Ritratto di vecchia di Giorgione

Ritratto di vecchia è un dipinto di Giorgione che ammonisce l’osservatore sugli effetti inevitabili del trascorrere del tempo.

Giorgione, Ritratto di vecchia, 1506 ca, olio su tela, cm 68 x 59. Venezia, Gallerie dell’Accademia

Descrizione

La vecchia, protagonista del dipinto, è rappresentata in centro, rivolta a sinistra. Si tocca il petto con le dita della mano destra. Dalla stessa mano, poi spunta un cartiglio con la scritta “col tempo”. Indossa una veste con scollatura tonda che lascia nudo il collo e una parte delle spalle. Inoltre, sulla spalla sinistra è appoggiato uno scialle con frange. I capelli sono grigi e spettinati. La capigliatura è coperta da una cuffia bianca che ricade dietro alla testa. Il suo volto esprime l’età anziana della donna. Gli occhi sono rivolti verso l’osservatore, la bocca è semiaperta e i denti sono consumati dal tempo. Infine, la protagonista manifesta un’espressione di sofferenza e rassegnazione.

Interpretazioni e simbologia

Il dipinto di Giorgione è un ritratto allegorico. Ritratto di vecchia non rappresenta una persona importante o di potere. Il soggetto dell’opera, infatti, è una popolana anziana. La sua fisionomia è offesa dal tempo e sul suo viso si osservano molti segni di invecchiamento. La pelle rugosa e cadente, i denti corrosi, l’espressione stanca e malata. Probabilmente, il significato dell’opera è nella scritta che si legge nel cartiglio: “Col tempo”. Giorgione dipinse un “memento”, un monito per i fruitori dell’opera. Il Ritratto di vecchia ricorda gli effetti inevitabili del trascorrere del tempo. La mano che si appoggia al busto sembra compiere il gesto del “mea culpa”. La protagonista riconosce, così, una colpa che sembra renderla sofferente.

I Committenti, le collezioni e la storia espositiva

Ritratto di Vecchia si trova presso le Gallerie dell’Accademia dal 1856. L’opera proveniva dalla Collezione Manfrin. Ancora prima, era segnalata nella Collezione Vendramin. Infatti nell’inventario del 1528 è intitolata Testa di donna vecchia con un velo intorno al capo. Assunse poi il titolo di Ritratto de la madre del Zorzon, cioè Madre di Giorgione. Tale titolo si ritrova in un successivo inventario, del 1569, ordinato da Luca Vendramin. Successivamente il dipinto fu attribuito a Francesco Torbido (1482 – 1562), allievo di Giorgione. Infine, in seguito ad un restauro, nel 1949, Ritratto di Vecchia fu attribuito nuovamente a Giorgione.

La storia dell’opera

L’opera di Giorgione intitolata Ritratto di vecchia conserva la sua cornice originale. Michelangelo, in visita a Venezia, prese, forse, ispirazione per la figura di una delle sue sibille. Il dipinto ricorda un’altra opera di Giorgione, il Ritratto di Laura conservato a Vienna.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Lo stile del Ritratto di vecchia di Giorgione

Ritratto di vecchia di Giorgione è un dipinto del 1506. Gli storici suggeriscono che la presenza di Leonardo da Vinci a Venezia, dal 1500 abbia condizionato Giorgione nella realizzazione dell’opera. L’artista, probabilmente, ebbe l’occasione di osservare i ritratti grotteschi di Leonardo e le caricature.

La tecnica

Ritratto di vecchia di Giorgione è un dipinto ad olio. L’artista utilizzò una tecnica definita tonalismo caratterizzata dall’assenza di disegno preparatorio. Le figure sono costruite attraverso piccole variazioni di tono, come nel caso del dipinto sul bruno ocra. Il Ritratto di vecchia è realizzato con campiture cromatiche sovrapposte prive di disegno sottostante. Le ampie zone di colore di spessore irregolare, creano l’immagine senza utilizzare il disegno e la prospettiva geometrica. Giorgione utilizzò il colore e la sfumatura per creare gli effetti luminosi che producono le forme. L’artista utilizzò, così, contrasti cromatici, tra colori diversi e contrasti di luminosità all’interno di uno stesso colore. In tal modo, la tecnica del tonalismo permise di ottenere morbidi volumi e la fusione ambientale tra figura e fondo.

Il colore e l’illuminazione

Il dipinto Ritratto di vecchia di Giorgione è un’opera dai colori caldi. Il volto dell’anziana è ocra-arancio. Le ombre sono realizzate con un tono più scuro. L’abito è bruno mentre il mantello che porta sulla schiena è bianco come la cuffia. Il bordo inferiore dipinto è marrone scuro, più chiaro al centro. Lo sfondo è rappresentato da una campitura scura e compatta. Infine, la figura della vecchia emerge grazie al forte contrasto di luminosità.

La luce colpisce la donna frontalmente, da sinistra. Il volto e il busto sono, così, illuminati per intero. Le ombre sono presenti nella parte laterale e in basso e contribuiscono a modellare i volumi della figura.

Approfondisci con le altre opere di Giorgione intitolate:  I tre filosofi, La tempesta, La prova di Mosè.

Lo spazio

La cornice dipinta, in basso, crea un effetto di profondità che descrive lo spazio tra il fronte del dipinto e la figura. Dietro alla protagonista, invece, lo sfondo è indistinto e privo di profondità.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto di Giorgione intitolato Ritratto di vecchia presenta uno sviluppo verticale. In primo piano, si nota la cornice in corrispondenza del bordo inferiore. In secondo piano è dipinta la figura della vecchia. Lo sfondo è rappresentato dalla campitura scura e uniforme. L’inquadratura è tradizionale e dispone un’ampia zona di sfondo intorno alla protagonista del ritratto. Il punto di vista si trova leggermente più in alto del volto della donna. Inoltre, la composizione è piramidale e imprime una spinta verso l’alto del busto.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Giorgione, Ritratto di vecchia, sul sito delle Gallerie dell’Accademia di Venezia