Rinoceronte di Albrecht Dürer

Il Rinoceronte di Albrecht Dürer è una celebre incisione che ritrae il primo esemplare giunto in Europa dall’India all’inizio del Cinquecento.

Albrecht Dürer, Rhinocerus (Rinoceronte), incisione su legno (xilografia) 23,5×29,8 cm. Londra, British Museum

Indice

Descrizione del Rinoceronte di Albrecht Dürer

Un animale dalle forme anatomiche simili ad un rinoceronte è rappresentato di profilo, rivolto a destra dell’immagine. L’animale è coperto da una robusta corazza che pare modellata nel metallo. Inoltre sul collo è presente un piccolo corno. Le zampe poi sono ricoperte da una superficie a scaglie e terminano con grossi zoccoli. Sul muso è presente infine il caratteristico corno appuntito. L’animale poggia su un suolo naturale.

Interpretazioni e simbologia

La celebre xilografia di Albrecht Dürer è la riproduzione di un esemplare realmente esistito. Infatti si tratta di un rinoceronte indiano donato da Alfonso de Albuquerque, governatore delle Indie Portoghesi, al re del Portogallo Manuele I. Giunto a Lisbona il primo maggio 1515 l’animale suscitò immediatamente la curiosità del popolo e l’apprezzamento del re. Manuele I decise quindi, nel 1516, di inviarlo al Papa Leone X. Il rinoceronte partì così via mare per Roma. Purtroppo però a causa del naufragio dell’imbarcazione, nel golfo di La Spezia, l’animale annegò.

I Committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Le numerose copie xilografiche del Rinoceronte di Albrecht Dürer sono sparse tra musei e collezioni private. Una di queste si trova presso il British Museum di Londra.

La storia dell’opera Rinoceronte di Albrecht Dürer

Albrecht Dürer non vide il rinoceronte. L’artista tedesco infatti si trovava a Norimberga e ricevette una lettera del tipografo suo amico Valentim Fernandes da Lisbona con la descrizione dell’animale. Un mercante di Norimberga invio poi una seconda lettera all’artista con un veloce schizzo. Vista l’eccezionalità dell’evento Dürer decise così di proporre una sua immagine da divulgare attraverso la stampa calcografica. Immaginò quindi la forma del rinoceronte descritto e ne incise il profilo. La xilografia tra il 1515 e il 1528 fu riprodotta in quasi quattromila esemplari. L’immagine per la sua forza, nel tempo, divenne una vera icona anche se non rispondente esattamente al vero. Altri artisti che apprezzarono la connotazione surreale dell’immagine la citarono nelle loro opere.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile dell’incisione il Rinoceronte di Albrecht Dürer

Dürer fu un artista poliedrico di Norimberga . Apprese dal padre il mestiere di orafo e divenne così un importante incisore. Nel Rinoceronte è evidente la capacità di Dürer di realizzare figure corrette e realistiche. La descrizione approssimata non ha però permesso all’artista di riprodurre le forme alla perfezione. La figura del Rinoceronte è riprodotta con l’uso di una forte linea di contorno e il disegno delle diverse superfici del corpo dell’animale.

La tecnica

Il Rinoceronte di Dürer è una stampa calcografica prodotta con una matrice xilografica. Come si desume dal nome la matrice è infatti intagliata nel legno. In seguito la tavoletta inchiostrata imprime su un foglio l’immagine rovesciata. Tale tecnica permetteva così di riprodurre molte volte l’immagine incisa. La quantità di stampe realizzate dipendeva poi dalla qualità e robustezza del legno utilizzato per incidere la matrice.

Il colore e l’illuminazione

La stampa intitolata il Rinoceronte di Dürer è in bianco e nero. L’artista utilizzò inoltre un leggero chiaroscuro sul ventre dell’animale per rappresentare la robustezza del suo corpo.

Lo spazio

Per rendere la figura dell’animale più leggibile Dürer non disegnò infine alcun particolare ambientale.

La composizione e l’inquadratura

L’incisione è di forma rettangolare e si sviluppa in orizzontale per favorire la riproduzione del corpo dell’animale. Al di sopra del Rinoceronte inoltre è presente una didascalia anch’essa incisa.

© ADO – analisidellopera.it – Tutti i diritti riservati. Approfondisci

Bibliografia

  • Heinrich Wölfflin, Albrecht Dürer, 1987; 2 ottobre 2015, Salerno Collana: Profili, EAN: 9788885026964
  • Costantino Porcu (a cura di), Dürer, Rizzoli, Milano 2004
  • Giovanni M. Fara, Albrecht Dürer. Originali, copie e derivazioni, 2007, Olschki, Collana: Gabinetto dis. stampe Uffizi. Catal., EAN: 9788822256416
  • Rodolfo Papa, Dürer, 8 febbraio 2017, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, EAN: 9788809991583
  • Chiara Casarin (a cura di), Albrecht Dürer. La collezione Remondini, Marsilio, Cataloghi, 1° ed. 2019, 978-88-297-0213-8

La scheda è quasi completa. Ancora qualche giorno di pazienza, grazie per la tua visita!

La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 31 maggio 2019.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Albrecht Dürer intitolate:

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Albrecht Dürer, Rhinocerus (Rinoceronte), sul sito del British Museum di Londra.