla polizia. I soggetti sono spesso legati alla povertà. Inoltre Banksy si occupa di problemi quali la violenza, la guerra, i soprusi della politica. Ultimamente è molto impegnato nelle battaglie contro l’inquinamento e l’emergenza climatica. Realizza inoltre grandi opere o piccoli stencil a livello della strada. Infine utilizza un codice mediatico che lo rende un erede delle pratiche tipiche della pop art.

La tecnica

The son of a migrant from Syria di Banksy è realizzato con la tecnica dello stencil. Su una base nera però è stata dipinta una figura tridimensionale più realistica dei soliti suoi lavori.

Il colore e l’illuminazione

Il muro sul quale si trova l’opera è ocra e grigio chiaro. Banksy ha poi utilizzato colori semplici come spesso succede nei suoi interventi. Infatti quasi tutta l’immagine è giocata su nero, grigio e bianco. Invece i tipici jeans indossati da Steve Jobs e il suo incarnato sono colorati. La luce infine proviene dall’alto a sinistra ed è quella riprodotta nella foto che ha fatto da modello all’opera.

Lo spazio

Gli stencil di Banksy utilizzano la bidimensionalità dello sfondo. Infatti la sagoma di Steve Jobs si ritaglia quasi come un’icona sulla parete di cemento. Inoltre è visibile alla stessa altezza del passante e condivide lo stesso spazio di chi lo sta guardando. In questo modo Steve Jobs sembra prendere vita all’interno della giungla di Calais.

La composizione e l’inquadratura

Nell’opera non è possibile riscontrare una vera e propria struttura compositiva. Infatti l’immagine deriva da una fotografia precedentemente scattata. Comunque il personaggio è posto in verticale e si propone come una figura proiettata nello spazio reale del passante.

© ADO – analisidellopera.it – Tutti i diritti riservati. Approfondisci

Bibliografia

  • Karin Cruciata, L’arte di Banksy: una critica al “sistema” contemporaneo, 2014, ISBN 605-03-0544-7
  • Will Ellsworth-Jones, L’uomo oltre il muro, L’Ippocampo, 2014
  • Letizia Francesca Gilardino, Banksy: un comunicatore sociale, Università degli studi di Torino, 2010
  • Claudio Saracino, La semiotica nell’arte contemporanea. Banksy, Università per Stranieri di Siena
  • Marco Horak, Follie e paradossi del mercato dell’arte: i casi Banksy e Belamy, in “Panorama Musei”, anno XXIV, n.1, aprile 2019.

La scheda è completa. Periodicamente troverai ulteriori approfondimenti, a presto!

La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 3 novembre 2019.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Banksy intitolate:

Consulta la pagina dedicata al dipinto di BanksyMigrant Child, sul profilo Instagram dell’artista e sul sito di Banksy.