L’arcangelo Raffaele e Tobiolo di Andrea del Verrocchio

L’arcangelo Raffaele e Tobiolo di Andrea del Verrocchio rappresenta una scena della vicenda biblica che fu utilizzata come augurio per i giovani in viaggio nel Rinascimento.

Andrea del Verrocchio, L’arcangelo Raffaele e Tobiolo, 1470-1472 circa, tempera su tavola, 83,6 x 66 cm. Londra, The National Gallery, inv. NG781 (acquisto 1867)

Indice

Descrizione del dipinto L’arcangelo Raffaele e Tobiolo di Andrea del Verrocchio

Tobia e l’arcangelo Raffaele procedono a braccetto. Raffaele ha le ali visibili e molto colorate. Indossa poi un abito vaporoso stretto intorno alla vita e molto panneggiato, confezionato con tessuti pregiati. Intorno ai suoi capelli biondi inoltre è dipinta una aureola dorata. I piedi infine sono nudi e protetti da sandali sottili.

Tobia invece è abbigliato come un giovane nobile del Quattrocento. Indossa infatti una casacca blu decorata sul davanti con pieghe verticali. Un nastro rosso la stringe intorno alla vita. Un mantello è poi fissato al colletto e si alza col vento. Inoltre porta una calzamaglia rossa e stivaletti marroni. In mano regge un pesce sventrato, catturato durante il viaggio. Nella piccola scatola d’argento che regge l’arcangelo sono contenute le viscere dell’animale.

In basso, dietro Raffaele, un piccolo cane segue i due personaggi nel viaggio. Il paesaggio che fa da sfondo alla scena è ampio e si estende in lontananza. Anche un fiume serpeggia tra le colline e attraversa il paesaggio. A destra si intravede poi una fortificazione e un ponte che cavalca il corso d’acqua. Infine, in primo piano, sul terreno, crescono rade erbe tra le rocce.

Interpretazioni e simbologia del dipinto L’arcangelo Raffaele e Tobiolo di Andrea del Verrocchio

Tobiolo e l’angelo racconta una vicenda narrata nel libro di Tobia della Bibbia. Le rappresentazioni di Tobia e l’angelo erano comuni a Firenze durante il Rinascimento. Infatti, il tema si prestava ad essere utilizzato come immagine di protezione spirituale per i giovani in viaggio di affari.

Inoltre, a Firenze erano molte le intraprese bancarie e molti giovani affrontavano viaggi in città lontane da soli o accompagnati da funzionari più anziani. A scopo devozionale era anche presente una confraternita che venerava l’arcangelo Raffaele, accompagnatore di Tobiolo. La vicenda di Tobia e l’angelo è raccontata nel Libro di Tobia e l’angelo. Tobi era un uomo povero ma molto osservante della religione.

Inviò il figlio Tobia, chiamato anche Tobiolo, a riscuotere un credito risalente a dieci anni prima. Il giovane venne accompagnato da un giovane uomo che, nei testi apocrifi, viene identificato come l’arcangelo Raffaele. La guida aiutò più volte il ragazzo durante il viaggio. Inoltre gli consigliò di catturare un grande pesce la cui bile curerà la cecità del padre. Nel dipinto Tobiolo ha già scoperto che il suo accompagnatore è l’Arcangelo Raffaele.

I committenti, le collezioni e la storia espositiva de L’arcangelo Raffaele e Tobiolo di Andrea del Verrocchio

Il dipinto di Andrea del Verrocchio intitolato Tobiolo e l’angelo si trova alla National Gallery di Londra che lo acquistò nel 1867.

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Lo stile del dipinto L’arcangelo Raffaele e Tobiolo di Andrea del Verrocchio

Tobiolo e l’angelo è un dipinto di Andrea del Verrocchio, che gli storici hanno datato 1470-1475. Il dipinto fu infatti realizzato nei primi anni Settanta del Quattrocento. L’impostazione del dipinto, con i due personaggi che procedono a braccetto si ispira all’opera dallo stesso tema e precedente del Pollaiolo del 1465-1470.

Le figure che compaiono nel dipinto Tobia e l’angelo sono molto dettagliate. Infine lo stile del disegno che si intuisce sotto la pittura ricorda la pratica orafa.

La tradizione orafa e decorativa

Molti artisti fiorentini si formarono presso botteghe di orafi come fece Verrocchio. Il gusto decorativo si percepisce nella definizione dei tessuti resi con linee curve e raffinate. La stessa eleganza si ritrova, poi, nelle posizioni di Tobia e di Raffaele. Questo linearismo è equilibrato dal panneggio che segna i volumi del corpo in modo scultoreo. Tale caratteristica fu tipica della bottega di Andrea Verrocchio nella quale si producevano molte sculture. Secondo gli storici i particolari del paesaggio furono realizzati da aiuti. Altri hanno ipotizzato che Leonardo da Vinci abbia collaborato con Verrocchio in questo dipinto. Si tratta della superficie molto realistica del corpo del pesce e del cane. I due animali paiono essere frutto di uno studio dal vero.

La tecnica

L’opera di Verrocchio fu dipinta a tempera su tavola. Si tratta di un dipinto datato tra il 1470-1475 quindi ancora realizzato con la tecnica più diffusa nel Quattrocento fiorentino.

In seguito, gli artisti passeranno alla pittura ad olio sostituendo la tavola in legno con la tela. Sul territorio italico l’artista che, per tradizione, contribuì a diffondere la pittura ad olio fu Antonello da Messina.

Il colore e l’illuminazione

La gamma dei colori del dipinto è viva e i colori saturi. Nella parte alta i colori predominanti sono freddi. Il cielo e gli abiti di Tobiolo e dell’angelo presentano poi tonalità che vanno dall’azzurro al blu scuro. Invece alcuni particolari dell’abbigliamento come le calze e la parte esterna del mantello di Raffaele sono rosse e rosa. Gli incarnati ed i capelli tendono all’ocra arancio mentre il suolo in primo piano è bruno. Infine un piccolo brano di paesaggio verde si intravede nella fascia centrale sullo sfondo.

Lo spazio

La scena che descrive un momento del viaggio di Tobiolo è ambientata in un paesaggio collinare. Un fiume serpeggia poi tra le colline da sinistra a destra. Il paesaggio è rappresentato in basso. Il punto di vista dell’osservatore è quindi alto e coincide con la posizione dei due personaggi in movimento.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto che racconta un momento del viaggio del protagonista biblico è rettangolare. Inoltre, l’inquadratura verticale incornicia i due protagonisti a figura intera.

Infine ai loro lati è possibile osservare una parte di paesaggio. La parte alta dei corpi, grazie al gioco compositivo degli abiti, è racchiusa da una forma triangolare con apice verso il mantello svolazzante di Tobiolo.

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Bibliografia

  • Paola Grifoni e Francesca Nannelli, Le statue dei santi protettori delle arti fiorentine e il Museo di Orsanmichele, in Quaderni del servizio educativo, Firenze, Edizioni Polistampa, 2006.
  • Beatrice Paolozzi Strozzi, Museo Nazionale del Bargello. Guida ufficiale, Giunti Editore, 1 marzo 2014, EAN: 9788809759626
  • F. Caglioti, A. De Marchi (a cura di), Verrocchio, il maestro di Leonardo, 1° ed. 2019, Cataloghi / CATALOGHI, 978-88-297-0033-2

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 21 aprile 2021.

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Consulta la pagina dedicata al dipinto di Andrea del Verrocchio, L’arcangelo Raffaele e Tobiolo, sul sito della The National Gallery di Londra.

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