Pascoli di primavera di Giovanni Segantini

Pascoli di primavera è un dipinto di Giovanni Segantini nel quale la natura e i personaggi diventano simboli della condizione umana.

Giovanni Segantini, Pascoli di primavera, 1896, olio su tela, 98 X 155,5 cm. Milano, Pinacoteca di Brera

Descrizione

Al centro di un ampio prato verde di montagna pascola una vacca bianca insieme al suo vitello. Al collo porta una grande campana necessaria per segnalare la sua presenza al pastore. In alto si alza una catena di montagne innevate. Sulla destra, la cima del monte è coperta da una leggera nebbia che scende verso il prato. A sinistra, invece, è visibile una parte della baita. Di fronte, oltre l’ombra, una donna spinge una carriola mentre un’altra figura femminile lavora sulla destra, proprio al di sopra dell’animale che sta brucando.

Interpretazioni e simbologia

Giovanni Segantini interpretò il tema naturale in chiave simbolista come in molte altre delle sue opere. L’artista, infatti, nei suoi dipinti raffigurò momenti di vita agreste come simboli della condizione umana, spirituale e religiosa.

I Committenti, le collezioni e la storia espositiva

Giovanni Segantini amò molto Pascoli di primavera. Lo considerò, infatti, uno dei suoi dipinti più riusciti e rispondenti alla sua poetica. Il dipinto fu esposto alle mostre internazionali di Zurigo Monaco e Venezia. L’opera, poi, entrò a far parte della collezione Henneberg di Zurigo fino al 1898. Quindi, fu acquistata dal governo austriaco. Il dipinto, nel 1949 tornò ad essere disponibile sul mercato antiquariale e fu acquistato da Carlo Pesenti, presidente dell’Associazione Amici di Brera, su segnalazione di Fernanda Wittgens.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Lo stile del dipinto Pascoli di primavera di Giovanni Segantini

Pascoli di primavera è un dipinto di Giovanni Segantini esponente del divisionismo italiano. Le differenze principali di questo movimento con il puntinismo francese sono nella disposizione delle pennellate. Infatti, nel divisionismo i puntini diventano sottili filamenti di colore realizzati con pennellate più ampie rispetto ai puntini di Seurat. Questa caratteristica crea atmosfere più distese e luminose a differenza delle forme statiche e rigide come nel dipinto intitolato Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte.

Il colore e l’illuminazione

Su gran parte della superficie del dipinto Pascoli di primavera di Giovanni Segantini domina un verde chiaro e brillante. I bovini al pascolo sono chiari e grigi nelle parti in ombra con riflessi caldi del prato. Le montagne sono risolte con colori chiari e freddi che si confondono con quelli del cielo. La facciata visibile della baita a sinistra, invece, è completamente in ombra, quindi, più scura e tendente al bruno. Le pennellate verdi della prato sono alternate con giallo ocra e marrone. La neve, invece, è il risultato di pennellate chiare grigie, bianche e azzurre.

Amplia la ricerca con alcune opere del Divisionismo intitolate: La ragazza che fa la calza di Giovanni Segantini e Lo specchio della vita di Giuseppe Pellizza da Volpedo.

Lo spazio

In Pascoli di primavera l’ambiente naturale è descritto nelle sue dimensioni e in profondità dalla sovrapposizione dei piani. In primo piano le erbe e le pietre sono maggiormente dettagliate. Il secondo piano la vacca, il suo vitello e il cespuglio di ginepro sulla destra sono i punti di riferimento visivo che permettono di valutare le distanze da lì all’orizzonte. A sinistra, è possibile confrontare la grandezza della baita con quella della donna mentre sullo sfondo è evidente l’imponenza degli alti monti lontani. La prospettiva aerea permette di aumentare il senso di profondità. Infatti il prato, in primo piano, è dipinto con colori più caldi e saturi mentre le montagne sul fondo sono grigie, azzurre, con contrasti più delicati. Al centro del prato, il mantello chiaro dei due bovini spicca contro il verde brillante e saturo nei toni.

La Composizione e l’inquadratura

Pascoli di primavera è un dipinto dal formato orizzontale, quasi panoramico. Il paesaggio si estende in tutta la sua apertura in larghezza. Il soggetto principale pare essere la vacca con il suo vitello, mentre la baita a sinistra è fuori inquadratura. Infatti il taglio dell’immagine è di derivazione fotografica. La parte alta, un terzo del dipinto, è occupata dalle montagne mentre il restante è destinato alla prato.

Al centro delle diagonali dell’opera si trova il vitello mentre la madre è spostata più a destra. I movimenti delle figure creano un equilibrio compositivo. Infatti la donna con la carriola si muove da sinistra verso il basso a destra. Il vitello, invece si sposta verso sinistra mentre la bovina è rivolta a destra. La composizione è equilibrata verso il centro grazie alla porzione di baita, scura, che si intravede in corrispondenza dell’angolo in alto a sinistra. Il bordo superiore del dipinto crea un leggero arco.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Giovanni SegantiniPascoli di primavera, sul sito della Pinacoteca di Brera di Milano.