Sonno di Calibano di Odilon Redon

Sonno di Calibano di Odilon Redon raffigura uno dei personaggi della Tempesta di Shakespeare, lo gnomo dalle grandi orecchie.

Odilon Redon, Sonno di Calibano, 1895-1900, olio su legno, 48,3 x 38,5 cm. Parigi, museé d’Orsay

Indice

Descrizione di Sonno di Calibano di Odilon Redon

Calibano dorme con il corpo appoggiato ad un grande tronco di colore bianco e con un braccio sollevato. Tre piccoli volti aleggiano sospesi nel cielo. La testa di dimensioni maggiori è incorniciata da un’aureola doppia di colore giallo verde. Il secondo viso è accompagnato da due ali. Il terzo invece è quasi indistinto e pare una macchia chiara.

Interpretazioni e simbologia di Sonno di Calibano di Odilon Redon

Sommeil de Caliban è il titolo originale in lingua francese del dipinto di Odilon Redon tradotto in italiano come Sonno di Calibano. Il nome Calibano deriva dal termine in lingua inglese Carib(be)an cioè caraibico. Inoltre si tratta di un libero anagramma di cannibal, cannibale in lingua italiana.

Calibano è uno dei personaggi della tragedia di William Shakespeare intitolata La Tempesta. Calibano è lo schiavo di proprietà di Prospero, il duca di Milano e ha l’apparenza di uno gnomo deforme e dalle grandi orecchie. Sua madre era la strega Sicorace.

Il personaggio di Shakespeare è stato esiliato su un’isola deserta e malefica e nel dipinto è ritratto mentre dorme appoggiato ad un imponente tronco bianco.

Secondo i curatori del Musée d’Orsay di Parigi i volti che aleggiano nel cielo rappresentano Ariel lo spirito dell’aria e i suoi due aiutanti che spiano Calibano.

Il Calibano

Caliban nella tradizione che lo riguarda appare come un cucciolo dalle proporzioni deformi, cosparso di lentiggini. Inoltre viene sottolineato il suo aspetto selvaggio da uomo bestiale. In alcuni casi assume le sembianze di uomo-pesce a causa dell’impressione di due uomini che lo osservano per la prima volta su una spiaggia.

I genitori di Calibano sono la strega Sicorace e, secondo il mago Prospero signore dell’isola e di Ariel, un diavolo. La madre Sicorace fu cacciata da Algeri e esiliata nell’isola incinta di Calibano. Prosperò trovò il figlio quando la strega era ormai morta e dopo un primo approccio amichevole trattò duramente Calibano a causa del suo tentativo di violentate Miranda. Il selvaggio infatti ammette questo approccio e a sua volta odia Prospero e si offre come servitore a Stefano, un altro servitore naufragato. In seguito torna però ad ubbidire al mago Prospero. Ne La Tempesta i personaggi trattano con disprezzo Caliban ma Shakespeare gli ha riservato monologhi di particolare sensibilità.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Il dipinto rimase di proprietà di Arï Redon il figlio dell’artista e della moglie Suzanne fino al 1982. Lo Stato francese, nel 1984, accettò quindi l’opera donata in seguito al lascito testamentario secondo le volontà del figlio di Redon. Il Musée d’Orsay di Parigi acquisì così l’opera. Insieme a questo dipinto Arï Redon e sua moglie Suzanne, donarono molte opere di Odilon Redon alle collezioni francesi.

L’artista e la società. La storia dell’opera Sonno di Calibano di Odilon Redon

Il piccolo dipinto intitolato Sonno di Calibano risale al 1895-1900. Odilon Redon, prima di quest’opera ad olio, realizzò tre disegni dedicati allo stesso soggetto.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile di Sonno di Calibano di Odilon Redon

I particolari dell’ambiente naturale sono appena accennati. Infatti in alto, contro il cielo, le fronde dell’albero sono descritte sommariamente con un tratteggio.

Gli storici dell’arte indicano quest’opera come un esempio di trasposizione dal carboncino al colore. Infatti Redon realizzò molti disegni nei quali dominano ampi campi neri che lo resero famoso. Inoltre è anche presente una caratteristica particolare del suo stile, cioè la frammentazione del corpo umano.

Diversamente dai tre disegni a carboncino precedenti, i colori brillanti rendono questa illustrazione ancora più onirica e fantastica.

La tecnica

Il dipinto di Odilon Redon è un olio su legno di 48,3 centimetri di altezza e 38,5 cm di larghezza.

Il colore e l’illuminazione

I colori del dipinto di Odilon Redon sono tendenti a toni freddi nella parte alta e caldi in basso. Le foglie in alto presentano diverse tonalità tra le quali il verde, il violetto e l’ocra. Il suolo color terra è segnato da puntini di colore rosso, blu, verde e violetto che alludono alle corolle di fiori.

Lo spazio

L’ambiente naturale che caratterizza la scena è descritto solamente dal grande tronco bianco. La profondità poi è annullata dalla mancanza di prospettive, geometriche o di altro tipo, e l’immagine è totalmente risolta nel primo piano.

La composizione e l’inquadratura

Sonno di Calibano è di forma rettangolare sviluppata in verticale. L’inquadratura valorizza, al centro, le tre facce di Ariel e dei suoi aiutanti. Gran parte della metà destra inoltre è occupata dal tronco bianco che crea una grande massa chiara su questo lato del dipinto.

La struttura compositiva è organizzata su linee oblique che rendono instabile l’immagine e assecondano l’aleggiare delle facce isolate. Così il tronco è inclinato verso sinistra e sostiene il corpo del Calibano inclinato invece verso destra.

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Bibliografia

  • Odilon Redon. Catalogue raisonné de l’oeuvre peint et dessiné. Portraits et figures, Wildenstein Institute, La Bibliothèque des arts, Paris, 1992
  • Michael Gibson, Odilon Redon, Taschen, Basic Art, 1996
  • Eva Di Stefano, Odilon Redon, Firenze-Milano, Giunti, Art e Dossier, 2005

La scheda è completa. Periodicamente troverai ulteriori approfondimenti, a presto!

La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 28 settembre 2021.

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Consulta la pagina dedicata al dipinto di Odilon Redon, Sonno di Calibano, sul sito del museé d’Orsay di Parigi.

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