Strage degli Innocenti di Guido Reni

Il terribile massacro dei bambini di Betlemme fu interpretato in modo particolarmente efficace nel dipinto Strage degli Innocenti da Guido Reni. L’opera rappresenta un capolavoro nel quale l’artista esprime al meglio il suo classicismo.

Guido Reni, Strage degli Innocenti, 1611, olio su tela, cm 268 x 170. Bologna, Pinacoteca Nazionale

Descrizione. I sicari di Erode si avventano sulle madri e uccidono i loro figli

Nel dipinto di Guido Reni, la Strage degli Innocenti è rappresentata mediante una scena risolta interamente nel primo piano. Sono presenti due sicari e cinque madri che dimostrano diverse reazioni al massacro. Dietro una di loro compare il viso di una sesta donna urlante. I neonati uccisi, o in procinto di esserlo, sono, invece sei. A terra, in prossimità dell’angolo di destra, vi sono due piccoli cadaveri. Uno di essi è rivolto verso il fronte del dipinto e l’altro parzialmente tagliato dal bordo e appoggiato al primo. A terra, il sangue sparso, testimonia il terribile atto compiuto su di loro. Alla loro destra, una madre è inginocchiata, con le mani giunte, e guarda in alto con un’espressione di rassegnazione sul viso.

Di fronte alla povera madre un’altra tenta di fuggire, a sinistra, con il figlio sulla spalla. Dietro alle donne, al centro del dipinto, una giovane cerca di proteggere il piccolo mentre un sicario dall’alto sta calando su di lui un pugnale. Nuovamente a destra, una donna corre avvolgendo il figlio nel suo mantello urlando dalla paura. Dietro di lei, infine, un altro sicario afferra per i capelli una madre terrorizzata che scappa a sinistra. Fanno da sfondo alla tragedia, sulla destra, alcune architetture classiche e, all’opposto, le mura della città. In alto, due piccoli angeli sulle nuvole porgono alle madri e ai figli la palma del martirio. Un cielo intenso copre la scena terrificante.

Interpretazioni

L’episodio rappresentato nel dipinto Strage degli Innocenti di Guido Reni fa riferimento al racconto presente nel Vangelo di Matteo. Erode il Grande venuto a conoscenza, in seguito alla visita dei Magi, della nascita di un legittimo re d’Israele, decise di intervenire drasticamente. Ordinò a dei sicari di percorrere le strade di Betlemme, scovare i bambini sotto i due anni di età e ucciderli. Maria e Giuseppe, però, riuscirono a mettere in salvo Gesù fuggendo in Egitto. Esistono molte rappresentazioni che interpretano il drammatico fatto di sangue della Strage degli Innocenti come vi sono altrettanti dipinti che raccontano la Fuga in Egitto.

I Sicari sono oscurati e il loro volto coperto dall’ombra o chinato, comunque privo di espressione. Questa scelta, di spersonalizzare l’esecutore di violenza contro innocenti si ritrova in altre opere del periodo come nella Crocifissione di San Pietro di Caravaggio e nel Martirio di San Filippo di Jusepe de Ribera.

Lo stile della Strage degli Innocenti di Guido Reni

Guido Reni è convenzionalmente definito dalla critica come un classicista che perseguì con la sua opera il bello ideale. La sua formazione, presso i Carracci fu un incentivo a condurre la sua ricerca approfondita partendo dallo studio dell’opera di Raffaello, il più classico tra i grandi artisti del Rinascimento. I personaggi che animano la Strage degli innocenti furono concepiti da Guido Reni con una evidente concezione statuaria. Il classicismo che caratterizzò lo stile dell’artista si esprime nei volti dalle fisionomie regolari, dalle posture eleganti e misurate e dagli abiti dai panneggi ordinati e morbidi. Caratteristiche che si ritrovano, appunto, nei dipinti di Raffaello.

Il colore e l’illuminazione

Il tono prevalente del dipinto è caldo, in primo piano, e freddo sullo sfondo. Infatti, risultano maggiormente evidenti la veste della madre inginocchiata dalle maniche rosse e dalla gonna giallo arancio. Gli stessi colori si ripetono nella donna di fronte a lei ma con toni meno saturi. I personaggi del secondo piano hanno colori più grigi e tendenti al blu. Il sicario di destra e la donna che fugge, invece, mostrano solo il colore intenso dell’incarnato. Le architetture sono colorate in ocra e grigio mentre il cielo è intensamente blu in alto e giallo in basso.

Lo spazio

Lo spazio nel quale si compie l’eccidio è compreso in pochi metri di profondità. Infatti Guido Reni ha progettato attentamente la disposizione dei personaggi per concentrare l’azione sul primo piano. Il gruppo, così ravvicinato, acquista maggiore potenza espressiva e crea un effetto di coinvolgimento fisico nell’osservatore. Gli edifici di destra e le mura di sinistra creano l’effetto di un fondale più che un coinvolgimento ambientale.

La Composizione e l’inquadratura della Strage degli innocenti

La composizione dell’opera è un capolavoro di equilibrio classico costruito mediante due triangoli opposti che si incrociano al centro. Uno di essi parte da terra, ha la base coincidente con i bimbi morti, la madre inginocchiata e il vertice sul pugnale del sicario. Il secondo ha, invece, la base in alto, che corre lungo il braccio del sicario di destra e il vertice sul polpaccio del bambino morto visto frontalmente. Le masse dei personaggi contribuiscono all’equilibrio di tutta la scena come le loro traiettorie che entrano ed escono dal dipinto.

Approfondimenti

Guido Reni nacque a Bologna nel 1575 e vi morì nel 1642. Fu, quindi, uno dei massimi protagonisti dell’arte della prima metà del Seicento nel territorio italico. L’artista condusse il suo apprendistato presso il pittore fiammingo Denijs Calvaert dal 1585. Furono suoi compagni artisti dal futuro di rilievo quali Francesco Albani e il Domenichino. La sua formazione prese avvio con lo studio delle opere di Raffaello e di Dürer le cui opere rappresentano una sintesi tra lo stile fiammingo e la classicità italiana. Nel 1594 entrò a far parte del gruppo di artisti operanti presso l’Accademia degli Incamminati fondata dai Carracci intorno al 1582. Divenne pittore indipendente nel 1598 e compì dei soggiorni a Roma e Napoli a partire dal 1601 città nelle quali operò per commesse religiose e collezionisti.

La Strage degli Innocenti risale al 1611 e fu eseguito durante un soggiorno romano di Guido Reni. Il dipinto venne, poi, spedito a Bologna. L’opera fu commissionata da facoltosi committenti amici dell’artista e destinata alla Cappella Berò nella Chiesa di San Domenico di Bologna. Nel 1734 il dipinto fu, poi, ceduto alla famiglia Ghisilieri. Durante l’occupazione delle truppe di Napoleone, nel 1796, la Strage degli Innocenti di Guido Reni venne trasferita a Parigi. Si trova presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna dal 1817 in seguito alla sua restituzione nel 1815.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Guido Reni, Strage degli Innocenti, sul sito della Pinacoteca Nazionale di Bologna.