Relatività di Maurits Cornelis Escher

Relatività di Maurits Cornelis Escher raffigura uno spazio policentrico nel quale figure umane si muovono su piani diversi.

Maurits Cornelis Escher, Relatività, 1953, litografia, 27,7 x 29,2 cm. Washington, The National Gallery

Relatività di Maurits Cornelis Escher

Relatività di Maurits Cornelis Escher
Relatività di Maurits Cornelis Escher

Maurits Cornelis Escher, Relatività, 1953, litografia, 27,7 x 29,2 cm. Washington, The National Gallery

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Indice

Descrizione di Relatività di Maurits Cornelis Escher

L’immagine creata da Escher raffigura un ambiente nel quale agiscono diverse sorgenti gravitazionali. La struttura architettonica presenta sette scale orientate diversamente che caratterizzano fortemente gli ambienti aperti. La struttura inoltre è organizzata in modo complesso e ricca di particolari. Sedici omini percorrono lo spazio su tre piani diversi.

A partire dall’angolo in alto a sinistra, si vede un pianerottolo orientato secondo la verticale di chi osserva. Il piano è delimitato da una balaustra e oltre l’arco si intravede uno spazio esterno che ospita una rada vegetazione. Due stentate pianticelle e un alberello crescono sul prato mentre un vaso è poggiato sul muretto. Un manichino animato si appoggia al muretto di sinistra e una coppia passeggia all’esterno.

Una relativa quotidianità

A questo pianerottolo giunge una scala che viene percorsa su due orientamenti ortogonali da due manichini. La scala arriva a un altro piano che comunica con ambienti interni e, a destra, ad un ballatoio dal quale si affaccia un altro manichino. Nel muro sovrastante si apre un’apertura con un arco. Dal ballatoio parte una scala percorsa nei due sensi da manichini uno dei quali porta un vassoio con un bicchiere e una bottiglia. Questo essere si dirige forse verso la porta in basso a destra che da accesso ad un esterno orientato in verticale. In questo ambiente due manichini pranzano ad un tavolo accanto a un grande albero. Dal basso, sale un manichino in prossimità di un vaso che contiene alcuni girasoli.

Da questo piano, una scala si dirige poi verso il centro dell’immagine. Oltre un grande arco si intravede la chioma di una conifera. Da una scala immersa nel pavimento sale un manichino con un sacco a spalla e si dirige verso una porta chiusa sul rispettivo piano di calpestio. A sinistra, un omino siede su una panchina. Infine, sulla scala di sinistra, due omini procedono ortogonalmente. Uno sale verso l’ambiente aperto, l’altro scende portando un secchio verso la spessa porta nell’angolo in basso a sinistra.

Interpretazioni e simbologia di Relatività di Maurits Cornelis Escher

L’immagine surreale creata da Escher raffigura un grande ambiente interno nel quale si coglie una struttura architettonica complessa. Gli esseri che percorrono le scale nei due sensi indicano la presenza di diversi orientamenti gravitazionali se interpretiamo l’immagine con la nostra esperienza spaziale. Gli omini compiono azioni quotidiane, salgono, scendono, si affacciano, siedono e passeggiano. Uno di loro seve ai tavoli e altri pranzano all’esterno. Tutti i personaggi della scena sono presenti contemporaneamente anche se si muovono su piani diversi.

Se si immagina invece che la scena ritragga una diversa realtà rspetto alla nostra, allora si tratta di un mondo nel quale agisce una particolare gravitazione. In questo mondo gli esseri anonimi ma simili vivono orientati rispettivamente in modo opposto oppure ortononale. Sono tre i piani sui quali si muovono gli omini e le loro posizioni relative sembrano convivere senza problemi nella realtà elaborata da Escher. Un muro può essere utilizzato come una parete o un pavimento.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Una copia della litografia intitolata Relatività di Maurits Cornelis Escher si trova a Washington custodita presso la The National Gallery.

L’artista e la società. La storia dell’opera Relatività di Maurits Cornelis Escher

Maurits Cornelis Escher disegnò l’immagine intitolata Relatività nel 1953. La litografia dell’artista olandese fu stampata per la prima volta nel dicembre 1953. La prima versione era rappresentata da una xilografia, incisione su tavola di legno, realizzata all’inizio dello stesso anno. Escher realizzò quindi l’immagine calcografica mediante la stampa litografica e quella xilografica. Relativity fa parte di una serie di immagini che riuniscono diverse prospettive all’interno di un unico ambiente.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile di Relatività di Maurits Cornelis Escher

La produzione grafica di Maurits Cornelis Escher non può essere definita dall’appartenenza ad un movimento o ad una Avanguardia artistica. Escher fu un artista colto e basò il suo lavoro sullo studio delle scienze e della filosofia. Relativity evidenzia la passione dell’artista nei confronti della fisica teorica e della matematica.

Formalmente, gli ambienti della serie mondi impossibili si avvicinano alle opere del Surrealismo, e gli omini somigliano a personaggi di René Magritte.

La tecnica

Relatività di Maurits Cornelis Escher è una stampa ottenuta tramite incisione litografica, di 27,7 x 29,2 cm. La litografia è una tecnica calcografica che utilizza una lastra in pietra come matrice resistente e di lunga durata per realizzare un elevato numero di copie su carta.

Il colore e l’illuminazione

La litografia di Escher presenta linee di contorno e tratteggi neri. Il bianco che contrasta fortemente con la linea è quello del supporto.

Lo spazio

Lo spazio architettonico, costruito da Escher, aderisce alle regole della prospettiva geometrica e quindi genera una forte impressione di realtà. Però l’applicazione delle regole prospettiche non è finalizzata a creare uno spazio monocentrico. Si creano quindi tre campi gravitazionali che confondono lo sguardo dell’osservatore.

La composizione e l’inquadratura

La forma della litografia è quasi quadrata e l’inquadratura asseconda la complessa struttura architettonica. Al centro dell’immagine, le tre scale creano una forma triangolare intorno alla quale si organizza l’intera composizione. Gli ambienti sono quindi disposti in prossimità dei bordi della superficie in modo da equilibrare l’immagine. Non compaiono linee verticali ma prevalgono linee oblique come quelle convergenti che creano la principale fuga prospettica verso l’alto. Nell’insieme, la presenza di sole linee oblique determina un effetto di movimento, instabilità e vertigine.

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Bibliografia

  • Douglas R. Hofstadter, G. Trautteur, Gödel, Escher, Bach. Un’eterna ghirlanda brillante. Una fuga metaforica su menti e macchine nello spirito di Lewis Carroll, Editore: Adelphi, Collana: Gli Adelphi, 1990 Pagine: XXVII-852 p., ill. EAN: 9788845907555
  • M. C. Escher, Taschen, Collana: Basic Art , 2016, EAN: 9783836537285
  • Bruno Ernst, Lo specchio magico di C. Escher, Taschen, Collana: Varia 25, 2018, EAN: 9783836574013
  • Carlo Guandalino, Musica-Colore-Tratto. Vierne, Reger, Kandinsky, Escher, LIM, Collana: Tascabili, 2020, EAN: 9788855430302
  • Marco Bussagli, Escher, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, 2021, EAN: 9788809909632

La scheda è completa. Periodicamente troverai ulteriori approfondimenti, a presto!

La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 31 marzo 2022.

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Consulta la pagina dedicata al dipinto di Maurits Cornelis Escher, Relatività, sul sito della The National Gallery di Washington.

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